Editoriale – Bisogna partire da questa considerazione che in ogni grande tradizione religiosa i bambini svolgono un ruolo di primaria importanza. Basti pensare al Buddismo dove il Dalai Lama si reincarna in un bambino che i fedeli debbono ricercare ed individuare. Nella religione cristiana il 25 dicembre al centro del mondo viene messo un “bambino” che nasce proprio per “salvare il mondo“.

Per cui si potrebbe pensare che il natale è una festa molto a “misura di bambino”… Soffermandoci quindi sul natale ci sono diversi aspetti da far cogliere e spiegare ai più piccoli iniziando dalla storia di Giuseppe e Maria ed il suo valore immenso e immutato nel tempo ai bambini. La storia che viene raccontata, nota a tutti, è la storia di questa famiglia (Madre, Padre e Figlio) “La famiglia sacra” in cui Giuseppe e Maria sono due figure, che con amore e responsabilità, svolgono il loro ruolo di genitori. La sacralità di Gesù, per cui Giuseppe e Maria sono dei genitori che si dedicano completamente al loro bambino, è la sacralità di tutti i bambini e la sua venuta serve per testimoniare la sacralità di tutti i bambini.

Se pensiamo a come è il mondo oggi tale narrazione trova una forte attualità e contemporaneità.

Le storie odierne sono caratterizzate da povertà, basti pensare alle molte famiglie anche oggi nei paesi molto poveri sono ancora in fuga, lasciano la loro terra spinti dalla povertà, dalla paura, dal pericolo e sono costretti a fuggire insieme ai loro figli da luoghi dove la guerra, le malattie e la paura non lasciano tregua. A questo aspetto e significato molto civico un po forte  e particolare del natale, che è spiegabile magari agli adolescenti, con tutti i risvolti legati al senso civico della società  se ne accompagna un’ altro più gioioso, meno complicato e dalle connotazioni meno intrinseche di significati civici da trasmettere e narrare in forme e modi adeguati.

Infatti il Natale e l’Epifania arrivano anche, nelle case dei bambini,  con due  mostri sacri  Babbo Natale e la Befana con tanti regali.

Per i bambini, sono delle figure mitiche, infatti i bambini si rivolgono direttamente a loro, nutrendo delle grosse aspettative sul loro arrivo, gli scrivono lettere nella speranza di ricevere quanto richiesto, anche perché no appoggio e aiuto nelle difficoltà.

Potremo dire, stereopatizzando le due figure che Babbo Natale è visto come un mix, un po’ papà e un po’ nonno che racchiude in sé la forza di tutte le figure maschili che contano per i bambini.

La Befana, invece, è un po’ strega e un po’ nonna e rappresenta la saggezza femminile che riempie la calza di cose buone sia per il corpo che per l’anima. Questa donna vecchia e saggia oltre a premiare i bimbi buoni con dei doni può anche ammonire con il carbone i bimbi disobbedienti affinché non ripetano gli errori commessi.

Tale sacralità viene annullata quando c’è la scoperta dell’inesistenza, al meno materialmente, di queste figure …. si potrebbe spiegare che tale figure sono “interpretate” da ogni mamma e di ogni papà che con l’arrivo delle feste indossano una maschera per portare i doni ai loro figli ma anche per ascoltarli, per esaudire i loro desideri e per leggere con attenzione le loro richieste scritte in una lettera. Questa spiegazione potrebbe rendere più transitoria la visione dei bambini, in modo che comprenderanno che il Babbo Natale/papà/nonno e la Befana/mamma/nonna porteranno ai loro bimbi non solo regali ma soprattutto calore, amore e affetto che sono i doni più graditi ai bambini. Magari un’altra cosa che potrebbe aiutare per far comprendere l’essenza e la magia del natale è trasmettere ai più piccoli, e come promemoria per noi adulti, che la condivisione, la generosità, la gratitudine, ad esempio sono valori essenziali, e soprattutto in questi anni così particolari , in cui va vissuta l’intimità della famiglia,  trascorrendo questa festività senza eccessi, riscoprendo i valori più autentici del Natale.

La “trasmissione” di tali valori può arrivare anche tramite i regali e dell’arrivo di Babbo Natale e della Befana, ma anche quando si recitano le poesie e nelle cene in famiglia, condividendo in pieno tutto ciò con i bambini.

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