Alice nel paese delle parole

La genitorialità: una parte fondamentale della personalità adulta.

Elena Opromolla

Elena Opromolla

Ex docente di Lingua e letteratura italiana i miei interessi sono molteplici e spaziano dall'attualità, alle recensioni, dalla politica agli eventi culturali. Ho conseguito diversi premi letterari e ho partecipato a festival del libro nazionali e internazionali.

La genitorialità permea la personalità di ciascun individuo adulto indipendentemente dall’essere diventato effettivo genitore biologico.

E’ un termine che dagli anni Settanta in avanti è stato molte volte oggetto di studi ed approfondimenti da parte di Thomas Gordon e Carl Rogers, i cui studi hanno dato vita in Italia ai corsi per Genitori Efficaci e, a seguire negli anni Novanta, alla creazione di  Scuole per Genitori.

La genitorialità oggi è un tema estremamente importante da esplorare e  su cui riflettere, in quanto potrebbe aiutare i genitori contemporanei a diventare più consapevoli del loro ruolo nell’educazione e formazione dei figli.

Con il dopoguerra e il passaggio dalle famiglie estese a quelle mononucleari, unitamente all’emancipazione delle donne, la genitorialità, intesa come capacità di prendersi cura dei figli e di rispondere in modo sufficientemente adeguato ai loro bisogni (Parent Effectiveness Training- P.E.T. di Gordon), ha subito degli “attacchi” da parte del contesto socio economico e culturale contemporaneo. Tale impatto rischia di scardinare quella che era la funzione fondamentale della famiglia, come nucleo educativo e formativo. Con l’avvento dei mass media prima e di internet poi questa sorta di “offensiva” alla genitorialità è risultata ancora più devastante, per cui viviamo una fase di transizione, una fase di mutamento o di disorientamento, ma al tempo stesso una fase di revisione e/o di tentato ripristino delle funzioni genitoriali.

 

 

Ma che cos’è dunque la genitorialità? Dal punto di vista psicopedagogico essa rappresenta la parte essenziale della personalità di ogni adulto, consistente in un lungo rodaggio, per apprendere l’arte di essere genitori. Un processo dinamico, quindi, con cui si impara ad essere madre e padre. Un processo attivo attraverso il quale si diventa genitori efficaci, mettendo in atto modalità relazionali di ascolto attivo e di comunicazione. Thomas Gordon, psicologo statunitense, ha insegnato a genitori, insegnanti e leader come comunicare e risolvere i conflitti. A sua volta, Eric Berne, fondatore dell’Analisi Transazionale, introduce il concetto di genitore interno, che ognuno porta in sé, costituito da tutte le interazioni reali o immaginarie con le figure adulte di riferimento.

Secondo  Kurt Levin, psicologo tedesco con cittadinanza statunitense, studioso fondatore della psicologia sociale, la crescita umana è fatta di fasi che si ripetono continuamente nel corso della vita e che le diverse fasi evolutive dei figli ripristinano bisogni ed angosce che fanno parte della storia evolutiva dei genitori.

 

 

In pratica il figlio nel suo sviluppo ripresenta ovvero “ripropone” inconsapevolmente alla madre o al padre istanze, alcune esigenze o difficoltà non risolte durante la loro infanzia o adolescenza. Si tratta dunque di un processo speculare che offre al genitore l’opportunità di rivedere e superare alcuni aspetti irrisolti di sé, attraverso il confronto con le istanze dei figli in evoluzione. L’educazione della prole non è quindi un processo automatico di riproduzione di modelli di comportamento mutuati dagli antenati; non è assolutamente finalizzata alla realizzazione delle aspettative genitoriali e non è neanche azione scevra da responsabilità e consapevolezza del proprio ruolo.

In psicologia la genitorialità è parte fondante della personalità di ogni persona. E’ uno spazio psicodinamico che inizia a formarsi nell’infanzia, quando si assorbono i comportamenti, i messaggi verbali e non verbali, le aspettative, i desideri e le fantasie delle figure che si prendono cura di noi. In questo senso la genitorialità è una dimensione autonoma e processuale dell’essere umano, indipendente dall’essere genitori reali, ma che fa parte dello sviluppo di ogni essere umano.

Essere genitori consapevoli vuol dire in primis riconoscere il proprio ruolo e l’esistenza delle seguenti dodici funzioni ad esso connesse: protettiva, affettiva, regolativa, normativa, predittiva, rappresentativa, significante, fantasmatica, proiettiva, differenziale, triadica, transgenerazionale.

Conoscere quindi le funzioni della genitorialità potrebbe aiutare i genitori contemporanei ad indirizzare la propria azione educativa e formativa con maggiore incisività e sicurezza, ma di questo rimandiamo al prossimo articolo per gli ulteriori approfondimenti.