“A morte ‘e Carnevale”, e’ la pubblicazione della commedia teatrale in tre atti scritta nel 1928 dall’ attore, capocomico e commediografo napoletano, Raffaele Viviani.

Il testo si rifa’ alla ‘festa partenopea’ celebrata con una forte valenza simbolica, un vero e proprio rituale per scacciare via tutto cio’ che di negativo aveva portato con se l’inverno e iniziare, quindi, la stagione primaverile portando via tutti i mali.

La tradizionale festa pagana che si lega alla ‘morte di Carnevale’ prevede la processione e l’uccisione di un fantoccio brutto, grasso e deforme che simboleggia le avversità della passata stagione invernale. Da queste caratteristiche del rituale pagano, Raffaele Viviani crea il personaggio protagonista del suo testo, Pasquale Capuozzi, un vecchio usuraio, che proprio per le sue caratteristiche fisiche viene denominato Carnevale.

La commedia si apre, infatti, con Carnevale (Pasquale Capuozzi) seduto al tavolo mentre conta una ad una le sue monete e segna chi gli deve ancora restituire il denaro con gli interessi applicati al 300%.

La serie di vicende del Carnevale della Commedia del Viviani, riprende fortemente quella della festa pagana che era accompagnata da liturgie pagane, con lamenti strazianti e urla che si sollevavano al momento della morte di Carnevale. Da qui il forte valore simbolico  come rito apotropaico per allontanare il malocchio.

Il rituale carnevalesco.

Il rito della morte di Carnevale, rappresenta la parte più’ comunemente diffusa e ripresa da molte feste del Carnevale campano e riproposta in interpretazioni spesso rivisitate a seconda dei luoghi e territori.

Tra le rappresentazioni del Carnevale che muore molte sono quelle irpine, e tra queste mi piace ricordarne una in particolare. Si tratta del tradizionale Carnevale di San Michele di Serino che risale agli anni ’60.

Questo rituale ‘carnascialesco’ e’ sopravvissuto fino al sisma dell’80, al seguito del quale questa tradizione si e’ interrotta. Per diversi anni, in concomitanza con la ricostruzione del paese distrutto, si era persa l’usanza di riproporre la processione e il funerale di Carnevale, la cui memoria storica, pero’, e’ stata preservata a dispetto del tempo e dell’oblio. E infatti numerosi sono i documenti fotografici e video che raffigurano la lenta processione per le vie del paese antico tra maschere che rievocavano spiriti e diavoli o tra quelle tipiche della sposa e dello sposo della zeza che formavano il bizzarro corteo con a capo l’inquietante carro funebre trainante la salma di Carnevale dalla cui bara usciva ogni ben di Dio tra carni, salumi e salsicce.

Quella della ‘morte di carnevale’ era una festa particolarmente sentita dalla popolazione sammichelese che con spirito di convivenza e collaborazione si riuniva per rivivere tutti insieme quei giorni goliardici e divertenti.

A distanza di tempo e’ iniziata una ricerca approfondita delle memorie e delle tradizioni del paese, con il recupero anche del rituale carnevalesco, che e’ stato riproposto negli ultimi anni grazie al lavoro della Pro-Loco Sabe Maioris di San Michele di Serino, che con lavoro infaticabile e’ riuscito a riportare per le strade lo spirito del Carnevale, con sfilate e con la tradizionale ‘mascarata’. Con il progetto denominato “Ieri, oggi e … domani” e’ stata recuperata la memoria storica del Carnevale che ha visto la collaborazione tra l’Amministrazione Comunale, la Pro-Loco Sabe Maioris e la Scuola Primaria con il lavoro coordinato tra famiglie e alunni dall’insegnante Patrizia Mari.

Purtroppo, pero’, anche per quest’anno le attività del Carnevale, come per il 2021, si sono fermate.  A questo proposito il Presidente Prof. Giulia Salomone, afferma: “Visto il perdurare dell’emergenza sanitaria fino al 31 marzo, la Pro-Loco Sabe Maioris con enorme dispiacere e’ costretta a rinviare  il Carnevale Sammichelese anche per l’anno in corso. Ci auguriamo di ripartire quanto prima, anche se in questi lunghi mesi il nuovo Direttivo della Pro-Loco ha lavorato in sordina realizzando un ricco cartellone di eventi per l’estate 2022 legati alla tradizione e alla cultura con tanti appuntamenti imperdibili”.

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