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Addio al Maestro Peppe Vessicchio

La Redazione

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Autore di +Plus! Magazine

Sabato 8 Novembre ci ha lasciato Giuseppe Vessicchio a 69 anni, direttore d’orchestra simbolo di Sanremo, a causa di una polmonite interstiziale, precipitata velocemente.

Il celebre maestro si è spento all’ospedale San Camillo di Roma dov’era stato ricoverato a seguito di complicanze improvvise. Vessicchio, è stata una grande personalità artistica, simbolo di Sanremo come direttore d’orchestra, ma è stato anche arrangiatore e volto televisivo. Con la sua barba iconica, il suo essere mansueto e gentile, lascia sicuramente un segno indelebile nella musica come nel mondo dello spettacolo in generale.

 

Giuseppe Vessicchio (detto Peppe o Beppe) nasce il 17 Marzo a Napoli, nel 1956. Si diploma in pianoforte e muove i primi passi arrangiando per i grandi della sua terra: Edoardo Bennato, Peppino di Capri. Si unirà per un breve periodo al gruppo cabarettistico I Trettré, suonando chitarra e pianoforte. La svolta arriva con l’incontro con Gino Paoli, per cui firma successi come “Ti lascio una canzone” e “Cosa farò da grande”. Da lì, un’ascesa che lo porta a collaborare con tutti: Zucchero, Andrea Bocelli, Ornella Vanoni, Biagio Antonacci, Ron.

Il 1990, però, è un anno davvero importante poiché arriva Sanremo, Vessicchio sale per la prima volta sul podio del Festival. Da quel momento diventerà un simbolo del festival oltre che garanzia di eleganza. Vince quattro volte come direttore d’orchestra – con gli Avion Travel (“Sentimento”), Alexia (“Per dire di no”), Valerio Scanu (“Per tutte le volte che”) e, infine, con Roberto Vecchioni (“Chiamami ancora amore”). Amato da tutti, la sua apparizione come direttore era accolta con molto affetto e vere e proprie ovazioni.

Vessicchio è stato anche docente e direttore d’orchestra ad “Amici” di Maria De Filippi per più di dieci anni. Lì, con il suo essere gentile e ironico, ha insegnato a tantissimi giovani artisti il rispetto per la musica e a trovare il proprio modo di esprimersi. “Ogni persona è come una corda e possiede una capacità di vibrazione”, diceva. “Quando incrociamo le nostre vere passioni, iniziamo a suonare davvero”

Negli ultimi anni era arrivato a sperimentare addirittura nel mondo dei vini, con l’imprenditore Riccardo Iacobone aveva fondato in Abruzzo Musikè Vini, una cantina dove i vini venivano affinati al suono di frequenze armoniche. Questa passione lo aveva portato ospite al “Christmas Wine Fest” a Taurasi, paese dell’Irpinia famoso per il vino a livello nazionale e mondiale. Vessicchio nel castello del paese Irpino, parlò delle “armonie del vino” insieme a Michele Scognamiglio, scrittore e docente in scienze dell’alimentazione.

Ricordiamo, inoltre, la sua collaborazione con i The Jackal negli sketch «Dieci scuse per non vedere Sanremo». Vessicchio, seduto accanto a loro sul divano, commentava con tono ironico i momenti più iconici delle serate del Festival, tra umorismo, gag e tanta leggerezza. La sua scomparsa ha certamente lasciato un vuoto, ma tutto quello che ha trasmesso attraverso la musica e il suo modo di essere, continuerà ad essere ricordato, da tutti quelli che lo hanno conosciuto e amato. 

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Foto di Danila D’Amico, Via Wikipedia Commons, licenza Creative Commons CC BY-SA 2.0