Il Castello di Morra de Sanctis rappresenta un fiore all’occhiello del patrimonio storico- artistico dell’Irpinia. Il recente recupero del Castello Biondi- Morra va inquadrato in un più ampio contesto di risorse e di iniziative che interessano l’intero territorio dell’Alta Irpinia.

Il Castello di Morra De Sanctis

Il recupero e il restauro del maniero ha contribuito a consolidare, per il centro storico di Morra De Sanctis, un livello di forte attrazione turistica che l’Amministrazione Comunale si è impegnata a promuovere intorno all’opera di valorizzazione della figura storica e letteraria di Francesco De Sanctis. Il Castello, recuperato al suo originario impianto, non solo costituisce un’attrattiva di rilevante interesse culturale, ma è soprattutto uno strumento di promozione e valorizzazione del territorio, interessato da una serie di azioni mirate.

Tra queste, il “Viaggio Elettorale” di Francesco De Sanctis, l’istituzione di un “Parco Letterario” dedicato all’insigne letterato, lo stesso recupero del complessivo maniero, reso possibile grazie alla sensibilità e disponibilità degli Eredi Biondi Morra, sono tutte azioni che fanno parte di uno stesso percorso di promozione e valorizzazione volte a trasferire, all’intera comunità irpina, il prestigio di questo borgo e di questi luoghi.

Il borgo e il castello.

Le prime tracce di una presenza umana sul territorio morrese risalgono alla preistoria e precisamente all’età del Ferro. Manufatti in pietra, armi, raschiatoi, tipici oggetti di piccole comunità di cacciatori nomadi, sono i primi rinvenimenti di quest’area, che ne testimoniavano la presenza abitativa sin dall’antichità.

Morra fu centro abitato almeno dal VII secolo a.C., ma le prime notizie storiche del suo Castello risalgono al 1137, quando Pietro Diacono racconta del condottiero normanno Roberto Morra. Con ogni probabilità la sua origine è longobarda e risale al IX secolo d.C., e ad esso si lega una lunga serie di vicende storiche e politiche che lo hanno visto più volte danneggiato e altrettante volte restaurato e rimaneggiato. Nelle lotte dinastiche tra Angioni e Durazzeschi, il feudo finì prima ai Giamvilla e poi ai Caracciolo. Con i nuovi proprietari iniziò un progressivo declino, fino al 1681 in cui ebbe inizio un importante intervento di restauro. Nel corso del Settecento, l’edificio fu designato a casa di vacanze e tornò ad essere abitato solo intorno al 1850. Nel 1911, a seguito di un incendio nell’ala nord e nell’antica biblioteca, fu risistemata e ampliata la piazza antistante e la via d’accesso alle scuderie. Ma è l’ultimo imponente intervento di restauro che ha ridato lustro al complesso monumentale, oggi visibile in tutto il suo austero splendore, dopo che il sisma dell’80 lo aveva fortemente danneggiato. Il recente intervento di recupero realizzato, infatti, si colloca all’interno degli itinerari culturali definiti dalla programmazione regionale, quale processo primario funzionale alla valorizzazione dei beni culturali delle aree interne della Campania.

Il recupero del Castello dei Principi Biondi Morra contribuisce in modo determinante a qualificare l’azione di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio archeologico, architettonico e storico- artistico del territorio dell’Alta Irpinia, e in questo virtuoso percorso progettuale il borgo di Morra De Sanctis, insieme a quelli di Bisaccia, Monteverde, Sant’Angelo dei Lombardi e Torella dei Lombardi,  ha dato vita al Sistema Castelli di Storia, ammirevole progetto di percorsi e itinerari storici e culturali dell’Alta Irpinia.

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