LibriSanremo 2026

“In amore e in guerra”: Floria Bufano a Sanremo Writers

La Redazione

La Redazione

Autore di +Plus! Magazine

Un percorso autentico e appassionato. Floria Bufano racconta come nasce il suo interesse per la scrittura: dall’amore giovanile per la poesia, coltivato tra studi letterari e sogni di viaggio, fino a trasformarsi, con il tempo, in una riscoperta matura della parola, intesa come forma più alta e intensa di comunicazione.

Il suo cammino si intreccia progressivamente con il mondo editoriale, aprendole nuove prospettive e opportunità, fino all’esperienza a Sanremo, momento di svolta che segna una tappa decisiva. E’ proprio in questa circostanza che ha l’opportunità di presentare la sua raccolta di poesie, In amore e in guerra, un’opera che indaga con profondità i confini tra sentimento e conflitto.

A seguire, un’intervista che parla di rinascita, incontri preziosi e di una visione della poesia come espressione pura, essenziale, irriducibile bellezza.


Ci parli un po’ di lei: da dove nasce il suo interesse per la scrittura e quando ha capito che sarebbe diventata una parte importante del suo percorso?

Ho iniziato a scrivere poesia sin da ragazzina, come credo accada a molti: per gioco, per sperimentarsi, per amore, per esprimere i sentimenti celati nei diari segreti. La letteratura, sia italiana che latina, mi ha sempre affascinata ma devo dire che sono stata molto fortunata, sia alle scuole superiori che all’università. Qui ho scelto lingue e letterature straniere, presa dal forte desiderio di viaggiare, conoscere nuove culture, nuovi linguaggi e andare in giro per i musei.

Con il matrimonio, i figli e la famiglia, però, mi sono distratta dai miei interessi primari.

Nel 2018 ho ripreso le redini della scrittura: inizialmente con alcuni racconti e subito dopo con la poesia che, secondo me è il livello più alto e complesso di espressione linguistica.


E’ stata invitata durante la 76° edizione del Festival di Sanremo per partecipare al Format Sanremo Writers. Che esperienza è stata per lei vivere un contesto così prestigioso, a contatto con tanti autori e professionisti del mondo culturale? Ci racconti le sue emozioni e i momenti più significativi.

Inoltre, Annamaria Picillo l’ha accompagnata nella sua esperienza a Sanremo Writers. Come ha avuto modo di conoscerla e che ruolo ha avuto nel suo percorso?

Ho conosciuto Annamaria Picillo, direttrice di “Avellino Letteraria” durante un vernissage di un’amica comune, alla quale avevo dedicato una mia poesia. Successivamente, dopo vari contatti e telefonate, Annamaria mi ha proposto di andare con lei a Sanremo previo invio di una nuova raccolta di poesie, che stavo ultimando proprio in quei giorni.

La nuova silloge è stata selezionata da Sanremo Writers e, quando ho ricevuto la comunicazione, ero davvero emozionata. Con Annamaria si è instaurata un’intesa profonda, consolidata durante il viaggio e la permanenza a Sanremo, attraverso varie chiacchiere e momenti di autentica condivisione. L’esperienza a Sanremo è stata una meravigliosa ed emozionante scoperta che mi ha dato l’opportunità di conoscere persone di grande valenza, competenza e professionalità.

Sono nate nuove amicizie, nuovi incontri che hanno rallegrato ogni istante dei giorni sanremesi. Ho avuto il piacere di approfondire il legame con una persona così speciale e altamente professionale come Annamaria, senza tralasciare la sua capacità di comunicazione e di ascolto, che ha reso possibile una profonda e duratura amicizia.


Il suo nuovo libro, “In amore e in guerra” presentato a Sanremo Writers, quando è previsto orientativamente in uscita? Quali sono le tematiche principali che il lettore troverà tra le pagine e qual è il messaggio che invece lei, desidera trasmettere?

 

In amore e in guerra, disponibile online e nelle librerie è una raccolta di poesie che esplora i confini sottili tra sentimento e conflitto, tra la dolcezza dell’amore e la crudezza della lotta, interiore ed esteriore. Le liriche si muovono attraverso un viaggio emotivo in cui l’amore non è solo rifugio, ma anche campo di battaglia: un luogo dove la passione, la perdita, il desiderio e la rinascita si intrecciano in un continuo alternarsi di luce e ombra.

Le poesie nascono dal conflitto: tra desiderio e perdita, intimità e distanza, corpo e memoria. I versi danno voce a relazioni vissute come battaglie silenziose, ma anche battaglie capaci di rivelare inattesi gesti d’amore. L’io poetico avanza tra ferite aperte e tregue inattese, esplorando la vulnerabilità come atto di resistenza e l’amore come forma di coraggio.

In questa raccolta le poesie rappresentano un viaggio emotivo intenso e necessario, in cui ogni parola diventa scelta, ogni silenzio una resa apparente: perché, in amore come in guerra, nulla è mai davvero perduto e nulla si conquista senza esporsi. La raccolta, impreziosita da una magistrale prefazione dell’eminente poeta ultranovantenne Antonio Spagnuolo e dalla postfazione dell’esimio sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello, fa parte della Collana “Frontiere della Poesia Contemporanea”.


Spesso ogni autore ha una frase o un principio che guida il proprio percorso umano e creativo. C’è un motto o un pensiero che sente particolarmente suo e che, in qualche modo, rappresenta anche il suo modo di scrivere e di vivere?

Ce ne potrebbero essere molti… Credo di essermi sempre ispirata, nella vita come nella poesia, a un principio molto semplice: la poesia è pura bellezza, è quell’attimo di emozione inesprimibile che prende forma con le parole.


Intervista a cura di Chiara Filodemo

Resta aggiornato su Plus! Magazine