Alieni nel mare
Specie invasive, ricerca e biodiversità: quattro giorni a Rovigno tra gli “alieni” del mare
Ma gli alieni sono davvero intorno a noi? Vivono nel mare? Beh, quasi.
Forse non troveremo un omino verde brillante nuotare nelle acque dell’Adriatico, ma organismi “non appartenenti” al nostro Mediterraneo sì. E sono molti più di quanto immaginiamo.
Ma cosa sono queste specie aliene marine? Sono davvero pericolose? E soprattutto: possiamo fermarle?
Per cercare di rispondere a queste domande, le ARPA delle regioni affacciate sull’Adriatico — Friuli Venezia Giulia, Veneto e Puglia — insieme ad altri enti di ricerca italiani e croati, hanno organizzato la Summer School ALIENA, svoltasi a Rovigno dal 13 al 16 aprile 2026. Quattro giorni dedicati allo studio delle specie marine non indigene, ospitata presso il centro IRB-CIM di Rovigno, importante polo scientifico impegnato nel monitoraggio e nella tutela della biodiversità adriatica.
Tra gli “alieni” più famosi degli ultimi anni c’è sicuramente il Granchio Blu. Originario delle coste atlantiche americane, è arrivato nei nostri mari soprattutto attraverso le acque di zavorra delle grandi navi cargo. Oggi rappresenta una delle specie invasive più problematiche dell’Adriatico: aggressivo, adattabile e vorace, sta modificando gli equilibri degli ecosistemi marini e mettendo in difficoltà la pesca locale.

E come si prova a limitare il danno? Una delle strategie più curiose è quella di introdurlo nelle nostre abitudini culinarie, incentivandone la pesca e il consumo. Ma non tutti gli alieni sono grandi e visibili. Anzi, spesso i più problematici sono minuscoli, invisibili a occhio nudo e molto più difficili da controllare.
Come la microalga Ostreopsis ovata, che nei mesi estivi può proliferare rapidamente lungo le coste formando vere e proprie fioriture algali. Quando viene dispersa nell’aerosol marino, può causare irritazioni e problemi respiratori ai bagnanti. Oppure le meduse, che in alcuni periodi dell’anno riempiono il mare con estese colonie gelatinose, influenzando turismo, pesca ed ecosistemi.
ARPA, ISPRA e numerosi centri di ricerca monitorano costantemente l’andamento di queste specie, studiandone diffusione, impatti e possibili strategie di contenimento. Ma eradicarle non è semplice. Come si possono eliminare completamente le meduse da un mare così grande? O prevedere con precisione dove arriverà una nuova specie invasiva?
È proprio su questi temi che, a metà aprile, giovani ricercatori provenienti da diversi Paesi si sono ritrovati a Rovigno all’Istituto Ruđer Bošković per partecipare alla Summer School ALIENA. Quattro giorni intensi tra lezioni, workshop, attività di laboratorio e campionamenti sul campo. Il programma ha affrontato il monitoraggio delle specie non indigene nell’Adriatico, la modellistica di dispersione, l’uso dei dati Copernicus, tecniche di microscopia e identificazione tassonomica, fino ad arrivare alla citizen science e alla comunicazione scientifica.
Abbiamo raccolto campioni di plancton, macroalghe e meduse, osservato organismi microscopici al laboratorio e discusso di biodiversità, cambiamento climatico e gestione degli ecosistemi marini.
Rovigno si trova in una posizione ideale per studiare questi fenomeni. Situata al centro dell’Adriatico settentrionale, risente contemporaneamente delle acque basse del Nord Adriatico, degli apporti del Po e delle dinamiche più profonde provenienti dalla costa orientale e meridionale. Un punto d’incontro perfetto per comprendere quanto il mare sia un ambiente connesso, dinamico e vulnerabile.
Perché gli alieni del mare non arrivano con le astronavi. Arrivano silenziosamente, trasportati dalle correnti, dalle navi e dai cambiamenti climatici. E capire come convivere con loro sarà una delle grandi sfide dei prossimi anni.
