Carri Gigli e Mai
Carri Gigli e Mai, la mostra dello street Photographers Massimo Olivo Scibelli, si sta svolgendo in uno scenario assolutamente suggestivo.
Inaugurata lo scorso 24 marzo presso la Dogana dei Grani ad Atripalda (AV), la personale, si protrarrà fino al prossimo 11 aprile. Era stata già annunciata in uno scorso articolo e sicuramente le aspettative non deludono.

Carri, Gigli e Mai è una raccolta di 70 foto che raccontano tradizioni campane che omaggiano santi ed abbondanza di produzione agricola, facendo uno sfacciato occhiolino al paganesimo. Tanta geometria e colore, coralità nello sforzo fisico dell’alzata dei gigli o nel trascinamento dei “Mai”. A Nola, un giglio dal velo di sposa, svetta nella piazza gremita. Inquietanti, anche, in un’epoca ecologista, i riti di Baiano collegati ai mai, alberi enormi tagliati dai boschi e trascinati al centro del paese come un “corpo-trofeo”.
Carri, Gigli e Mai sta riscuotendo successo ed è stata notata anche da educatori locali, tanto che alcuni docenti hanno deciso di portare in visita gli studenti per poter loro far conoscere tradizioni del territorio irpino e non solo. Presto la stessa mostra potrà essere visitata nella città di Pozzuoli.

A partecipare alla mostra anche rappresentanti di vari comuni irpini e numerose associazioni come La Casa di Giuseppe Casciaro di Nusco e l’Associazione Casciano con il presidente Giovanni Marino esprimendo, con la loro presenza, l’interesse per i riti dell’Alta Irpinia.
Una esposizione che si pone come una preziosa fonte per antropologi e sociologi e che è importantissima per un possibile archivio fotografico che racconti questi corali riti religiosi.
Oltre alle foto stampate in esposizione, un video a circuito continuo mostra su uno schermo la produzione del fotografo avellinese.