Il Santo Patrono nel giorno dell’Amore, ad Avellino, è San Modestino. Il 14 Febbraio per tutto il mondo è, infatti, il giorno di San Valentino, patrono ufficiale dell’Amore e degli Innamorati. Ma per la città di Avellino è il giorno dedicato a San Modestino, Patrono della Città, Vescovo e Martire nato ad Antiochia nel 245 d.C. e consacrato vescovo nell’anno 302.

Il culto molto sentito dal capoluogo irpino, rivive ogni anno in una festa civile e religiosa che culmina nel rito del ‘focarone’, una sorta di rituale che segna la vittoria del bene sul male.

Nonostante su San Modestino vige un alone di mistero, considerate le poche testimonianze storiche, il santo è una figura- simbolo per l’identità avellinese, che il 14 febbraio si ritrova in un momento di intensa unione e di profonda fede.

Così, da sempre, la città si prepara a festeggiare due eventi molto impegnativi e particolarmente sentiti: la festa del Santo Patrono e la festa degli Innamorati, San Modestino vs San Valentino. Entrambe le ricorrenze sono diventate un unicum celebrativo che fa esplodere la città di Avellino di profondo culto religioso da una parte e di spirito di goliardica festa dall’altra, mentre la città si ritrova sospesa tra rituali sacri, acqua santa e benedizioni e fiammanti cuori rossi, schioccanti baci ed effusioni d’amore.

A questa fusion fa da sfondo il maestoso Duomo di Avellino.

A San Modestino e a Santa Maria Assunta è dedicata la cattedrale della città, che sorge imponente nella parte storica, nella zona chiamata collina della Terra. È il Duomo della città, nonché Chiesa- Cattedrale della diocesi di Avellino. E insieme ne attraverseremo la storia.

Il Duomo.

Innalzato alla Madonna Assunta in Cielo, il Duomo di Avellino è dedicato anche ai Santi Modestino, Fiorentino e Flaviano, patroni della città e della diocesi.

Costruito a metà del XII secolo, per volere del Vescovo Roberto, il Duomo di Avellino, è a croce latina e a tre navate. La cattedrale si presentava in origine in stile romanico, e mantenne il suo aspetto originario fin verso la fine del ‘600, ma numerosi restauri e ampliamenti nel corso del XVIII secolo, le conferirono l’attuale stile barocco cui si affiancarono, nel corso dell’800, rifacimenti in stile neoclassico.

All’interno la cattedrale si presenta interamente rivestita di sontuosi marmi e pilastri, mentre ai lati delle navate si articolano ben 10 cappelle contenenti statue e dipinti. Al ‘700 risalgono i dipinti del pittore Michele Ricciardi che in esso si custodiscono. Dalle profonde navate si accede, attraverso alcuni gradini, al transetto, al cui centro sono collocati il nuovo altare, l’ambone e il fonte battesimale.

Dal transetto si accede poi a due cappelle poste lateralmente al presbiterio: nell’ Absidiola sinistra vi è la Cappella di San Modestino o anche Cappella del Tesoro di San Modestino. L’ambiente custodisce le teche che contengono le reliquie dei santi patroni a cui la diocesi avellinese è devota, e il busto argenteo raffigurante San Modestino. Questa è la cappella più importante del duomo.

Nell’ Absidiola destra vi è la Cappella della Santissima Trinità. L’ambiente trae il suo nome dalla presenza di un bassorilievo di stile rinascimentale raffigurante la Santissima Trinità, risalente alla metà del XVI secolo.

Nella zona absidale è conservato il pregiato coro ligneo cinquecentesco. Ma è al di sotto il transetto che troviamo la parte più antica della cattedrale, ovvero la Cripta della Madonna dei Sette Dolori, detta comunemente Cripta dell’Addolorata, in cui, prima del sisma dell’80, vi era anche la sede della confraternita dell’Addolorata.

La Cripta si presenta nello stile originario, quello romanico, ed è costituita da tre navate, colonne in pietra bianca e capitelli di spoglio, appartenuti a edifici paleocristiani. Il soffitto presenta volte decorate, con dipinti ad opera del Ricciardi, risalenti al ‘700. In origine era la cattedrale della civitas Abellini Longobarda, vi troviamo infatti le antiche scalinate che scendono verso l’antico sacello mortuario e gli annessi cunicoli longobardi. Il 27 settembre del 1130 nella cripta, l’antipapa  Anacleto II, incoronò solennemente Ruggiero d’Altavilla, re di Napoli, di Sicilia e di Calabria, nonché Duca di Puglia.

Per chi non avesse avuto ancora l’opportunità, invitiamo a visitare il Duomo di Avellino, e ovviamente la Cripta e a prendere info e contatti al sito https://www.diocesiavellino.it/cattedrale/

Facciamo i nostri più cari auguri a Tutti i Modestino (Fiorentino e Flaviano), ai Valentino e Valentina … e a Tutti gli Innamorati!

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