Disturbo del desiderio sessuale ipoattivo
La mancanza di desiderio sessuale ipoattivo, è un problema ancora difficile da diagnosticare e può colpire fino al 13% delle donne, ma rimane un argomento spesso tabù. Ecco come riconoscerlo e quali strategie possono aiutare.
Il desiderio sessuale fa parte integrante della vita intima e del benessere emotivo, ma cosa succede quando questo desiderio scompare senza cause evidenti, generando sofferenza personale e tensioni nella coppia?

Tra le donne, il disturbo del desiderio sessuale ipoattivo è il più frequente tra i problemi sessuali e riguarda tra il 6 e il 13% delle donne, secondo gli standard del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM). Per capire se si tratta di un vero disturbo è fondamentale escludere altre cause, come patologie fisiche o psicologiche, effetti collaterali di farmaci o periodi transitori di calo dell’interesse sessuale, che possono capitare a chiunque.
Si tratta di un problema che va oltre la semplice mancanza momentanea di desiderio: per essere considerato clinicamente significativo, deve essere duraturo e causare disagio reale nella persona. Può manifestarsi fin dall’inizio della vita sessuale o svilupparsi in seguito, e talvolta si accompagna ad altri disturbi, come dolore durante i rapporti o difficoltà di eccitazione, rendendo ancora più complessa la gestione della situazione.
Le conseguenze sul benessere quotidiano possono essere importanti: perdita di fiducia in se stesse, calo dell’autostima, evitamento del partner e difficoltà nella comunicazione all’interno della coppia. Per questo è fondamentale affrontare la situazione con professionalità e delicatezza: rivolgersi a un medico o a uno psicoterapeuta permette di esplorare le cause senza sentirsi giudicate e di ricevere indicazioni concrete su come procedere.
Anche piccoli gesti quotidiani possono aiutare: dedicare tempo alla coppia, riservare momenti di intimità che non siano necessariamente sessuali, parlare apertamente dei propri desideri e delle proprie paure e mantenere uno stile di vita sano con attività fisica regolare, sonno adeguato e gestione dello stress contribuiscono a migliorare il benessere generale e favorire il ritorno del desiderio.
Sul fronte dei trattamenti, le opzioni farmacologiche sono limitate, con terapie specifiche riservate a casi particolari come donne in menopausa o dopo l’asportazione delle ovaie. Tuttavia, nella maggior parte dei casi l’accompagnamento psicoterapeutico, sia individuale sia di coppia, resta lo strumento principale. Affrontare ansia, depressione o problematiche relazionali correlate può avere effetti significativi sul desiderio e sulla qualità della vita sessuale. L’obiettivo non è solo ripristinare l’attività sessuale, ma migliorare il benessere complessivo, riscoprire piacere, complicità e intimità nella coppia, e ritrovare fiducia in se stesse.
Parlare apertamente di questi temi è il primo passo per uscire dal silenzio e dal senso di colpa. Rivolgersi a professionisti, confrontarsi con il partner e adottare piccoli cambiamenti quotidiani può fare una grande differenza. La strada per affrontare il disturbo del desiderio sessuale ipoattivo richiede pazienza e comprensione, ma è anche un percorso che permette di riconnettersi con la propria sessualità, ritrovare equilibrio e migliorare la qualità delle relazioni affettive e della vita personale.
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