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Alessandro Landolfi: La tecnica è libertà, la musica è scoperta

Fortuna Addivinola

Fortuna Addivinola

Autore di +Plus! Magazine

Nel corso di un’intervista esclusiva, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere più da vicino Alessandro Landolfi, giovane artista irpino, e di approfondire il suo percorso musicale, segnato da una forte esigenza di sperimentazione e autenticità.

Sin dalle prime battute, è emersa una domanda cruciale: come riesce un artista così giovane a muoversi con disinvoltura tra generi musicali diversi, come il Pop, il Soul, il Jazz e tanti altri senza perdere coerenza stilistica?
«Non amo confinare la mia musica all’interno di un solo genere» – ci ha spiegato Alessandro Landolfi – «Preferisco spaziare tra sonorità diverse, anche perché trovo stimolante e divertente mettermi continuamente alla prova. È un processo complesso, certo, ma anche estremamente gratificante. Per me si tratta di sperimentazione: significa scoprire nuove sfumature della mia voce, esplorare dimensioni espressive inedite, confrontarmi con concetti musicali differenti. Il concetto di genere esiste e va rispettato, ma è proprio uscendo dalla mia zona di comfort che ho avuto modo di scoprire aspetti inaspettati della mia identità artistica.»

Un’apertura, quella di Landolfi verso la sperimentazione musicale, che si è costruita anche grazie a una guida fondamentale nel suo percorso formativo. Alla domanda su come abbia conosciuto il proprio mentore, l’artista fa riferimento a una figura centrale della sua crescita artistica: Tony D’Alessio, noto per essere stato semifinalista di X Factor 7, con oltre trent’anni di tournée internazionali alle spalle, e attuale frontman del Banco del Mutuo Soccorso, una delle band più storiche e influenti del rock progressivo italiano. Alessandro risponde con profonda riconoscenza:
«Lo considero il mio padre musicale. È la persona che mi ha fatto crescere vocalmente e mi ha guidato verso una vera e propria disciplina musicale. Insieme abbiamo approfondito non solo la tecnica e l’armonia, ma anche l’importanza del suono, dell’intenzione e dell’emozione nell’interpretazione.»

Alessandro Landolfi

Una formazione che, come lui stesso sottolinea, ha superato il semplice apprendimento tecnico.
«La tecnica, per me, è sinonimo di libertà: ti fornisce gli strumenti per esprimerti pienamente, per dare colore e significato a ogni nota. Nella vita – così come nella musica – non si può pensare per compartimenti stagni. Ho avuto la fortuna di incontrarlo in un momento cruciale, durante l’adolescenza, quando è fondamentale essere seguiti da una figura competente, capace di indirizzarti con professionalità e sensibilità.»

Parlando del suo rapporto con la musica, Alessandro Landolfi non nasconde i momenti di incertezza.
«Chi scrive, chi canta, inevitabilmente porta nella propria musica ciò che è, ciò che vive. È un processo naturale, ma anche delicato, perché – proprio come accade nella vita – a volte è facile perdersi. Ci sono stati momenti in cui il mio legame con la musica è stato fortissimo, tanto da spingermi anche ad insegnarla. In altri, invece, ho percepito un peso emotivo eccessivo, un sovraccarico che mi ha portato a rallentare, a fare un passo indietro.»

Una scelta ponderata, più che una rinuncia, che ha rappresentato un passaggio importante nel suo cammino.
«Quel rallentamento non è stato un distacco, ma un modo per ricostruire un equilibrio. Mi è servito per comprendere meglio cosa rappresenti davvero la musica per me, per rinnovare un legame che oggi sento più forte e autentico che mai.»

Il 30 maggio è stato pubblicato Ora, il suo nuovo singolo. Una scelta insolita per una Ballad, spesso associate ai mesi più freddi. Ma per Landolfi, la coerenza espressiva ha prevalso sulle convenzioni stagionali.

«Ho voluto che ogni dettaglio fosse curato con la massima attenzione, lavorando a stretto contatto con il mio team per garantire una resa quanto più sincera possibile. Nel corso del mio percorso artistico, ho spesso composto numerosi brani che non sono mai stati resi pubblici. Tuttavia, questo mi ha permesso di affinare continuamente le mie competenze e di crescere artisticamente, dedicandomi con rigore alla mia formazione.»

Il brano si distingue per il suo carico emotivo e per una forte componente introspettiva, espressa anche nel videoclip.
«“Io prego nel silenzio che consola’’, rappresenta uno spazio interiore di introspezione, un percorso personale volto a riscoprire le risorse nascoste dentro di sé. Questo concetto è stato reso visivamente nel videoclip della canzone, caratterizzato da diverse inquadrature che enfatizzano la dimensione spirituale, vero e proprio filo conduttore dell’intero progetto.»

Nonostante lo sguardo rivolto al mondo, Alessandro Landolfi non dimentica le proprie origini.
«Sicuramente ne sono legato, anche se mi definisco un cittadino del mondo, un po’ perché ho avuto la possibilità di viaggiare, un po’ grazie anche al mio percorso di studi. Mi sono laureato in lingue, letterature e traduzione, e ciò che ho studiato mi ha offerto una panoramica più ampia del mondo.»

In merito a possibili collaborazioni con artisti della sua terra, Landolfi non ha dubbi.
«Sicuramente gli Aminta, che sono dei miei cari amici, e mi piacerebbe scrivere qualcosa con loro e con  il chitarrista degli Aminta, che è Lorenzo Pesce, perché credo che non solo abbia grandi capacità tecniche ma una grande sensibilità, che è fondamentale.»

Infine, uno sguardo ai progetti in cantiere:
«Sicuramente uscirà qualcosa. Ora è solo il primo di sette brani. Spero che il prossimo singolo esca fra qualche mese, magari nel prossimo autunno.»

Quando gli chiediamo quale messaggio vorrebbe trasmettere con la sua musica, immaginandola come una bottiglia affidata alle onde del mare, Landolfi risponde con la semplicità di una consapevolezza profonda:
«A questa domanda rispondo con una sola parola, che è “ascoltarsi”, perché credo sia fondamentale ascoltarsi sempre.»
Un invito alla riflessione, che racchiude l’essenza del suo approccio artistico e umano: l’ascolto come atto necessario per ritrovare sé stessi, dentro e fuori la musica.

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