Arte

Extra moenia, la recensione

Luca De Lorenzo

Luca De Lorenzo

Bass/Baritone, nato a Napoli nel 1987,si è diplomato presso il Conservatorio San Pietro a Majella ed in scenografia all' ABANA. Ha debuttato come cantante in diversi ruoli in teatri italiani ed esteri, dirige Festival musicali, si occupa di scenografia e regia. Come Attore ha lavorato per il teatro e la televisione. Si occupa di divulgazione musicale in teatro e nelle scuole.

Extra moenia, la recensione per il lettori di Plus Magazine.

«Una ballata allegorica che mostra le atrocità del nostro tempo.» Così Emma Dante sul suo ultimo spettacolo, Extra moenia, andato in scena al teatro Bellini dall’11 al 16 marzo scorso. Negli ultimi anni la drammaturga siciliana si era data all’approfondimento delle favole di Basile, ora, grazie a un laboratorio di cui la pièce è un esito, se ne discosta per tornare a guardare ai giorni che viviamo. Con una denuncia grottesca e vibrante in cui si riconoscono, neanche troppo tra le righe, autocitazioni, maniere non manieristiche, insomma la firma inconfondibile della Dante.

Chi o cosa è extra moenia, ovvero fuori dalle mura urbane, in senso traslato fuori contesto? Molti, se non tutti, in un mondo che si vuole dire inclusivo e che invece allontana dai giochi sempre più individui. Migranti e disertori, amanti e calciatori, atei e devoti. Ma è extra moenia anche il pianeta, sull’orlo di una crisi irreversibile. Apparentemente lo è pure lo spettacolo, che non obbedisce a una trama ma si nutre giusto di un esile pretesto narrativo: una giornata qualunque per una comunità che si sveglia composta dai teneri spaventati guerrieri di cui sopra.

Extra moenia

Emma Dante

 

 

Un ferroviere, un uomo del Congo, una donna ucraina e una iraniana, il militare innamorato della guerra, due giocatori del Palermo, due innamorati, una famiglia molto religiosa.Confusi accadimenti, armonizzati dalla regista in un caos composto, con grande attenzione alla musicalità dei movimenti scenici, agitano la mattina: uno stupro del branco che ricorda quello realmente avvenuto nella sua Palermo nell’estate del 2023, le voci di un mercato, imposizioni e veti, urla di protesta e cori di speranza.Si esce fuori per ribadire il fatto, ormai non assodato, che la vita nella gioia e del dolore va espedita fuori – fuori le mura? – o comunque in strada, all’aria aperta, ma sempre lontano dalla confort zone: su un treno, in piazza, in chiesa, al bar, tra freddo e caldo, esposti agli elementi che non sono solo quelli meteorologici, ma pure sociali, come un attentato che diffonde il panico e “rotola” tutti in mare, come in un naufragio collettivo.

Extra moenia

Extra moenia

Ma quel mare è di plastica: «Dove, dolcemente, ci si può lasciare andare alla deriva», commenta DanteE così ogni momento, traumatico o normale, è un tassello di un mosaico irrequieto che è il vivere ogni giorno: «Dall’alba al tramonto tutti camminano insieme, nella stessa direzione. Ed è l’unico modo per liberarsi dei propri fardelli in rituale condiviso, liberatorio e potente». Un cammino che equivale a un grandangolo che allarga, man mano, la visuale dal particolare al circostante, dalla casa propria allo spazio che è di tutti, dal proprio piccolo recinto fino al mare, capace di accogliere chiunque, persino di farlo annegare, e qualunque cosa, persino i rifiuti.
Dante sembra dire con forza quale sia il modo per affrontare senza le retoriche più dannose dei temi stessi le sfide del nostro tempo: ogni questione, anche la più grave, sia la guerra che l’ambiente, sia la politica che l’economia, vanno mostrati con crudezza e rappresentati con un’ironia uguale e contraria. Le immagini, non i discorsi costruiscono i racconti.

Don’t tell, show, ancora una volta.