Giorgia Meloni come Giano bifronte nella sua difficile missioni di coniugare filo-atlantismo e simpatie russofone

Politica e dintorni – Dalla parte del mondo occidentale o da quello dei colossi asiatici, da quella di Biden Zelensky o da quella di Orban e Modi?

Questo è uno degli interrogativi a cui dovrà rispondere il futuro Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, fresca di trionfo all’interno della coalizione di centrodestra neo vincitrice della recente tornata elettorale, che ha visto una crescita esponenziale dell’astensionismo arrivato a toccare per la prima volta nella storia repubblicana il 35% del corpo elettorale.

Fin dal primo istante dell’aggressione russa all’Ucraina la leader di Fratelli d’Italia ha preso le distanze da Vladimir Putin contribuendo a votare gli aiuti umanitari e militari in favore del paese invaso, motivo per cui ha ricevuto immediatamente i complimenti per la vittoria dal Presidente ucraino Volodomir Zelensky.

Da subito Giorgia Meloni ha ribadito la sua fedeltà alle posizioni europeiste ed atlantiste sul collocamento internazionale dell’Italia, anche allo scopo di rassicurare i mercati finanziari visti anche i tempi i difficili tempi correnti segnati da un’inflazione sui prodotti di prima necessità e cosa più allarmante sui prezzi dell’energia, cosciente di dover trovare al più presto una soluzione per quello che potrebbe passare come uno degli inverni più rigidi e tragici degli ultimi decenni.

Allo stesso tempo la stessa Giorgia Meloni si sta comportando come Giano Bifronte perché contemporaneamente non vuole o non riesce a staccarsi politicamente da coloro che come il Presidente ungherese Victor Orban stanno attuando sia una politica interna contraria ai valori filo-occidentali, che estera di quasi benevolenza nei confronti di Vladimir Putin essendosi dimostrato contrario all’emanazione dei pacchetti di sanzioni a carico della Russia.

Se tutto ciò non bastasse le sue prime prese di posizione su vaccini e chiusure e le contestuali critiche all’allora Presidente del Consiglio Giuseppe Conte hanno fatto si che una buona parte dei suoi voti provenisse dall’area detta comunemente negazionista e no vax (salvo cambiare poi opinione in campagna elettorale), trovandosi in perfetta sintonia con l’omologo indiano Narendra Modi, e con i Presidenti di Usa e Brasile Donald Trump e Jair Bolsonaro, famosi per le loro posizioni non convenzionali sulla gestione della pandemia.

Quale sarà la vera faccia di Giorgia Meloni? Lo scopriremo durante il prossimo Governo.

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