Editoriale – Con l’ingresso dell’autunno, come avviene ad ogni cambio, si chiude una stagione e se ne apre un’altra.

Giusto un mese fa con l’equinozio d’autunno 2021 abbiamo detto definitivamente addio alla calda estate e si è dato il benvenuto alla stagione autunnale, con i suoi colori caldi, le castagne, la zucca e Halloween, giusto per citarne alcuni.

Come tutti gli equinozi anche quello d’autunno è un evento che combina diversi aspetti scientifico, di legende e tradizioni.

Anche quest’anno, come accade in genere, l’equinozio d’autunno è caduto tra il il 22 e il 23 settembre, tanto quanto quello primaverile si verifica tra il 20 e il 21 marzo. In particolare nel 2021 l’equinozio d’autunno si è avuto mercoledì 22 settembre alle ore 21:20.

Ad autunno ormai inoltrato, siamo ad un mese esatto, possiamo fare delle osservazioni di questo periodo dell’anno così particolare ed affascinante che funge da unione tra il periodo estivo e quello ancora più suggestivo invernale; sia sul suo significato che sulle relative leggende.

ll significato dell’equinozio d’autunno è legato alla radice latina della parola “equinozio”, che nasce dall’unione dei termini “notte” e “uguale”. Cosa significa? Che le ore di luce e quelle di buio sono equivalenti. Come può accadere questo? Perché i raggi solari in occasione dell’equinozio (autunnale, ma anche primaverile) sono perpendicolari all’asse terrestre e di conseguenza le ore diurne sono lo stesso numero di quelle notturne.

In antichità l’equinozio ha rivestito un ruolo importante nelle culture dell’antichità, a partire dai Greci che proprio nel mese di settembre festeggiavano i misteri eleusini.

Se invece consideriamo i miti e le leggende, possiamo sapere quali sono i simboli dell’equinozio d’autunno:

La Bambola di paglia detta anche bambola del grano ed è una derivazione dei miti nordici e celtici. Si dice che fosse una bambola propiziatoria, essa era realizzata conservando le ultime spighe di grano e il suo scopo era di avere auspici per un raccolto abbondante.

Il Melograno è legato al mito di Demetra e Persefone. Quest’ultima, figlia della Dea delle messi, venne rapita da Ade in cerca di una sposa. Demetra non riusci a liberarla e cosi Persefone ebbe una vita nell’ombra, perché questa mangiò i frutti che le vennero offerti, in particolare alcuni chicchi di melograno, legandosi per sempre al regno dei morti.

La Mora secondo la legenda non andrebbe mangiato, essendo uno dei frutti della fine dell’estate,  una volta terminato settembre perché verrebbe contaminato da forze oscure.

L’altro elemento da considerare. Ormai diventato, predominante nella nostra cultura come evento, anche se no ci appartiene in modo viscerale, è Halloween.

Quando pensiamo alla festa di hallowen possiamo fare a meno di immaginarci streghe, zombie, mostri e zucche. Tuttavia, come spesso accade, non tutti conoscono la storia e le origini di una festa che è diventata molto popolare anche inItalia. Halloween, infatti, affonda le sue radici in un passato remoto e nel corso della storia ha subiti molte trasformazioni, fino a diventare quello che è oggi. Le origini dell’attuale festa di Halloweennella festa celtica di Semhain, che coincide col il capodanno celtico. I Celti, come altri popoli antichi, misuravano il tempo in base alle stagioni e ai cicli del raccolto, così che Semhain era la festa che segnava la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno e allo stesso tempo l’ultimo raccolto prima dell’inizio della stagione fredda, l’occasione in cui si mettevano da parte le provviste per superare il freddo inverno nordico. Per questo motivo Semhain era la festa più importante per i celti e rappresentava un momento di passaggio, fuori dal tempo. Da questo deriva il carattere mortuario della festa di Semhain, che ritroveremo nel moderno Halloween: in questo momento di mezzo infatti i Celti credevano che la parete che divide il regno dei morti da quello dei vivi si assottigliasse e che i due mondi potessero entrare in comunicazione: i morti potevano tornare nel mondo dei vivi ed entrare in contatto con essi. Per questo motivo la festa di Semhain era anche un momento per onorare i morti.

I romani più tardi fecero coincidere la festa di Semhain con la  festa  dei morti,che aveva luogo in maggio, mentre più avanti i cristiani istituiranno la festa dei morti il 2 novembre, il giorno dopo di Ognissanti. In effetti lo stesso nome moderno di Halloween è legato alla festa di Ognissanti, in quanto deriva da “All Hallow’s Eve”, che in inglese antico significava proprio la vigilia di Ognissanti. Semhain si lega dunque, oltre che ad Halloween, a una serie di feste in onore dei morti, sia religiose che non religiose. Semhain, l’antenato del nostro Halloween è dunque una festa che viene dall’Irlanda, dove la cultura celtica ebbe più lunga fortuna. Ma come la festa di Halloween è giunta negli Stati Uniti? Alla base di tutto ci sono le migrazioni. Quando nel corso dell’800 molti irlandesi, spinti dalla povertà, decisero di emigrare verso le nuove terre americane, portarono con sé molte delle loro tradizioni, tra cui quella del capodanno celtico, ovvero Halloween. Negli Stati Uniti la festa ha poi preso il carattere che oggi conosciamo, scadendo negli ultimi anni anche nel comunismo dilagante e perdendo i suoi significati originari.

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