Musica – Si è da poco concluso il sessantaduesimo Festival di Sanremo e come ogni Festival, i pareri discordanti, il gossip, i colpi di scena, gli ospiti e l’outfit degli artisti hanno infuocato i social.

Come indica il titolo, parleremo di uno specifico aspetto del Festival: da qualche anno è stata offerta la possibilità di utilizzare dei correttori vocali per aprire le porte a nuovi generi musicali.

Il Festival oltre ad essere una competizione musicale-autoriale è sempre stata una competizione vocale dove, oltre la canzone, venivano valutate anche le qualità vocali degli artisti.

Ho usato volontariamente il termine “venivano” perché aprendo le porte a brani che necessitano di  artefatti vocali, l’aspetto relativo alle qualità tecniche esecutive dell’artista, ha subito una trasformazione radicale.

Cos’è un auto-tune e come funziona?

Affrontare questo argomento sarebbe un discorso lungo e noioso ma a grossi capi l’auto-tune è nato con lo scopo di correggere l’intonazione e mascherare piccoli errori vocali ed imperfezioni della voce.

Oggi il suo eccessivo utilizzo ha portato questo correttore vocale a divenire una vera e propria peculiarità di determinati generi musicali quali il Rap, il Trap ed ha fortemente influenzato la musica Pop moderna.

La voce è un dono come si è sempre affermato ed è uno dei pochi strumenti, che per quanto si voglia studiare e migliorare, ha bisogno a monte di prerequisiti come il talento e oggettive qualità vocali, nonché una particolare predisposizione all’auto-disciplina che non tutti hanno la fortuna di avere.

Per fare un metafora, utilizzare correttori vocali al festival, contest e manifestazioni di rilievo, è un po’ come partecipare al Giro d’Italia con la bicicletta elettrica: cosi viene meno l’impegno e il sacrificio che ogni artista è chiamato ad affrontare, appiattendo il panorama vocale e facendo scomparire col tempo quelli che sono i pilastri portanti di ciò che definisce l’arte vocale: il timbro e l’interpretazione, vere e proprie identità vocali di ogni artista. La musica ci ha insegnato e ci insegna che l’intonazione non è tutto e tanti interpreti e cantautori italiani hanno lasciato una firma indelebile nel panorama della musica italiana pur non essendo particolarmente intonati e il palco dell’Ariston ne ha visti passare tanti di artisti cosi…

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