Imbrattano tele per difendere il pianeta! Siamo all’ennesimo atto bizzarro, che ormai nel mondo del paradosso non dovrebbe fare notizia, ma la fa!

Motivati da presunti aulici concetti e atteggiamenti che dovrebbero sensibilizzare. Ancora una volta l’atto estremo di gettare cibo su tele, cerca di attirare l’attenzione su problematiche mondiali, e lo fa cercando un escamotage per fare notizia, attirare su di sé i media e accendere i riflettori.

Nel totale disappunto personale, tre settimane fa, due attiviste del gruppo ecologista Just stop oil, hanno imbrattato il celebre dipinto I Girasoli di Van Gogh conservato alla National Gallery di Londra in segno di protesta nella campagna anti-petrolio.  Le due giovani ragazze, entrate entrambe nel museo con indosso t-shirt bianca con la scritta Just Stop Oil, lanciano il contenuto di due lattine di zuppa di pomodoro contro il quadro. Dopodiché, “incollano” le loro mani al muro, sotto l’opera imbrattata, in modo da farsi riprendere sorridenti, con le confezioni di ministra aperte nell’altra mano.

Rivolgendosi alle altre persone in sala, una delle due ha chiesto “se valga di più l’arte rispetto alla vita, al cibo e alla giustizia”. Ha poi chiesto a chi era nella sala se fosse più preoccupato di proteggere un dipinto rispetto al pianeta e alle persone che lo abitano.

«Il costo della crisi della vita è parte del costo della crisi del petrolio – ha continuato l’attivista Phoebe Plummer – milioni di persone non possono nemmeno permettersi di riscaldare una lattina di zuppa, ha detto, prendendo da terra quella che avevano appena lanciato contro il quadro».

Mi chiedo cosa possa centrare Van Gogh con tutto questo. Mi chiedo come possa centrare l’Arte nel discorso del gas e del petrolio. Mi chiedo ancora, cosa abbiano fatto mai i poveri Girasoli di Van Gogh per meritarsi la zuppa di pomodori. Così come le altre opere imbrattate.

I Girasoli della National Gallery sono una delle cinque versioni dipinte dall’artista olandese e la tela londinese ha un valore stimato di 80 milioni di euro. Per fortuna, è improbabile che i famosi Girasoli saranno danneggiati dal gesto, poiché il dipinto è protetto da un pannello di vetro.

La campagna Just Stop Oil, lanciata contro i passi indietro nella politica sull’emergenza climatica imputati al governo Tory di Liz Truss, è in corso nel Regno Unito da diverse settimane con azioni mordi e fuggi contro luoghi e trasporti pubblici da parte degli attivisti radicali.

Non è la prima volta che le attiviste e gli attivisti di Just stop oil organizzano proteste nei musei per cercare di creare consapevolezza sui temi relativi alla crisi ambientale prodotta dalle attività umane. Lo scorso luglio due di loro avevano incollato una mano ciascuno alla cornice del quadro “Il carro da fieno” di John Constable, sempre alla National Gallery, mentre altri avevano fatto lo stesso in vari musei di Scozia e Inghilterra.

Dalla torta in faccia alla statua di Re Carlo III, ai blitz contro le opere d’arte più iconiche del mondo: da Monet a Van Gogh, senza risparmiarci nemmeno gli Uffizi. Due attivisti del collettivo ambientalista Just Stop Oil, lo scorso ottobre, sono entrati al celebre museo delle cere di Londra, Madame Tussauds, e hanno imbrattato la statua di re Carlo III con due torte in faccia al grido:

“Stop alle nuove licenze e ai nuovi permessi di sfruttamento di gas e petrolio”.

Forse non era loro chiaro che il gesto ha creato problemi soltanto al personale delle pulizie che ha dovuto – peraltro – sprecare acqua, energia e prodotti per ripulire. Mi auguro vivamente che Musei e Gallerie possano aumentare i controlli agli ingressi, dove obbligare a lasciare possibilmente tutto ciò che sia cibo in scatola e confezionato!

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