Il Castello Macedonio di Grottolella venne edificato nel 1083 su di una preesistente roccaforte longobarda a guardia dell’antico borgo. Ci troviamo nella media valle del fiume Sabato, in posizione panoramica, ai piedi del Massiccio del Partenio. Il paese di Grottolella ha origini molto antiche, attestate da ritrovamenti archeologici, molto probabilmente ad epoca romana tardo- imperiale.

Il paese di Grottolella viene per la prima volta citato con la denominazione Grotta nel Chronicon Beneventanum di Falcone Beneventano, nel 1134.

Attualmente conosciuto come “Castello dei Duchi Macedonio”, la fortezza è stata dichiarata monumento storico agli inizi del 1900 e sottoposto a tutela. Nel 1928 fu venduto dalla Famiglia Caracciolo a vari privati, subendo una sorta di frazionamento.

Posto in una posizione strategica e panoramica, a dominio del piccolo borgo di Grottolella, il Castello era parte integrante di un sistema difensivo che comprendeva anche le fortificazioni dei borghi di Montefalcione e di Capriglia Irpina.

Il castello oggi si presenta nel suo aspetto esterno fedele all’assetto quattrocentesco, ovvero in stile aragonese, con corpi di fabbrica a pianta quadrangolare e corte esterna in pietra calcarea.

Dal già citato Chronicon Beneventanum, si apprende che il castello venne assediato e distrutto nel 1134 da Ruggero II il Normanno. Successivamente fu riscostruito e nel corso degli anni più volte restaurato, soprattutto in epoca svevo- angioina e tardo aragonese e nel 1650, fu definitivamente trasformato da Nicola Macedonio, Marchese di Ruggiano, in castello- residenza, per espresso desiderio della consorte Emilia Cioffi, come inciso sul fregio sovrastante il portale di ingresso.

Da QUI puoi entrare nel castello con il tour virtuale.

Nella suggestiva ricostruzione del tour virtuale, accediamo al maniero oltrepassando il portale ad arco in pietra, risalente al 1690, dove è visibile lo stemma della famiglia Macedonio, a simboleggiare la potenza di questa famiglia. Attraverso un arco ellittico in muratura, si accede nel cortile interno, nel quale si sviluppa l’edificio. Una volta oltrepassato, sembra di ritornare all’antichità e di poter rivivere quelle emozioni tipiche medioevali.

A nord della facciata c’è una torre cilindrica, raggiungibile solo dalle stanze interne del maniero, dove ancora oggi, affacciandosi da questa, è possibile godere della vista mozzafiato sulla valle. Sotto il livello del pian terreno c’è un ambiente privo di luce che era adibito, in passato, a deposito. La seconda torre, a pianta quasi circolare, ha due ambienti sovrapposti ed un ampio locale sotterraneo, privo di aperture verso l’esterno.

La facciata principale del castello è caratterizzata da semplici finestre con davanzali modanati in pietra e una più piccola, situata al livello del piano terreno, sulla destra dell’ingresso.

Il cortile, a pianta rettangolare, e con cisterna centrale, era originariamente lastricato. Grazie alla suggestiva e particolare ambientazione, questo spazio oggi viene utilizzato per incontri culturali ed istituzionali, workshop e presentazione di progetti. Da esso si accede, oltre agli ambienti del piano terra e del piano superiore, anche agli ampi sotterranei che nel corso dei secoli, sono stati adibiti ad armeria, magazzini, stanze- dormitorio e per uso abitativo. Un’antica diceria del luogo, narra che questi sotterranei fossero collegati con quelli del Castello Carafa di Capriglia Irpina, e servivano al re e alla sua famiglia, come via di fuga in caso di attacchi nemici.

Gli alloggi residenziali, dove dimoravano spesso i feudatari del luogo, erano situati al piano superiore.

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