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Amor di Achille Lauro: la ballata di chi resta nel ricordo

Luca Polito

Luca Polito

Autore di +Plus! Magazine

Achille Lauro è indubbiamente uno degli artisti più iconici, apprezzati e anche chiacchierati del panorama musicale italiano dell’ultimo decennio. Istrionico, provocatorio e tremendamente geniale nella ricercatezza dei suoi outfit, ha creato attorno a sé un’aura di misticismo e fascino senza precedenti. Sarebbe troppo facile, infatti, dilungarsi ora in lodi e lunghissime digressioni sull’impatto che “l’enfant terrible”, come qualcuno l’ha definito, ha avuto sulla produzione musicale da una decade a questa parte.

I riflettori della nostra riflessione sono infatti oggi rivolti a uno dei suoi brani più recenti, Amor, focus track dell’album Comuni Mortali uscito il 18 aprile scorso, e divenuto già un cult. La scelta del titolo non è affatto casuale, un anagramma così evocativo che punta dritto al cuore di chi ascolta, di chi come Lauro ha amato e ama quella Roma eterna, bella e malinconica, che da sempre rappresenta il leitmotiv di tutta la sua opera artistica.

Amor di Achille Lauro

Amor non è solo una bella canzone d’amore, è un inno alla nostalgia, un manifesto intriso di un dolore per quello che si è perduto, per un sogno romantico irripetibile, consumato per le strade dell’unica città dove i ricordi durano per sempre. L’abbraccio che Achille chiede a Roma nel ritornello è proprio quello che l’innamorato chiede idealmente, come ultimo atto d’affetto, a colei che ha fatto da spettatrice, da sfondo, da palcoscenico e soprattutto da casa all’amore che due comuni mortali hanno avuto il privilegio di vivere.

Un abbraccio tenero, lungo, lenitivo di una sofferenza ancora viva ma necessaria per accogliere la luce della consapevolezza legata alla crescita, carnefice crudele di un sentimento che stenta a svanire e che riesce ancora a far volare la mente di un’anima che non può dimenticare ciò che è stato. La richiesta di quell’ultimo gesto, simbolo dell’accoglienza, dell’amore che scalda e protegge, infatti s’integra perfettamente con la cruda consapevolezza che tutto ciò che è andato in fumo è stato indispensabile, “non cambierò la vita che ho scelto” dice ad un certo punto la canzone, esemplificazione magistrale del disagio che si prova nel lasciar andare qualcosa che ha rappresentato così tanto nella propria vita ma che oramai è solo un potentissimo ricordo.

Amor di Achille Lauro

La scelta dei luoghi delle riprese del videoclip, le inquadrature, il tono melodrammatico che traspare dalle espressioni facciali di Achille, ricercate, spontanee e terribilmente nostalgiche contribuiscono a meglio comprendere quanto quelle emozioni, grido dell’animo devastato, attraverso il brano trovano una collocazione imperitura nell’immaginario di chi ascolta. La lucidità con la quale Lauro riesce a descrivere ciò che tante persone comuni hanno provato e provano, con un velo autoreferenziale neanche tanto celato, è ciò che rende questo brano una pietra miliare della sua produzione, un testo così struggente e diretto da far venire il magone anche a chi non ha mai vissuto nulla di simile.

Quella scalinata di Trinità dei Monti, nel cuore pulsante di Roma, non è solo un luogo scenico, ma un altare laico della memoria, dove gli amori sembrano nascere per durare per sempre e invece si sgretolano nel tempo. In quel canto, rivolto al vuoto, c’è l’abbraccio mancato, le parole taciute, la nostalgia che non vuole far guarire. Amor racconta ciò che resta dell’amore quando tutto è perduto. È un addio sussurrato con grazia e ferocia, dove l’assenza diventa presenza, e la bellezza un peso che non si riesce più a portare.

È molto più di una canzone, è un’ode, una ballata post-moderna che non chiede di essere capita, solo sentita, più con l’anima che con l’udito. La sensazione che lascia a chi sa ascoltarla è quella di avere amato, anche solo per un interminabile e romantico istante, eterno solo nel ricordo, sfuggito troppo in fretta, consapevole che non tornerà. Amor riguarda tutti noi, comuni mortali che viviamo, imperfetti e fallibili, pur di poter assaporare quell’attimo di felicità vera che abiterà per sempre nella memoria dell’anima.

Amor ci regala il tempo di fermarci e sentire, di riconoscerci in quella nostalgia che tutti abbiamo provato almeno una volta. Un brano che sa parlare dritto al cuore, senza fronzoli. Solo pura, umana verità.

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