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Centenari: i segreti nascosti di chi supera i cento anni

Giuseppe Manfra

Giuseppe Manfra

Autore di +Plus! Magazine

Vivere più a lungo non è solo questione di fortuna. La scienza mostra come alimentazione, attività fisica, uso equilibrato dei farmaci e relazioni sociali possano regalare anni preziosi e in buona salute

Oggi spegnere cento candeline non è più un evento straordinario. In Italia, secondo i dati ISTAT, i centenari sono oltre 22.000 e il loro numero cresce di anno in anno. Ma non si tratta solo di accumulare anni: molti di loro mantengono lucidità, curiosità e una discreta autonomia anche in età molto avanzata. La domanda che tutti si pongono è inevitabile: qual è il loro segreto? Studi condotti dall’Istituto Karolinska in Svezia hanno evidenziato che i centenari non solo sviluppano meno malattie rispetto ad altri coetanei, ma quando si ammalano lo fanno più tardi, guadagnando anni di vita liberi da patologie croniche. La genetica gioca un ruolo importante, ma non basta nascere con i “geni giusti”: lo stile di vita e l’ambiente hanno un’influenza decisiva.

Tra gli elementi comuni ai centenari emerge l’alimentazione. Non parliamo di diete rigide, ma di un regime equilibrato e vario, ricco di verdura, frutta, cereali integrali e legumi, con un uso moderato di pesce e poca carne rossa. È la dieta mediterranea, ormai famosa in tutto il mondo per i suoi benefici su cuore e cervello. Molti centenari raccontano di aver insaporito i piatti con erbe aromatiche e spezie, limitando il sale, un’abitudine semplice ma efficace per proteggere la salute.

Un altro aspetto riguarda l’uso dei farmaci. I centenari tendono ad assumere meno medicinali rispetto ad altri anziani, evitando gli effetti collaterali e le interazioni indesiderate che possono compromettere la qualità della vita. Controllare le terapie e assumere solo ciò che è strettamente necessario diventa così un fattore di benessere concreto.

Il movimento quotidiano è altrettanto importante. Non servono sforzi estremi o ore di palestra: camminare, curare il giardino, salire le scale invece di prendere l’ascensore sono attività semplici ma preziose, che mantengono cuore, muscoli e articolazioni attivi. La costanza, più dello sforzo intenso, fa la differenza nel lungo periodo.

Anche le relazioni sociali giocano un ruolo fondamentale. Chi vive a lungo spesso lo fa circondato da amici, parenti o almeno da un piccolo gruppo di persone con cui condividere tempo e conversazioni. Le Blue Zones, le aree del mondo dove la longevità è più diffusa, dall’Okinawa in Giappone all’Ogliastra in Sardegna, dimostrano quanto il legame umano sia cruciale per ridurre lo stress, sostenere la memoria e mantenere un buon equilibrio psicologico.

In definitiva, la longevità non è un dono misterioso né un elisir magico: nasce dalla combinazione tra genetica, scelte quotidiane e ambiente. Ridurre il sale, mangiare frutta, verdura e legumi, camminare ogni giorno, usare i farmaci con equilibrio e coltivare relazioni sono gesti semplici, ma ripetuti nel tempo diventano veri alleati per vivere non solo più a lungo, ma anche meglio.

La ricetta dei centenari ci insegna che è possibile costruire una vita lunga e serena attraverso abitudini accessibili a tutti, con piccoli accorgimenti che, sommati, fanno la differenza giorno dopo giorno.

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