Ricette – Le mie radici siciliane sono un grande motivo di orgoglio, un patrimonio culturale, gastronomico ma soprattutto affettivo inestimabile.
I miei ricordi più belli ed unici dell’infanzia sono legati a quella terra. D’estate andavamo sempre a Palermo, si partiva la sera con la nave: che emozione che provavo quando salita la scaletta sentivo il personale di bordo che parlava con l’accento siciliano ed io mi sentivo già a casa della nonna!

La mattina all’alba mentre la nave lentamente entrava nel porto e scorgevo la Statua dell’Accoglienza, già lo vedevo lì di fianco, era lo zio Adolfo, fratello di mamma, una figura alta, snella, con i suoi baffoni neri e dietro di lui la piccola 500 dentro la quale entrava a stento, ma con cui ci veniva a prendere ogni anno… e via di corsa dalla nonna!
Il profumo del suo ragù si sentiva nelle scale: aspro di pomodoro e dolce di cipolla, che condiva gli anelletti siciliani, pasta che allora si trovava solo lì. Al momento del pranzo, il piatto fumante ci faceva arrivare di corsa a tavola, con tanta fame ma soprattutto con la gioia di essersi ritrovati e di poter passare tutti insieme ancora un’altra estate.

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Ingredienti per 4 persone degli “anelletti di casa mia” :

  • 400gr di anelletti
  • 350gr di macinato di vitello
  • mezza cipolla
  • una carota piccola
  • un gambo di sedano
  • 200gr di piselli
  • 1 cucchiaio di estratto di pomodoro
  • 1 bottiglia di passata di pomodoro da 700gr
  • 2 cucchiai d’olio e una noce di burro
  • 50gr di caciocavallo

Tritare la cipolla con il sedano e la carota, lasciate appassire in pentola con 2 cucchiai d’olio e una noce di burro. Aggiungere la carne tritata, far rosolare il tempo di far asciugare il suo liquido. Unire i piselli e far insaporire. Unire la passata di pomodoro e l’estratto, condire con sale e pepe.
Cuocere per circa 40 minuti, se il sugo tende ad attaccarsi aggiungere un po’ d’acqua calda.
Cuocere gli anelletti in acqua bollente e salata, scolare al dente e arriminare, mescolare nella pentola del sugo, unendo una generosa manciata di caciocavallo. La nonna usava il ragusano, noi possiamo usare anche un buon caciocavallo di media stagionatura.
Versare la pasta in una teglia imburrata cosparsa di pangrattato e livellare la superficie.
Ricoprire la pasta con altro pangrattato mescolato con un po’ di formaggio e infornare a 200° per 30 minuti.

Buon Appetito!

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