Il ricordo di Lello De Chiara al Carcere Borbonico di Avellino
Venerdì 7 Novembre al Carcere Borbonico si sono ritrovati amici e compagni di Lello De Chiara per ricordarlo tutti insieme. Aniello, per amici e parenti Lello, fu esponente del Partito Socialista e Sindaco due volte di Solofra. All’evento abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con la figlia e con chi l’ha conosciuto e porta con sé ricordi sia divertenti che commoventi. Abbiamo dialogato anche con chi non ha potuto conoscerlo ma persegue ancora i valori che lui incarnava nel Partito Socialista.

Aniello De Chiara, il ricordo di un padre: le parole della figlia, Maria
Aniello viene ricordato da Maria De Chiara, la figlia, come “un padre molto presente, in grado di ascoltare e condividere tutto ciò che faceva con noi figli. Ci ha cresciuto trasmettendoci valori e principi che, ancora oggi, anche dopo la sua scomparsa, continuano ad essere presenti nelle nostre vite quotidiane.”

La passione per la politica
Alla domanda su dove nascesse la sua passione per la politica, Maria risponde con molta sincerità: “Non saprei dire esattamente da dove nascesse questa sua passione. Io sono la figlia più giovane tra i tre e purtroppo ho perso mio padre molto presto, quindi molte cose non le ho vissute. Sicuramente gli anni universitari a Napoli gli hanno aperto gli occhi: erano gli anni delle contestazioni e quindi, da qui, ha iniziato ad avvicinarsi alla sinistra e, di conseguenza, alla casa socialista.
Aniello De Chiara e il legame con Solofra
Aniello aveva un grande amore per la comunità di Solofra e Maria del suo rapporto con la città, ci dice: “Per papà, Solofra è sempre stata il suo gioiello e la amava tantissimo. Avrebbe potuto andarsene per la sua professione di politico e di medico, ma non ha voluto mai lasciare la terra natia perché era molto legato. Quindi era un legame fortissimo il suo, sia con Solofra che con la comunità.
Il ricordo più profondo
Quando le è stato chiesto se c’è stato un momento che ancora la commuove o la fa sorridere, Maria sorride con dolcezza e ci dice: “I ricordi sono quelli più intimi, di un padre che trascorreva le sue giornate con te. Io ho avuto la fortuna di stare sempre con lui, ci divertivamo molto nei momenti meno impensabili.”



Il ricordo affettuoso di amici e conoscenti di Aniello De Chiara
A ricordare Lello De Chiara è Geppino Vetrano, l’amico.
I due hanno condiviso anni nel Partito Democratico Socialista, un’esperienza che ha generato un legame di profonda stima e amicizia. “Ho sempre apprezzato Lello – dice Vetrano – sia come uomo che come Presidente del Consiglio Regionale, ma anche come Sindaco di Solofra. Secondo Geppino, le priorità di Lello in quegli anni erano ben definite: la buona amministrazione, ma anche una sana e competitiva rivalità con la democrazia cristiana dell’epoca. C’è, però, un ricordo che Vetrano custodisce con particolare emozione: “Il giorno prima della sua scomparsa -confida- ho letto nei suoi occhi per la prima volta, la paura e lo spavento. Se dovesse descriverlo con due parole, Geppino non ha esitazioni: tenacia e caparbietà.
Tra i tanti che ricordano con affetto Aniello De Chiara c’è anche Giuseppe De Pasquale, Sindaco di Bonito, che ha condiviso con lui momenti significativi all’interno del Partito Socialista.
Era una persona amabilissima – racconta De Pasquale -. Ti metteva subito a tuo agio, come se ti conoscesse da sempre, aveva una grande capacità di ascolto e dialogo. Noi eravamo i suoi ragazzi, come amava chiamarci. De Pasquale ricorda con emozione gli anni del Partito Giovanile Socialista : “All’epoca eravamo davvero un bel gruppo e quindi spesso ci incontravamo presso la sede della federazione del partito socialista, in Via Mancini, perché c’era una grande disponibilità verso i giovani all’epoca. Lello era quasi sempre presente: parlava con noi, ci incoraggiava, ci trasmetteva energia e voglia di fare. È stata una stagione davvero meravigliosa.
Alla domanda su cosa resti oggi del suo esempio come uomo e come politico, De Pasquale risponde con una nota di amarezza: “Purtroppo poco e questa forse è la cosa più triste perché Lello De Chiara è stato un grande personaggio. Amava il suo territorio, amava tutta la provincia di Avellino, non era un semplice solofrano. Afferma De Pasquale – io credo che il suo ricordo e il suo esempio si sia perso nel tempo e andrebbe riscoperto, così come i suoi interventi che ti prendevano dalla prima all’ultima parola.”

Tina Capone, amica di lunga data di Lello e compagna di partito lo descrive così: “Ho conosciuto Lello quando mi sono iscritta al Partito Socialista, ma prima ancora lo avevo conosciuto come medico. Lello era una mente brillante non l’ultimo “scafesso” (una persona incapace) , e anche un uomo dal cuore grande. A mia madre ha salvato letteralmente la vita: l’ho avuta con me trent’anni in più grazie a lui, che l’ha tirata fuori dalla tomba”.
Tina, inoltre, ricorda con emozione la sua dedizione al lavoro e il suo forte lato umano: “Capitava spesso, quando stavamo insieme, che mi dicesse “fermati all’ospedale, voglio vedere come sta quel paziente a cui ho fatto l’operazione”. Alla domanda se ci fosse un ricordo che la faceva sorridere, Tina con un sorriso sul volto ci dice: “Il baccalà! Un giorno eravamo a pranzo insieme a dei commensali e ci propongono proprio il baccalà. Io gli chiesi: “Lello, tu non lo prendi il baccalà?” E lui risponde con ironia: “Io sono andato in collegio quando ero ragazzo perché mi sono sempre rifiutato di mangiare il baccalà!”. Aneddoto quello di Tina, che racconta bene lo spirito di vita di Lello De Chiara.
Tra le persone con le quali abbiamo parlato, c’è anche chi non ha conosciuto Lello in vita, ma attraverso il ricordo di chi l’ha sempre seguito e sostenuto nel Partito Socialista:
Come Adriana Guerriero che afferma di essere cresciuta “a pane e politica”, e ricorda come da bambina seduta su un divano ascoltava le riunioni del Partito. Successivamente, infatti, si è appassionata sempre di più alla politica, e ci dice con un po’ di malinconia che se fosse cresciuta proprio nel periodo del Partito Socialista insieme a Lello, sarebbe stata senza dubbio una loro orgogliosa militante. Nel corso degli anni ha conosciuto tanti socialisti e tutti le parlavano sempre di Lello, con quei valori che lo contraddistinguevano come la giustizia, la solidarietà, l’umiltà e tanta umanità.
L’evento in commemorazione di Lello cade a 40 anni dalla prima elezione nel Consiglio Regionale dove fu eletto presidente, e a 50 anni dalla prima elezione nel Consiglio Comunale a Solofra. Tutti quelli che fanno parte del Partito Socialista sentono la mancanza di Lello. Le persone per Lello erano tutte importanti allo stesso modo, poiché era un politico molto umano. Quando Lello prendeva parte ad un evento, era sempre il primo ad arrivare per aiutare tutti nell’organizzare. Durante la sua vita si è posto sempre in maniera umile, non assumendo mai una posizione di superiorità. Parallelamente alla carriera politica, ha continuato a esercitare la professione di medico con grande cura e dedizione.
Dice Adriana – “Oggi lo ricordiamo e proviamo a mantenere alto il suo ricordo cercando di perseguire un tipo di politica con quei valori in cui Lello tanto credeva” e conclude dicendo che, “se effettivamente tutte le persone con le quali si parla ricordano così Lello, tutti allo stesso modo, con affetto ed emozione, un motivo ci deve essere.”
Abbiamo chiacchierato anche con Norberto Vitale, giornalista, che ha conosciuto molto bene Lello, e ci ha raccontato qualche piccolo aneddoto. Ricorda, infatti, come Lello avesse la “r” un po’ arrotondata quando parlava, e non era un vezzo. Norberto dice – che è “una caratteristica che può conferire anche una certa aura di superiorità, ma invece con lui era nuovo motivo di riconoscimento poiché si poneva sempre con umiltà. E’ sempre stato vicino alla comunità e ai più deboli e ha difeso cause che sembravano perse, vincendole molto spesso”.
Norberto ci svela anche un dettaglio di Lello, ovvero che era un fumatore delle “Nazionali senza filtro”, sigarette dette da “Cantiere”: il fumo degli operai. Questo è un particolare che ha sempre colpito Norberto che, infatti, in un’occasione gli fece dono proprio di un pacchetto di Nazionali. Come tutti quelli che conoscevano Lello, ne hanno sempre ammirato l’umiltà e il rispetto con i quali conduceva la sua carriera politica e perseguiva i suoi scopi nel Partito Socialista.
L’evento per ricordare Lello, è stato un modo non solo per ritrovarsi insieme in memoria di una persona tanto ammirata e rispettata, ma anche e soprattutto un modo per riaffermare con forza certi valori che probabilmente si stanno ormai perdendo, in particolare nel mondo della politica. Proprio per questo, avere una figura come Lello nella memoria è importante, come una bussola che indica la strada giusta per il partito socialista.
Articolo di Ludovica De Falco e Chiara Filodemo
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