News – I vaccinati hanno minor carica virale. Uno studio ha confrontato la dinamica dell’infezione tra gli individui vaccinati e non. Confermata anche la capacità di migliorare i parametri associati all’infezione. Lo studio su Nature Medicine.

I vaccinati, in caso di infezione da Sars-Cov-2, hanno una carica virale minore degli individui non vaccinati. Non solo, grazie alla vaccinazione la durata della permanenza del virus nelle vie aeree è inferiore rispetto a chi non si è vaccinato. Due dati che indicano chiaramente come la vaccinazione contribuisca a ridurre la circolazione virale. I risultati, ottenuti analizzando gli individui sottoposti a vaccinazione con Spikevax di Moderna, sono stati pubblicati dalla rivista Nature Medicine.

I vaccini funzionano

Che i vaccini oggi disponibili per prevenire Covid-19 funzionino è un dato di fatto incontrovertibile. Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore della Sanità, la vaccinazione è in grado di ridurre enormemente le probabilità di sviluppare forme gravi di Covid-19 tali da portare al ricovero in ospedale. Per i non vaccinati, confrontati con chi ha ricevuto la dose booster, il tasso di ricovero è 10 volte più alto, quello di ammissione in terapia intensiva lo è di 27 volte e quello di morte è 25 volte più alto. Assodato il fatto che i vaccini proteggano contro le conseguenze più gravi di Covid-19, la propaganda no-vax da sempre sottolinea che anche da vaccinati ci si può comunque contagiare. Un fatto reale – dovuto all’incapacità dei vaccini di stimolare una risposta IgA a livello delle mucose, la prima via di ingresso del virus – che deve però essere letto nella sua complessità. Nel report ISS emerge infatti chiaramente che pur non proteggendo in toto dall’ingresso del virus – e quindi dall’essere positivo – le probabilità di risultare positivi è inferiore nei vaccinati rispetto ai non vaccinati.

L’impatto su carica virale e durata dell’infezione

Nello studio COVE trial di fase III, che ha seguito nel tempo gli individui vaccinati con il prodotto di Moderna da luglio 2020 maggio 2021, è emerso chiaramente il vantaggio della vaccinazione anche sulla dinamica dell’infezione. Andando a confrontare i casi di chi, nonostante la vaccinazione, è risultato positivo al virus, è emersa la capacità del vaccino di migliorare i parametri associati all’infezione. Dalle analisi è risultato che nel vaccinato, rispetto a chi aveva ricevuto il placebo, le copie di virus presenti nelle vie aeree risultavano ridotte di 100 volte. Non solo, la mediana del tempo intercorso dall’infezione alla negativizzazione è risultata di 4 giorni rispetto ai 7 del placebo. Risultati importanti che correlano con il dato che vede il vaccinato sviluppare, in caso di infezione, una malattia più blanda rispetto alla persona “immunologicamente vergine”, ovvero senza alcuna protezione conferita da anticorpi e cellule T.

Ridurre la circolazione virale

Quanto mostrato nello studio però conferma un concetto molto importante: grazie alla vaccinazione non solo è possibile ridurre l’impatto della malattia bensì incidere in maniera consistente sulla circolazione globale del virus. Riducendo la quantità di virus e accorciando il periodo in cui è presente a livello delle mucose respiratorie, le persone vaccinate nel periodo di osservazione dello studio hanno contribuito ad una minor circolazione del virus.

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