Il corpo e le virtù femminili diventano il focus della Mostra “Monne e Madonne”, attualmente in corso, organizzata dalla Fondazione Culturale De Chiara De Maio a Napoli presso la Cappella Pontano e la Chiesa del Santissimo Salvatore. L’allestimento è costituito principalmente da dipinti legati e accomunati dalla tematica della “donna” e risalenti quasi tutti al sedicesimo secolo.

I termini ‘monna’ e ‘madonna’, scelti per definire il titolo della mostra, sono strettamente legati tra loco. Il termine ‘madonna’, infatti, è il titolo d’onore utilizzato largamente dal Medioevo in poi per definire una donna appartenete alle classi nobili. ‘Monna’ ne è la contrazione. Pertanto i due termini quasi si confondono e diventano, nella mostra,il desiderio di recuperare lo sforzo dei pittori di esaltare della donna l’armonia fisica o la forza dei sentimenti.

La Mostra.

Lo scorso 9 ottobre 2021 si è inaugurata la mostra “Monne e Madonne. Il corpo e le virtù femminili nella cappella Pontano e nell’adiacente chiesa del Santissimo Salvatore, in via Tribunali a Napoli, con il patrocinio, tra gli altri, del MIBACT, dell’ufficio scolastico provinciale di Avellino, della Regione Campania, del Comune di Napoli e della Provincia di Avellino.

Monne e Madonne vuole proporre una chiave di lettura tematica per selezionare e leggere, focalizzando l’attenzione sulle presenze femminili, le opere d’arte appartenenti alla Fondazione De Chiara De Maio.

La mostra è ideata e curata dallo storio dell’arte Vincenzo De Luca. Nel catalogo, oltre ai testi di De Luca, ci sono interventi di altri studiosi e la prefazione di Vittorio Sgarbi.

Nel gomitolo aggrovigliato dei vicoli di Via Tribunali, si erge la Cappella Pontano, nobile esempio di architettura napoletana rinascimentale, risalente al 1492, per volere del committente Giovanni Gioviano Pontano. La cappella è sembrato il luogo ideale per poter accogliere un così raffinato allestimento che celebra l’armonia delle fattezze anatomiche della donna.

Nel contempo, l’allestimento che continua nell’attigua Chiesa del Santissimo Salvatore, evoca le virtù della donna. La piccola chiesa, per dimensioni simile alla vicina cappella, può considerarsi, anche per un passato storico comune, un suo prolungamento.

A corredo dei dipinti sono esposte alcune sculture lignee di Madonne svestite, databili ai primi decenni del Settecento, provenienti da botteghe prevalentemente di area napoletana e alcune dell’Italia centrale.

Accompagnano la mostra due documentari, interpretati dagli attori Francesco Paolantoni e Gigi Savoia e due sperimentazioni artistiche, una scultorea

(copia tridimensionale del dipinto di Antiveduto) e l’altra sartoriale (vestizione in pelle di una Madonna svestita), in collaborazione con il Liceo Artistico Caravaggio di San Gennaro Vesuviano.

Delle oltre venti opere della Fondazione De Chiara De Maio proposte per la mostra alcune indagano sull’anatomia del corpo, altre su valori metaestetici. Le due sezioni sono dedicate pertanto alla fisicità e al pensiero femminile.

Presentarle contestualmente in mostra diventa un percorso agevolato e un’occasione per riscoprire la considerazione della donna, oltre la sua rappresentazione squisitamente pittorica.

La mostra si potrà visitare fino al 9 gennaio 2022.

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