I Metamostri sbarcano in TV: il Cartone che Insegna a Vivere il Digitale
Un fenomeno culturale che ha saputo conquistare il web e i festival di settore come il Giffoni e il Comicon, sbarca ora sul piccolo schermo. Stiamo parlando dei “Metamostri”, il nuovo format ideato dal gruppo editoriale Ciaopeople, che dal 13 maggio è approdato su Frisbee (canale 44 del Digitale Terrestre), promettendo di rivoluzionare il panorama dell’intrattenimento per l’infanzia in Italia. Un progetto che unisce intelligenza, divertimento ed educazione, puntando sull’artigianalità del teatro di figura italiano e sulla solidità pedagogica.
L’ideatore di questo ambizioso progetto è Luca Iavarone, autore, giornalista e compositore. Laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Napoli Federico II, Iavarone ha anche studiato pianoforte e composizione al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. La sua carriera lo ha visto responsabile della sezione Cultura di Fanpage.it dal 2012 al 2015, e direttore creativo di Ciaopeople tra il 2016 e il 2022. Dal 2023 ad oggi, è Direttore editoriale di METAMOSTRI, un ruolo che corona il suo impegno nell’educazione emotiva e digitale dell’infanzia.

“Metamostri” si propone come una bussola valoriale nel marasma di contenuti digitali “usa-e-getta”. Attraverso le avventure di cinque simpatici pupazzi – BAB, KIKA, BUMBA, FANTO e PUPA – il format affronta con tatto, umorismo e profondità temi cruciali come il cyberbullismo, gli stereotipi di genere, l’empatia e la gestione emotiva. Il tutto con il patrocinio scientifico dell’Università Federico II di Napoli e sotto studio del dipartimento di neuropsichiatria infantile, a conferma della sua valenza educativa senza mai scadere nella lezione didascalica.
Per capire meglio la genesi e la visione dietro questo progetto innovativo, abbiamo incontrato l’ideatore.
i Metamostri sono nati quattro anni fa dall’esigenza di rispondere a domande cruciali sull’uso del digitale da parte dei più piccoli. Può spiegarci meglio questa genesi?
“I Metamostri nascono da una constatazione allarmante. Io ed il mio team creativo, che in Ciaopeople abbiamo sempre spinto il consumo di prodotti digitali per la formazione e l’informazione – pensi ai miei otto anni in Fanpage.it – ci siamo trovati di fronte a una ricerca di Save the Children che rivelava come il 96% dei bambini tra i 6 mesi e i 4 anni utilizzi quotidianamente smartphone o tablet, e il 92% inizi prima di compiere un anno. Ci siamo chiesti: chi pensa a questi bambini? Considerando poi che la maggior parte dei contenuti online per i più piccoli è spazzatura ipnotica, fatta per creare dipendenza e priva di valori, abbiamo sentito l’urgenza di progettare qualcosa di nuovo.

Abbiamo proposto all’editore Ciaopeople un progetto per l’infanzia che fosse pedagogicamente valido e validato, e siamo riusciti subito a ottenere il Patrocinio dell’Università Federico II. Il focus è su tre temi per noi urgenti: l’educazione emotiva, l’educazione sociale e quella che abbiamo chiamato ‘pedagogia della connettività’.”
Il format introduce il concetto de “Il Metamondo”, “Il Mondo lì fuori” e “Il Portale”. Come questi elementi si integrano nella narrazione e qual è il messaggio che intendete veicolare?
“Il Metamondo è l’ambiente digitale in cui vivono i Metamostri, dove da bambini giocano, si divertono e sperimentano i piccoli drammi tipici dell’età prescolare. ‘Il Mondo lì fuori’ è il mondo reale, dove fare esperienze divertenti e coinvolgenti che possano offrire una risoluzione al microdramma di puntata vissuto dai Metamostri. ‘Il Portale’ è lo switch tra il mondo reale e quello digitale, ed è ciò che bisogna imparare a usare per stare bene sia nella realtà che nel metamondo. Nella struttura di ogni puntata, c’è un ‘microdramma’ che i Metamostri non riescono a risolvere se non – aiutati da Meme e Tata – andando a fare esperienza reale e fisica delle cose.
Dal Metamondo si passa al Mondo lì fuori. Questa è la metafora che insceniamo per raccontare il rapporto tra mondo fisico e mondo virtuale. Ma in realtà è più universalmente la possibilità di uscire fuori dalla propria zona di comfort per guardare le cose da nuovi punti di vista. Una capacità necessaria da sviluppare in un mondo come il nostro, che sembra quasi impossibile da cambiare. Noi siamo convinti che ci sia sempre uno spiraglio.”
Il passaggio dal web alla TV comporterà dei cambiamenti in termini autoriali o di target di spettatori?
“No, in TV parliamo alla stessa fascia d’età, 3-8 anni, a cui ci rivolgiamo sul web. I temi e le avventure non cambiano. Il format è assolutamente lo stesso e non c’è stato alcun tipo di censura o volontà di riscriverlo. Siamo e restiamo liberi di essere quel che siamo, una bussola valoriale per cittadine e cittadini di domani.”

Infine, in un panorama di contenuti digitali spesso criticati per essere “usa-e-getta” o iperstimolanti, qual è il valore aggiunto dei Metamostri e la loro ambizione per il futuro dell’infanzia italiana?
“Nel marasma di contenuti digitali usa-e-getta, i Metamostri si distinguono come una bussola valoriale. Il nostro progetto nasce da una domanda semplice ma cruciale: che tipo di cittadine e cittadini vogliamo formare? La risposta è un racconto che restituisce centralità all’infanzia, senza infantilizzarla, ma riconoscendola come spazio fertile per coltivare empatia, rispetto e senso critico. Con la sua estetica che richiama i Muppet e Bim Bum Bam, ma con l’apporto valoriale contemporaneo di ‘Bluey’, i Metamostri sono un piccolo laboratorio di futuro. Finalmente in TV. Finalmente su Frisbee. Siamo convinti che possano diventare un vero fenomeno culturale per l’infanzia italiana.”
“Metamostri” (30 episodi x 15′) è realizzato da Ciaopeople con il patrocinio dell’Università Federico II di Napoli, Reparto di Scienze Mediche Traslazionali. Le puntate sono visibili su Frisbee (canale 44 del Digitale Terrestre) dal martedì al venerdì alle 17:45 e sono disponibili in streaming su discovery+.
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