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Intrecci: Itinerari Narrativi e Filosofici nei Borghi d’Irpinia – IV Edizione
Intrecci: Itinerari Narrativi e Filosofici nei Borghi d’Irpinia – IV Edizione
L’Alveare in festa: Un giorno di premi e divertimento per i più piccoli
L’Alveare in festa: Un giorno di premi e divertimento per i più piccoli
Posthuman N.5
Posthuman N.5
Lettere dal fronte di Gianluca Amatucci: una luce nel buio degli orrori delle grandi guerre del Novecento.
Lettere dal fronte di Gianluca Amatucci: una luce nel buio degli orrori delle grandi guerre del Novecento.

Alice nel paese …

L’immagine progettuale ed intenzionale  indirizza le nostre azioni.
L’immagine progettuale ed intenzionale indirizza le nostre azioni.

La capacità di indirizzare la propria esistenza dipende dunque da tale consapevolezza.

Le immagini esterne ed interne costituiscono gli input che spingono l’uomo verso il fare.

L’essere umano dirige i suoi passi, fondendo ciò che gli arriva dall’esterno, attraverso la vista, con le immagini interne prodotte dal cervello.

Tutte le azioni umane derivano da questo connubio, combinandosi e moltiplicandosi, come le tessere luminose e colorate in un caleidoscopio.

Le azioni si distinguono in meccaniche e consapevoli.

Quelle meccaniche guidano e supportano il quotidiano, per garantire all’essere umano una dignitosa sopravvivenza materiale.

Le azioni consapevoli sono forse sono le più importanti, perché sono sottoposte alla volontà cosciente, ovvero alla direzione che l’individuo vuole dare o imprimere alla sua realtà.

Sarebbe quindi auspicabile che la persona diventi sempre più consapevole della sua capacità di “immaginare la propria vita”.

Molto spesso si vive la vita con passività, credendo che essa sia una forza energetica superiore alla volontà umana.

Se invece si riesce ad acquisire maggiore consapevolezza del nostro essere soggetti attivi della realtà, sarà possibile poi indirizzare la propria volontà verso immagini progettuali, ovvero verso la realizzazione del nostro sentire più profondo.

A questo punto ricordiamo la trilogia della felicità indicata da Mario Rodriguez Cobos, al secolo Silo, seguace di Gandhi , padre della nonviolenza e fondatore del Movimento Umanista, sentire, pensare, agire nella stessa direzione, che lui stesso ha sperimentato attraverso i suoi studi filosofici, regalandoci la strada da seguire per vivere una vita consapevole e piena. L’infelicità deriva per Silo dall’incoerenza tra il proprio sentire più profondo, la riflessione razionale e l’azione conseguente. Dalla trilogia della felicità consegue una grande energia positiva e produttiva, capace di innescare un grande senso di soddisfazione e gratificazione. La frustrazione genera al contrario infelicità che deriva dalla contraddizione tra ciò che sentiamo, ciò che pensiamo al riguardo e l’azione che poniamo in essere.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università.
La poesia respiro dell’anima
La poesia respiro dell’anima
Simply
Simply

Arte

Al Museo Irpino la Mostra di Cristina Cianci
Al Museo Irpino la Mostra di Cristina Cianci

Al Museo Irpino la Mostra di Cristina Cianci. Si intitola “Anatomia del vuoto” la nuova Mostra personale di Cristina Cianci, a cura di Michelangelo Giovinale, direzione organizzativa di Gerardo Fiore, in collaborazione con Montoro-Contemporanea.

La Mostra sarà aperta al pubblico dal 7 al 27 Luglio 2024 presso il Complesso Monumentale dell’Ex Carcere Borbonico di Avellino. L’Artista circoscrive il vuoto in una relazione profonda fra la sua esistenza e la manipolazione della materia, si muove in uno spazio di ricerca strettissimo tra il  visibile e l’invisibile, nello scavo profondo della perdita, dove si incontrano insieme ai resti, il dolore del mondo e il nostro. La pratica dell’arte si fonde alla vita dell’artista, scandisce le stagioni della sua ricerca ventennale, in quel limite insondabile che separa l’artista dalla donna.

Cristina Cianci restituisce il senso profondo della sua definizione di arte: circoscrivere il vuoto, da forma a tutto ciò che forma non è, con ciò che non ha alcun limite, nessun argine stabilito. Come l’amore incondizionato di sua madre.

l’Inaugurazione è prevista oggi alle 18.00. Ingresso libero.

Dalla grafite alla realtà: Il viaggio artistico di Jessica Pizza, ispirata da Van Gogh
Dalla grafite alla realtà: Il viaggio artistico di Jessica Pizza, ispirata da Van Gogh
Maria Caputo: Un viaggio nella poesia e nella musica
Maria Caputo: Un viaggio nella poesia e nella musica
L’ Irpino Michele Robucci espone al Castello Ducale di Bisaccia.
L’ Irpino Michele Robucci espone al Castello Ducale di Bisaccia.

Libri

Maria Caputo: Un viaggio nella poesia e nella musica
Maria Caputo: Un viaggio nella poesia e nella musica

Ciao Maria, Chi sei, Parlaci di te…Puoi raccontarci come hai iniziato la tua carriera come autrice di poesie e canzoni? Quali sono stati i momenti più significativi del tuo percorso artistico?

Ciao, mi chiamo Maria Caputo, sono un autore di canzoni, poetessa e scrittrice, originaria di Villamaina in provincia di Avellino. Ho iniziato da ragazza a scrivere poesie che poi trasformo in canzoni. Scrivo anche racconti e romanzi. I momenti più significativi sono stati quando sono diventata consapevole delle mia capacità artistiche e quando ho fatto le prime collaborazioni.

Da dove trai ispirazione per le tue poesie e canzoni? Ci sono temi ricorrenti nelle tue opere?

L’ispirazione per scrivere mi arriva da tutto ciò che mi circonda e tratto tante tematiche.

La musica sembra avere un ruolo importante nella tua produzione artistica. Come integrano le tue poesie e canzoni la componente musicale?

La musica è la componente che va a incorniciare e rendere vive le parole sulla tela del quadro. I musicisti non devono fare fatica per comporre la musica, perché le parole escono già con la melodia.

Hai collaborato con altri artisti o scrittori? Se sì, come queste collaborazioni hanno influenzato il tuo lavoro?

Ho collaborato con diversi artisti tra cui c’è anche uno famoso: Gitano Antonio Fusco, con la canzone “DIMME CHE SIENTE”, arrangiata da Nuccio Tortora. Tutte le canzoni sono anche presenti su Spotify. Le collaborazioni sono importanti poiché danno tante soddisfazioni. 

Potresti parlarci dei tuoi libri pubblicati? Quali messaggi o emozioni speri di trasmettere ai lettori attraverso le tue opere?

Ho pubblicato tre libri di poesia: “SPRAZZI, TSUNAMI E NOTE DI POESIA”. Ho scritto un romanzo “LETTERE DAL MANICOMIO” che pubblicherò presto.

Hai progetti futuri di cui vorresti parlarci? Ci sono nuove pubblicazioni o eventi in programma?

Ho in cantiere molte altre collaborazioni, tra lampi di poesia! In ciel sereno a breve uscirà una canzone estiva. 

Quale messaggio vorresti trasmettere ai tuoi lettori e seguaci?

Ai miei lettori e seguaci vorrei trasmettere messaggi positivi, di speranza, sorrisi e gioia.

Altre info sul sito dell’autrice https://www.mariacaputoautore.it/

Avellino Letteraria, ospite Annibale Cogliano
Avellino Letteraria, ospite Annibale Cogliano
LIBRI IN ACCADEMIA. LETTERA DAL FRONTE DI GIANLUCA AMATUCCI
LIBRI IN ACCADEMIA. LETTERA DAL FRONTE DI GIANLUCA AMATUCCI
Avellino Letteraria, ospite Mario Baldassare
Avellino Letteraria, ospite Mario Baldassare

moda

Lunedì 6 maggio: Met Gala 2024
Lunedì 6 maggio: Met Gala 2024

Lo scorso lunedì è stato certamente tra i più attesi dell’anno: si è, infatti, tenuto il Met Gala 2024, scopriamo insieme di cosa si tratta e i protagonisti dell’evento!

Mary Quant: la donna che rivoluzionò la moda femminile
Mary Quant: la donna che rivoluzionò la moda femminile
Fashion Law: diritto della moda
Fashion Law: diritto della moda
Omnia vincit amor
Omnia vincit amor

Musica

Angelo: Costruendo forza e sensibilità attraverso la musica
Angelo: Costruendo forza e sensibilità attraverso la musica

Ciao Angelo, grazie per essere qui con noi oggi! Per cominciare, raccontaci di te!!!

Ciao a tutti ragazzi! È sempre difficile parlare di se stessi in poche righe. Sono un ragazzo del ‘94 che ha da poco finito gli studi magistrali in Economia e che da 10 anni lavora come immagine in discoteca. Quest’ultimo ruolo, in particolare, mi ha aiutato ad abbattere la mia timidezza e le mille paranoie che da piccolo mi impedivano di accettarmi per via di qualche chiletto in più. Ho tanto lavorato sul mio corpo e sulla mente costruendo spalle forti per le battaglie più grandi che la vita presenta, dentro di me è rimasta una parte sensibile e disincantata che ritrovo nel momento in cui scrivo qualcosa. E quando riesco a ritrovare quella parte mi sento davvero completo. Vivo sperando che quei sentimenti, quelle parole, quegli accordi possano, un giorno, arrivare a più gente possibile.

Poi potresti raccontarci qualcosa del tuo nuovo singolo “Filo Rosso”? Qual è l’ispirazione dietro questa canzone?

“Filo Rosso” è la canzone di un amore ritrovato. Sono figlio di due genitori separati che però, piuttosto che dimezzare il loro quantitativo d’affetto nei miei confronti direi che l’hanno moltiplicato (con il risultato di avermi straviziato lo ammetto 😂) e da questa situazione ne sono uscito distrutto. Ho sempre considerato gli amici come la famiglia che scegliamo e, dopo la fine del rapporto tra le mie due migliori amiche, sono tornati a galla tutti i fantasmi della separazione tra i miei. Dopo sei mesi però, calmate le acque, è tornato il sereno tra loro nonostante oggi non stiano insieme. Quel momento così intenso però mi dato l’input di tornare di corsa a casa e scrivere di quanto avevo vissuto.

Il titolo “Filo Rosso” è molto evocativo. C’è una storia particolare dietro questo titolo? Cosa rappresenta per te?

Si rifà alla leggenda secondo la quale ognuno di noi nasce con un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra. Questo filo ci lega indissolubilmente alla persona cui siamo destinati e credo che in un modo o nell’altro loro lo siano.

Come è stato il processo creativo di “Filo Rosso”? Hai incontrato qualche sfida particolare durante la produzione?

Credo di averla scritta in non più di 15 minuti. Quando senti che arriva l’ispirazione tutto viene da sé. Da giorni risuonava nella mia testa una determinata sequenza di accordi ma mancavano le parole. Sono arrivate poco dopo 

Quali sono le reazioni che speri di ottenere dai tuoi fan con questo singolo?

Cerco di raccontare storie di vita vissuta e sensazioni che provo in prima persona. Mi rendo conto che oggi le tendenze musicali vadano verso altre strade. Oggi la maggior parte dei ragazzi che si avvicinano a questo meraviglioso mondo lo fanno più per un ipotetico guadagno che per un messaggio. Vorrei partire da quest’ultimo per arrivare a più persone possibili.

Parlando di futuro, quali sono i tuoi prossimi progetti musicali? Hai in programma di pubblicare un album o altri singoli a breve?

Ho molti brani ancora inediti chiusi nel cassetto che, al momento giusto farò uscire. Fino ad oggi ho fatto tutto da indipendente, spero che qualcuno possa abbracciare il mio progetto e fare un bel po’ di strada insieme. 

Come vedi la tua evoluzione artistica nei prossimi anni? Quali sono gli obiettivi che ti sei prefissato?

Ho sempre l’immagine di me in macchina in coda al semaforo e qualcuno che si affianca cantando a squarciagola qualche mia canzone. Credo che questo sia già un bello step da raggiungere. Fino ad oggi le ho sempre cantate con le persone a me vicine ma, quando arrivi al cuore e alle testa di qualcuno che non conosci credo sia il massimo.

Grazie mille per il tuo tempo, Angelo! Vuoi lasciare un messaggio ai lettori di Plus Magazine e ai tuoi fan?

Vi ringrazio per la bella chiacchiera e per avermi dato la possibilità di farmi conoscere. Un bacio!

Link al suo ultimo brano! Filo Rosso

Angela Ruggiero: Da Sanremo alla musica Cristiana, un viaggio di fede e melodia
Angela Ruggiero: Da Sanremo alla musica Cristiana, un viaggio di fede e melodia
Fridd: Da Napoli a Milano, il viaggio di un artista tra passione e riscatto
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Bruma: La voce che trasforma le emozioni in poesia e musica
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Nuove uscite Musicali

Angelo: Costruendo forza e sensibilità attraverso la musica
Angelo: Costruendo forza e sensibilità attraverso la musica

Ciao Angelo, grazie per essere qui con noi oggi! Per cominciare, raccontaci di te!!!

Ciao a tutti ragazzi! È sempre difficile parlare di se stessi in poche righe. Sono un ragazzo del ‘94 che ha da poco finito gli studi magistrali in Economia e che da 10 anni lavora come immagine in discoteca. Quest’ultimo ruolo, in particolare, mi ha aiutato ad abbattere la mia timidezza e le mille paranoie che da piccolo mi impedivano di accettarmi per via di qualche chiletto in più. Ho tanto lavorato sul mio corpo e sulla mente costruendo spalle forti per le battaglie più grandi che la vita presenta, dentro di me è rimasta una parte sensibile e disincantata che ritrovo nel momento in cui scrivo qualcosa. E quando riesco a ritrovare quella parte mi sento davvero completo. Vivo sperando che quei sentimenti, quelle parole, quegli accordi possano, un giorno, arrivare a più gente possibile.

Poi potresti raccontarci qualcosa del tuo nuovo singolo “Filo Rosso”? Qual è l’ispirazione dietro questa canzone?

“Filo Rosso” è la canzone di un amore ritrovato. Sono figlio di due genitori separati che però, piuttosto che dimezzare il loro quantitativo d’affetto nei miei confronti direi che l’hanno moltiplicato (con il risultato di avermi straviziato lo ammetto 😂) e da questa situazione ne sono uscito distrutto. Ho sempre considerato gli amici come la famiglia che scegliamo e, dopo la fine del rapporto tra le mie due migliori amiche, sono tornati a galla tutti i fantasmi della separazione tra i miei. Dopo sei mesi però, calmate le acque, è tornato il sereno tra loro nonostante oggi non stiano insieme. Quel momento così intenso però mi dato l’input di tornare di corsa a casa e scrivere di quanto avevo vissuto.

Il titolo “Filo Rosso” è molto evocativo. C’è una storia particolare dietro questo titolo? Cosa rappresenta per te?

Si rifà alla leggenda secondo la quale ognuno di noi nasce con un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra. Questo filo ci lega indissolubilmente alla persona cui siamo destinati e credo che in un modo o nell’altro loro lo siano.

Come è stato il processo creativo di “Filo Rosso”? Hai incontrato qualche sfida particolare durante la produzione?

Credo di averla scritta in non più di 15 minuti. Quando senti che arriva l’ispirazione tutto viene da sé. Da giorni risuonava nella mia testa una determinata sequenza di accordi ma mancavano le parole. Sono arrivate poco dopo 

Quali sono le reazioni che speri di ottenere dai tuoi fan con questo singolo?

Cerco di raccontare storie di vita vissuta e sensazioni che provo in prima persona. Mi rendo conto che oggi le tendenze musicali vadano verso altre strade. Oggi la maggior parte dei ragazzi che si avvicinano a questo meraviglioso mondo lo fanno più per un ipotetico guadagno che per un messaggio. Vorrei partire da quest’ultimo per arrivare a più persone possibili.

Parlando di futuro, quali sono i tuoi prossimi progetti musicali? Hai in programma di pubblicare un album o altri singoli a breve?

Ho molti brani ancora inediti chiusi nel cassetto che, al momento giusto farò uscire. Fino ad oggi ho fatto tutto da indipendente, spero che qualcuno possa abbracciare il mio progetto e fare un bel po’ di strada insieme. 

Come vedi la tua evoluzione artistica nei prossimi anni? Quali sono gli obiettivi che ti sei prefissato?

Ho sempre l’immagine di me in macchina in coda al semaforo e qualcuno che si affianca cantando a squarciagola qualche mia canzone. Credo che questo sia già un bello step da raggiungere. Fino ad oggi le ho sempre cantate con le persone a me vicine ma, quando arrivi al cuore e alle testa di qualcuno che non conosci credo sia il massimo.

Grazie mille per il tuo tempo, Angelo! Vuoi lasciare un messaggio ai lettori di Plus Magazine e ai tuoi fan?

Vi ringrazio per la bella chiacchiera e per avermi dato la possibilità di farmi conoscere. Un bacio!

Link al suo ultimo brano! Filo Rosso

Ritorno A Montemarano di Antonio Gambale
Ritorno A Montemarano di Antonio Gambale
Presentazione disco “Impression” Gabriel Ambrosone
Presentazione disco “Impression” Gabriel Ambrosone
Tutto succede per un motivo
Tutto succede per un motivo

Politica

Europee: alla ricerca dell’antisistema
Europee: alla ricerca dell’antisistema

Sabato e domenica si vota, la vera sorpresa è alle Europee: alla ricerca dell’antisistema in grado di dominare l’opinione pubblica

Politica e dintorni – Elezioni Europee 2024, i partiti tradizionali scaldano motori preparandosi alla fine della campagna elettorale, al contrario l’alternativa antisistema scarseggia.

Dalla destra alla sinistra i maggiori partiti, che siano essi al Governo o all’opposizione stanno ultimando i passaggi che li proietteranno alla tornata elettorale di questo fine settimana, le varie candidature sono state decise, gli ultimi comizi elettorali hanno riempito le piazze del Paese, e le pagine dei vari social hanno riempito le bacheche di spot amichevoli ed ammiccanti.

A dominare la scena questa volta sarà solo la frangia di partiti tradizionali, mentre un’alternativa alle esigenze critiche di chi non condivide le politiche di questa Unione Europea non troverà risposta adeguata, se si pensa che formazioni come Fratelli d’Italia da una parte e Movimento 5 Stelle dall’altra che fino a pochi anni fa promettevano rivoluzioni, secessioni, uscita dalla zona Euro e molto altro alla fine sembrano aver smarrito la propria vena combattiva per aderire completamente alle idee che tanto hanno criticato.

L’unica voce fuori dal coro sembra essere rappresentata dal giornalista Michele Santoro, candidato con la lista “pace terra dignità”, formazione da lui stesso fondata e che promette di dare battaglia contro gli attuali meccanismi attuati nei palazzi del potere, lo stesso Santoro nel recente passato aveva sollevato molte polemiche per le sue posizioni anti vacciniste o comunque contrarie alle misure attuate per arginare la pandemia, o ancora con le sue dichiarazioni di contrarietà all’invio di armi all’Ucraina in favore di una soluzione volta a trovare un accordo di pacificazione tra le parti.

Michele Santoro e le sue idee condivisibili o meno saranno in grado di convogliare l’intera mole di voti degli scontenti di come l’U.E. governa i propri cittadini e le proprie risorse?

Avellino: al via le danze
Continua il silenzio su Gaza
Continua il silenzio su Gaza
Confermati i domiciliari per Festa
Confermati i domiciliari per Festa

Psicologia

ARTICOLO 18 MISOFONIA

Ben ritrovati con “SorprendenteMente” la nostra mini-rubrica di psicologia che anche quest’oggi tratterà un argomento, a mio avviso, molto interessante. Parleremo della misofonia che , a quanto pare, risulta sconosciuta a molti. Il termine deriva da misos” (μῖσ&omicron), che significa “odio” e “fonos” (φόνος), che vuol dire “suono” o “voce”. È un argomento attualmente molto dibattuto in quanto è accompagnato da numerosi dubbi che, allo stato, non hanno consentito la sua classificazione tra i disturbi acustici. Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta. Il termine è stato coniato nel 2001 dal gruppo di lavoro di Pawel Jastreboff che lo riferiva a “pazienti che reagivano negativamente solo verso determinati suoni e non riportavano miglioramenti quando trattati come iperacusici (Jastreboff & Jastreboff, 2014)” il che pose l’accento sull’importanza della reazione avversiva che i soggetti avevano nei confronti della fonte.  La misofonia, infatti, presenta una notevole reazione emotiva che, in risposta a determinati stimoli uditivi, si accompagna a rabbia, disgusto, tristezza, ansia o altro ancora, come reazioni fisiche che comprendono sudorazione, rigidità muscolare o perfino tachicardia. In pratica, il suono funge da “trigger”, mentre la reazione emotiva, legata alla valutazione soggettiva, è condizionata dai vissuti del soggetto, nonchè da una personale attribuzione di significato legata anche a fattori come la cultura e le credenze.

I trigger più comuni sono:

  • suoni cosiddetti “orali” quali il masticare, sorseggiare o succhiare da una cannuccia, sgranocchiare cibi croccanti, digrignare i denti ecc
  • Le voci con particolari caratteristiche come quelle dal tono nasale, ovattato o sibilante, oppure i canti stonati ed i vocalizzi, soprattutto se ad uso intercalare, che comprendono   “ah!”, “eh!”, “oh!” ecc.
  • suoni nasali, come respiri profondi, fischi nasali, il russare, il respiro congestionato, starnuti e il “tirare su” con il naso.
  • suoni degli animali come  l’abbaiare dei cani e/o il latrare, il cinguettio degli uccelli, il gracchiare delle rane, il piagnucolare di cani e gatti ecc.
  • suoni emessi con i movimenti del corpo, come per esempio: lo scrocchio delle articolazioni ome per esempio quello delle dita o del collo,  il rumore emesso dalle unghie che per esempio  battono su un tavolo o il rumore dei tacchi  
  • suoni emessi dai bambini piccoli, come urla, pianti balbettii, verbalizzazioni costanti
  • suoni ambientali, come: il fruscio della carta o lo strappo della stessa; il rumore delle stoviglie che stridono nel piatto o che si scontrano, i suoni delle tastiere dei cellulari eo le suonerie ecc. i clacson, il volume elevato della tv  e/o della radio, ecce cc.

Alcune ricerche, come quella recente effettuata dall’Università di Newcastle, hanno constatato che coloro che soffrono di misofonia presentano dei cambiamenti nella struttura del lobo frontale e nella stessa attività cerebrale ove i meccanismi di controllo emozionale forniscono terreno fertile per sovraccarichi dell’attività al momento dell’esposizione al trigger comportando una risposta psicologica amplificata con tanto di sintomatologia fisica. Il livello di vigilanza psicologica verso i suoni “scatenanti” è iperaccentuata e comporta una diminuzione di tolleranza parallela all’attivazione di processi iperacustici e iperattivazione neurovegetativa

Va da sé che la cosa si rifletta in modo negativo sulle aree relazionali: in ogni caso, se qualcuno vi chiede di abbassare il volume, accontentatelo.

L’ESIGENZA ESPRESSIVA DI UN’ARTISTA AVELLINESE
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IL MURO
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IL VALORE DEI NONNI
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TERZO SETTORE

La figura del volontariato negli Enti del terzo settore
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<strong>Rendicontazione del 5 per mille negli ETS</strong>
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Le raccolte fondi negli Enti del Terzo Settore
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La rendicontazione negli Enti del Terzo Settore – parte 2
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