Oggi, a richiesta, tratteremo una patologia nota a molti di noi, soprattutto a chi è un po’ più avanti negli anni: l’ARTROSI.

Ma, è davvero una patologia che colpisce solo ad una certa età?

Purtroppo no!!!

Vediamo di cosa parliamo e come si evolve questa patologia. L’ARTROSI è una patologia dovuta all’invecchiamento delle articolazioni e colpisce, soprattutto, quelle più soggette ai carichi come ginocchia ed anca, anche se, in alcuni casi può interessare la colonna vertebrale, mani, piedi e spalle. Causa di questa patologia è il deterioramento della cartilagine che riveste le superfici delle nostre ossa. Sempre per comprendere meglio diciamo che, la cartilagine, è una specie di tessuto che ricopre le ossa e permette lo scorrimento delle varie articolazioni.

Una volta però induritosi, questo tessuto perde elasticità e si danneggia. Di conseguenza, avremo un’infiammazione anche delle articolazioni fino ad arrivare al completo sfregamento tra i capi articolari con eventuale formazione di beccucci ossei detti OSTEOFITI.

Quando compare l’artrosi?

Di solito dopo i 50 anni, soprattutto nelle donne nel periodo post-menopausa. Ma, questa patologia, può presentarsi anche prima, sia negli uomini che nelle donne, a causa di stili di vita sbagliati, attività lavorative oppure attività sportiva intensa.

Quali sono le cause?

In primis sempre la familiarità, poi non trascuriamo l’obesità.  Purtroppo, un eccesso di peso sulle nostre articolazioni può portare, nel tempo, al comparire dell’artrosi e danneggiarle. Non ultimo le cause possono essere la nostra attività lavorativa, soprattutto in quelle dove siamo costretti a stare per molto tempo nella stessa posizione oppure quando sollecitiamo sempre la stessa articolazione, per finire con l’attività sportiva (soprattutto dei professionisti) dove alcune articolazioni come il ginocchio o la spalla vengono continuamente sollecitate (calcio, rugby, volley, etc..)

Quali sono i sintomi e cosa fare?

Sintomi più comuni sono la rigidità e la limitazione nell’uso delle articolazioni. E’ un dolore di tipo meccanico che avvertiamo quando mettiamo sotto sforzo le nostre articolazioni e, in alcuni casi, possiamo avvertire degli “scrosci”. Se accusiamo questi dolori è sempre bene consultare un medico per farci prescrivere la giusta terapia da seguire ma, di solito, attraverso una semplice radiografia, possiamo notare già la presenza di questa patologia. Ad un esame radiografico, infatti, basta notare lo spazio ridotto tra le articolazioni per conclamare la presenza dell’artrosi.

Quali terapie?

Si incomincerà con una terapia analgesica attraverso la somministrazione di antidolorifici, aggiungendo, eventualmente, terapie antiinfiammatorie non invasive come tecar o laser. In casi di artrosi localizzata in specifiche articolazioni (ginocchia, spalle), un ortopedico potrà procedere all’utilizzo di infiltrazioni di “acido ialuronico” (componente fondamentali dei tessuti che conferisce resistenza e mantenimento della forma), fino ad arrivare, in casi molto gravi, all’innesto di protesi articolari. La procedura medica prescritta, di base, è valida sia per le persone anziane, sia per chi presenta artrosi dovuta ad attività lavorative o sportive.

Per la categoria degli sportivi, ma anche per chi si affaccia allo sport a livello amatoriale, un buon preparatore farà effettuare una preparazione specifica oppure degli esercizi di tonificazione di alcuni distretti muscolari (quadricipiti, deltoidi) per evitare il precoce deterioramento delle articolazioni, soprattutto quelle maggiormente sollecitate durante la prestazione sportiva. Attenzione ai nostri ragazzi sempre perché, in caso di varismo o valgismo delle ginocchia è preferibile evitare alcune attività sportive che potrebbero influire negativamente ed aumentare il rischio di artrosi o lesioni meniscali. Anche se non siamo sportivi prendiamoci sempre cura del nostro corpo, solo cosi potemmo vivere serenamente e con meno disaggi la nostra quotidianità.

Dai link che seguono puoi approfondire altri argomenti legati al mondo del benessere: Sfatiamo il mito dell’acido lattico; l’articolazione scapolo omerale.

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