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L’equinozio di primavera: dalle convenzioni alla realtà astronomica

Giuseppina Tucci

Giuseppina Tucci

Laureanda in Scienze Biologiche con esperienza lavorativa nella cura e salute della persona, si occupa di divulgazione scientifica attraverso articoli che possano essere utili a tutti i lettori per una maggiore consapevolezza del proprio corpo e del corretto utilizzo delle risorse che il nostro mondo ci offre. Una donna dalla grande razionalità che nasconde un cuore gentile e passionale.

L’equinozio di primavera: dalle convenzioni alla realtà astronomica

Equinozio e solstizio definiscono l’avvicendamento delle stagioni sulla Terra: nell’emisfero boreale, quello in cui ci troviamo, l’equinozio di marzo segna il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile, mentre nell’emisfero australe, opposto al nostro, si passa dall’estate all’autunno.

Per cultura popolare, siamo stati sempre abituati a considerare le date degli equinozi e dei solstizi corrispondenti al giorno 21 del relativo mese ma in realtà cambiano ogni anno per cui questa convenzione non corrisponde più alla realtà astronomica, cosa che trova una spiegazione nella peculiarità del calendario gregoriano e nei fenomeni astronomici.

L’equinozio e il calendario gregoriano

Il calendario gregoriano fu istituito da Papa Gregorio XIII nel 1582 per rimediare al progressivo slittamento della data dell’equinozio di primavera. Fondamentale per il calcolo della Pasqua, questo sostituiva il calendario giuliano introdotto da Giulio Cesare nel 46 a.C., che aveva un anno più lungo di circa 11 minuti rispetto all’anno solare, per cui, l’errore cumulativo aveva provocato, nel corso dei secoli, uno sfasamento di circa 10 giorni.

L'equinozio di primavera: dalle convenzioni alla realtà astronomica

Calendario gregoriano

L’anno gregoriano in vigore è composto da 365 giorni, divisi in 12 mesi, con un giorno aggiuntivo negli anni bisestili ed il calendario gregoriano che ne deriva è diventato lo standard mondiale per la misura del tempo grazie alla sua precisione e praticità, per la vita quotidiana, il commercio internazionale, la scienza e le istituzioni globali.

Anche l’aggiustamento periodico degli anni bisestili introduce a sua volta un nuovo squilibrio, con un’ulteriore anticipazione dell’equinozio di primavera, portandolo così al 19 marzo, come avverrà a partire dal 2044, in concomitanza con la festa di San Giuseppe e del Papà. Tale anticipazione persisterà fino al 2102, anno in cui l’equinozio di primavera tornerà a coincidere con il 21 marzo.

L’equinozio di primavera e i fenomeni astronomici

Durante l’equinozio la Terra si trova in un punto della sua orbita in cui l’asse terrestre non è inclinato rispetto al Sole e, di conseguenza,  l’equinozio di primavera si verifica quando il Sole, nel suo movimento apparente lungo l’eclittica, attraversa l’equatore celeste. In quel momento, i raggi solari colpiscono perpendicolarmente la superficie terrestre all’equatore, generando un equilibrio quasi perfetto tra la durata del giorno e della notte in tutto il mondo. È per questo che nel giorno degli equinozi, in cui il Sole si trova esattamente sopra l’equatore, c’è una distribuzione uniforme della luce in tutto il mondo con 12 ore di luce e 12 ore di buio.

Equinozio di primavera: dalle convenzioni alla realtà astronomica

Equinozio di primavera

 

Intorno all’equinozio, il giorno e la notte hanno una durata molto simile, da cui il termine equinozio, che significa notte uguale e il Sole sorge esattamente a est e tramonta a ovest, un orientamento utilizzato in passato per fini astronomici e religiosi.

L’equinozio e il ciclo della natura

L’equinozio non è solo una curiosità astronomica, ma un momento che dà inizio a cambiamenti significativi come il risveglio della natura, quando le piante cominciano a germogliare, gli animali escono dal letargo e gli ecosistemi ritrovano vitali ed effetti climatici con giornate più lunghe, che portano un aumento delle temperature, e il cambiamento della vegetazione.

L'equinozio di primavera: dalle convenzioni alla realtà astronomica

Ciclo della natura

L’equinozio di primavera è quindi un equilibrio tra scienza e tradizione, tra passato e presente. Questo evento ci ricorda non solo la complessità dei fenomeni astronomici, ma anche la nostra profonda connessione con i cicli naturali che da sempre plasmano il nostro mondo.

Impariamo ad apprezzare quello che la natura ci offre ogni giorno, godendo degli spettacoli meravigliosi che sono davanti ai nostri occhi dall’esplosione di colori della primavera alla purezza dei paesaggi innevati invernali.

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