Intervista: Ida Leo, per le pari opportunità

Ho conosciuto la professoressa Leo collaborando con lei alla presentazione di progetti che hanno coinvolto istituzioni, imprese e scuola. Un’esperienza che mi ha permesso di apprezzarne una visione educativa forte e coerente: per la professoressa Leo la scuola è uno strumento fondamentale di valorizzazione del territorio.
Gli studenti, secondo il suo approccio, devono conoscere il contesto in cui vivono non solo sotto il profilo culturale, ma anche sociale ed economico. Allo stesso tempo, il territorio è chiamato a partecipare attivamente al processo di crescita degli allievi, accogliendoli e mostrando loro tutte le potenzialità che può offrire.
Oggi incontriamo la professoressa Leo in una veste diversa: candidata al Comitato Pari Opportunità in occasione del rinnovo degli organismi che operano all’interno dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Avellino.
Cosa l’ha spinta a candidarsi come componente del Comitato Pari Opportunità?
La motivazione è sempre di duplice natura, personale e professionale. Personale perché, con grande rammarico, non ho avuto la possibilità di svolgere appieno la professione, dedicandomi invece con tantissima passione all’insegnamento presso istituti economici di Avellino e provincia. È stata una scelta che mi ha arricchito molto, ma che non ha mai spento il desiderio di continuare a contribuire attivamente anche sul piano professionale.
Quali sono le sue principali competenze?
Mi sono occupata di formazione professionale e di istruzione secondaria e, per periodi abbastanza lunghi, sono stata consulente di Italia Lavoro S.p.A., oggi Sviluppo Lavoro Italia S.p.A. In questo ambito ho lavorato su progetti di politiche attive del mercato del lavoro e su interventi di supporto alle piccole e medie imprese. In modo trasversale, seppur non continuativo, ho svolto anche attività di consulenza professionale.
Perché ha deciso di candidarsi proprio in questo momento?
Sono in pensione dal primo settembre 2025, ma ho ancora tantissima voglia di lavorare. Per me il lavoro è anche il mio hobby preferito. Credo fortemente nel valore del dare e del cogliere opportunità indipendentemente dall’età anagrafica, valorizzando invece l’esperienza acquisita e le competenze maturate nel tempo.
Come intende operare, concretamente, all’interno del Comitato Pari Opportunità?
Prima di tutto cogliendo le opportunità professionali offerte da un contesto economico in continua evoluzione e sempre più tecnologico, favorendo la nascita di professionalità innovative e altamente competenti.
In che modo si possono raggiungere questi obiettivi?
Condividendo e sostenendo la mission della lista guidata dalla dottoressa Dorotea Dello Russo una visione orientata a essere presenti e attivi in un contesto in costante cambiamento. Non si tratta solo di ricercare professionalità più versatili, ma anche di restituire a questa categoria un ruolo più attivo e partecipativo. Un altro elemento fondamentale è lavorare in modo unitario, offrendo servizi di consulenza sempre più qualificati e integrati. Tutto questo porterà inevitabilmente alla nascita di nuove professionalità.
In conclusione, quale sarà il suo impegno concreto come componente del CPO?
Mi impegnerò affinché le attività non siano appannaggio di pochi e sempre degli stessi. Ritengo fondamentale salvaguardare le professionalità di tutti: giovani, donne, uomini, persone di età diverse. Per farlo sono necessari interventi di supporto che garantiscano pari dignità nell’esercizio della professione: sostegno alle famiglie, formazione continua, una comunicazione efficace ed efficiente che assicuri a tutti gli iscritti un’informazione puntuale. Servono inoltre momenti periodici di confronto per far emergere tutte le opportunità possibili e garantire, concretamente, le pari opportunità.
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