Artisti, scrittori e poeti ad Avellino per un appello corale alla pace.
L’Associazione Insieme per Avellino e l’Irpinia, unitamente all’Associazione PAX Christi, alla Comunità “Laudato sii” e all’Archeoclub di Avellino, ha programmato, per domenica 13 luglio 2025 alle ore 18,30 in Piazza Libertà altezza Palazzo Caracciolo, un’adunanza di artisti, poeti e scrittori che attraverso i loro testi esprimeranno il loro personale anelito alla pace e all’incontro tra i popoli.
All’evento hanno aderito più di trenta personalità che si sono distinte nell’arte, nella poesia e nella narrativa a livello locale e nazionale, spinte dal desiderio comune di contribuire a sensibilizzare gli animi sul tema della convivenza pacifica tra le genti dei vari Stati del mondo, con particolare riferimento ai due conflitti che si perpetuano ormai da tanto tempo proprio ai confini orientali del nostro continente.
Attraverso l’arte e la letteratura l’umanità ha lasciato traccia di sé nel tempo e nello spazio, donando alle nuove generazioni la bellezza ed il valore incommensurabile della cultura, avamposto di progresso ed evoluzione.
Il potere intangibile della letteratura è immortale e benefico, a differenza del potere economico che invece macina denaro a discapito dell’essere umano al punto tale da concepire la guerra come strumento ineludibile di imposizione, alimentandone l’industria. Nel corso della Storia in alcuni periodi critici e di decadenza morale, l’umanità è stata salvata proprio dalla produzione artistica e letteraria di menti elevate ed ispirate che hanno raccolto l’eredità spirituale ed intellettuale del loro tempo, perpetuando i valori umani fondamentali e universali. Dante, Petrarca e Boccaccio ad esempio cristallizzarono nelle loro opere quanto di più bello e di buono avesse prodotto lo Spirito Umano durante il Medio Evo, travolto da conflitti costanti che hanno poi condotto alla formazione degli Stati Nazionali.
La situazione internazionale odierna appare assai complessa e statica. Le relazioni tra gli Stati sono diventate “stabilmente” fluide, come le valutazioni in borsa ed ogni tentativo di risoluzione dei conflitti si dissolve come nebbia al sole. Gli interessi finanziari prevalgono sul valore della vita umana e la morte, mannaia impietosa e livella ingorda, cui nessun mortale potrà mai sottrarsi naturalmente, viene invece provocata dagli artificieri della guerra. I responsabili dei conflitti russo ucraino e israelo- palestinese dimostrano insensibilità e crudeltà tali da farci inorridire al pari delle atrocità provocate dall’ ultima grande guerra del 1940/45, che sconvolse l’Europa e che viene qui indicata con le minuscole, per sottolinearne la vergognosa realtà storica.
Le posizioni rigide dei governanti dei Paesi in questione, refrattarie alla soluzione pacifica dei conflitti in atto, e i tentativi della diplomazia inefficaci ed impotenti richiamano artisti e intellettuali al dovere morale di mantenere alta l’attenzione sulla drammaticità di ciò che sta accadendo sui due fronti orientali europei a est e sud est.
Il silenzio, l’ignoranza dei fatti e l’indifferenza contribuirebbero inoltre ad abbandonare le popolazioni coinvolte ad un destino ancora più terribile della realtà che attualmente vivono.
Il raduno pacifico in Piazza Libertà, previso per domenica prossima 13 luglio, vuol significare invece che la coscienza umana è ancora sveglia, si agita e soffre per le vittime indifese dei conflitti. Infatti secondo la scrittrice Elsa Morante, di cui quest’anno ricade il quarantennio dalla morte, il popolo è la vittima sacrificale del potere, usato come carne da macello nei conflitti e lasciato sopravvivere tra miserie, violenza e privazioni, mentre i potenti e i ricchi restano quasi sempre immuni alle conseguenze delle decisioni politiche e belliche. Il suo romanzo “La Storia” è appunto una denuncia forte di questo squilibrio.
Elsa Morante scrittrice italiana
Gli artisti, i poeti e gli scrittori attraverso i loro testi in versi e in prosa, unitamente a quanti assisteranno alle performances, testimonieranno con la loro presenza l’esigenza di far giungere al Governo Italiano l’appello corale, affinché consideri urgente, prioritario ed ineludibile intervenire in merito, provando a creare ponti, parola tanto cara al compianto Papa Francesco.
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