ESSERE MADRE. STORIA CULTURA IMMAGINARIO, Campus di Fisciano, Aula ex Centro Stampa, Edificio D, e da remoto

  • Giovedì 21 aprile 2022, ore 10.30-12.30

IL PARTO NELLA STORIA. Rappresentazioni e Pratiche. Poteri e Conquiste del Femminismo

Con Nadia Maria FILIPPINI (Società Italiana delle Storiche, Università di Venezia)

  • Venerdì 22 aprile 2022, ore 10.30-12.30

LA MATERNITÀ TRA TRADIZIONE E RINNOVAMENTO. Mito Modelli Vissuto

Con Marina d’AMELIA (Società Italiana delle Storiche, Università di Roma “La Sapienza”)

Introduce e coordina

Maria Rosaria PELIZZARI (DIPSUM-R&I PEERS).

Saluti

Ornella MALANDRINO (Direttrice OGEPO)

Nella cultura occidentale, come nella maggior parte delle culture extraeuropee, l’essere donna ha coinciso con l’essere madre. Nel corso del tempo, ‘partorire’ è stato, per le donne, misura dell’identità sessuale e del valore femminile, così come ‘combattere’ ha rappresentato, per gli uomini, segno evidente di identità sessuale e di virilità. Le due figure, quella della partoriente e quella del guerriero cristallizzavano contenuti essenziali della differenza di genere.

Nei due incontri, dedicati al tema del ‘parto’ (21 aprile, con la prof.ssa Nadia Maria Filippini) e della ‘maternità’ (22 aprile, con la prof.ssa Marina d’Amelia), si discuterà di questi temi, osservati attraverso vari aspetti: come fatto sociale e come manifestazione di linguaggi molteplici che hanno regolato e creato comportamenti individuali e familiari, ruoli e identità di genere; ma anche come espressione dell’immaginario comune e come esperienza in trasformazione. Un’esperienza densa di forti implicazioni soggettive. Un momento decisivo, in positivo o in negativo, di memorie, racconti, scritture femminili.

Pochi fenomeni sono costruiti sul mito quanto la nazione, la famiglia e la maternità. Alle origini della democrazia la figura della madre ha disegnato i confini e il modo in cui la nazione e il corpo politico sono stati immaginati. Nel significato di maternità comprendiamo quindi ben più della singola esperienza di una donna che dà alla luce un figlio, degli effetti che il diventare madre può avere sul senso di sé di ogni donna e del lavoro di cura necessario alla crescita dei figli e all’organizzazione della vita domestica. Parlare di maternità vuol dire, infatti, dilatare lo sguardo e interrogarsi su una molteplicità di ambiti di conoscenza: dalle politiche e dall’attività legislativa adottate dai diversi Stati per favorire o sostenere la maternità – la presenza di incentivi fiscali e la disponibilità di asili nido di buona qualità costituiscono un elemento strategico dei tassi di natalità e della presenza femminile nel mercato del lavoro – all’attivismo politico delle associazioni di donne unitesi in nome del loro statuto di madri, dalle immagini e dalle rappresentazioni della madre diffusi nella cultura popolare e nei mass media alla futura «democrazia della cura» auspicata in contrapposizione alle logiche del profitto.

Un percorso appassionante che ripercorre una storia tutt’altro che lineare, densa di trasformazioni, di confronti, scontri, conflitti. Il primo e il secondo Femminismo hanno combattuto sul terreno della ‘maternità corporea’ decisive battaglie, segnando una vera e propria rivoluzione culturale che ha investito sia i comportamenti sessuali che il campo della riproduzione e del controllo delle nascite, per estendersi al contrasto della medicalizzazione, alla lotta per l’aborto, all’uso delle nuove tecnologie riproduttive.

Nelle giovani donne di oggi la maternità e il rifiuto della maternità sono parte di un campo di tensione dove le disponibilità economiche e lavorative complicano i desideri e la percezione di sé e del proprio corpo.

D’altra parte, inedite forme di genitorialità aprono scenari in cui i ruoli materni e paterni si vanno scomponendo e intrecciando in nuovi modi: nelle nuove famiglie allargate e ricostituite, e in quelle “Arcobaleno”, non più ancorate alla eterosessualità, oppure legate alla disponibilità di uteri in affitto.

Marina d’Amelia ha pubblicato “La mamma“ (Il Mulino, 2005), ha curato “Storia della maternità” (Laterza, 1997) è autrice della voce “Maternità” (Treccani. Le parole del XXI secolo)

Nadia Maria Filippini è autrice di “GENERARE, PARTORIRE, NASCERE. Una storia dall’antichità alla provetta” (Viella, 2018)

Comitato Scientifico R&I PEERS: Maria Rosaria Pelizzari (R&I PEERS- OGEPO-DIPSUM, Coordinatrice), Flora De Giovanni (R&I PEERS-DIPSUM), Marina Lops (R&I PEERS-DIPSUM), Alfonso Tortora (R&I PEERS-DIPSUM). Segreteria Organizzativa Seminari: Clotilde Cicatiello (DIPSUM-OGEPO); Debora A. Sarnelli (R&I PEERS); Daniela Sica (OGEPO-DISA-MIS) Antonio Elefante (DIPSUM-GenderLab); Paolo Fusco (DISPAC-OGEPO- Progetto graficoAlfonso Sessa (UGSIBA-OGEPO); Sara Ciccone, Antonietta Matarazzo, Noemi Mucciolo, Paola Stio (Tirocinanti OGEPO)

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