Il viaggio di Nasreen dall’Afghanistan fino a noi: un albo illustrato che insegna libertà e coraggio.

LANDeSCAPES – Questa settimana vogliamo raccontarvi una storia. Una storia che arriva dal lontano oriente, più esattamente dall’Afghanistan.

Ancora una volta racconta di donne, donne coraggiose che lottano per la libertà e per preservare la propria dignità. È la storia di Nasreen, una bambina afgana e della sua scuola segreta.

Ma è anche la storia di chi ha voluto raccontare, parlare, portando in giro il bellissimo albo illustrato di Jeanette Winter, facendosi portavoce di un messaggio importante. Dall’Afghanistan ad Avellino, un ponte che unisce, rafforza, mette in relazione, favorisce la comunicazione, l’amicizia, la collaborazione.

È l’immagine di mondi diversi che si cercano e s’incontrano. E così, Consiglia Aquino, appassionata libraia dell’Angolo delle storie di Avellino, ha incontrato gli alunni delle scuole primarie irpine per diffondere questo messaggio di libertà, dignità e cultura. «In un momento storico così particolare, i libri ancora di più dovrebbero fare da ponte. Ponti di parole per capire, per conoscere». Così Consiglia parla dei suoi interventi nelle varie scuole del territorio. La scuola segreta di Nasreen.

Una storia vera dall’Afghanistan, l’albo illustrato donato grazie all’Accademia Drosselmeier / Giannino Stoppani Cooperativa di Bologna, parla della difficile realtà delle bambine e delle donne afgane. Portato in Italia da Giannino Stoppani edizioni una decina di anni fa, la storia di Nasreen è di nuovo così tristemente attuale. Questo racconto parla dei diritti, di libertà, di futuro.

Prima che i Talebani prendessero il controllo dell’Afghanistan il 70% degli insegnanti erano donne, il 40% dei medici erano donne, il 50% degli studenti dell’Università di Kabul erano donne. Dopo la presa di potere dei Talebani, alle ragazze non fu più permesso di frequentare alcuna scuola o università. Alle donne non fu più permesso di lavorare fuori casa. Fu loro proibito di uscire di casa senza essere accompagnate da un parente maschio. Fu loro imposto il burqa, il lungo abito che copre il corpo dalla testa ai piedi, lasciando solo una piccola fessura velata per gli occhi. Non si poteva più cantare o ballare e nel cielo non volarono più gli aquiloni. L’arte e la cultura furono banditi. Fu l’inizio degli anni bui della paura e dell’isolamento. Ma furono anche gli anni del coraggio di persone comuni che si opposero ai Talebani in tutti i modi, arrivando a sostenere scuole clandestine per ragazze. Ancora oggi le ragazze che osano andare a scuola, sono vittime di minacce e aggressioni. Ma nonostante ciò, le ragazze, le loro famiglie e gli insegnanti continuano a sfidare la tirannia tenendo aperte le scuole. Il loro coraggio non ha mai vacillato. «È stato importante leggere la storia di Nasreen, farla conoscere a quanti più bambine e bambini» – spiega Consiglia Aquino. «La partenza è stata da Bologna e tra le varie tappe di arrivo ci sono state anche tante scuole di Avellino e della provincia. L’albo racconta la storia di una bambina afgana, che nel cambio di potere si ritrova senza i genitori, senza la scuola, senza alcuna possibilità di vita sociale e senza parole. Vive con la nonna, che non si rassegna all’oscurantismo in cui il paese è avvolto, una nonna che vuole offrire alla nipote la possibilità di guardare le figure, leggere, ricominciare a parlare, scoprire il mondo, attraverso la voce dell’insegnante e le pagine dei libri. Impotente dopo la scomparsa di suo figlio e della mamma di Nasreen, la nonna si ricorda che a qualche isolato da casa loro c’è una scuola segreta, solo per bambine, e decide di accompagnare lì la sua nipotina per salvarla dal silenzio nel quale si è rinchiusa. La scuola clandestina diventa così simbolo del coraggio e della volontà di chi non si arrende alla violenza, alla prevaricazione e all’ignoranza indotta. Con un pensiero e una vicinanza alle bambine afgane da lunedì 7 marzo, l’albo è stato letto e ascoltato da tante bambine e bambini.

Si è cominciato con la IC San Tommaso – F. Tedesco, per continuare con I.C Regina Margherita-Leonardo da Vinci, l’Accademia dei Giorni felici e tante altre scuole; è stata ascoltata online in altri istituti della città e della provincia, tra cui quelli di Aiello, Chiusano, Manocalzati, Serino; è entrata nella biblioteca ragazzi di Avellino e in quella di Aiello; ha oltrepassato i confini fino ad arrivare all’École primaire VICQ D’AZIR di Parigi.

In un mondo sempre più globale e digitale dimentichiamo a volte la bellezza delle parole e la capacità di saper ascoltare, non importa l’età, ma ascoltare una storia è sempre un momento magico e unico. Consiglia Aquino lo sa e continua a credere che le storie siano il mezzo più nobile per fare un passo verso l’altro, ascoltare e accogliere il pensiero dell’altro, passando sopra a vuoti profondi, alle diversità e alle solitudini. Quelle storie sono l’immagine sospesa di volontà che si uniscono, che affidano il loro futuro alla bellezza di un incontro. Lo si vede negli occhi dei bambini che, attenti e rapiti, ascoltano le storie di mondi lontani. E allora: grazie Consiglia, perché anche tu, da qui, come in quella scuola segreta, con le tue storie, ci regali la bellezza e ci insegni a leggere un po’ di più il mondo che ci circonda.

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