AttualitàDal territorio

Intervista a Felice D’Apolito per il progetto Partenio Adventure

La Redazione

La Redazione

Autore di +Plus! Magazine

Il progetto Partenio Adventure ha conquistato il terzo posto al Contest Nazionale Tran-Sport promosso da UISP, nell’evento finale che si è svolto il 14 Novembre alle Industrie Fluviali di Roma.

Il progetto, ideato da Felice D’Apolito e Andrea Tropeano, co-founders di Irpiniaavventura, propone una nuova modalità di vivere il Parco Partenio. A questo proposito abbiamo rivolto qualche domanda a Felice D’Apolito, per capire meglio di cosa tratta il progetto, da dove nasce l’idea e quali prospettive future offre.

Di seguito, l’intervista:

  • Da dove nasce l’idea del Progetto Partenio Adventure?

L’idea di Partenio Adventure nasce da un’attenta e approfondita analisi dei bisogni sociali e sanitari del territorio. Abbiamo esaminato dati relativi alla sedentarietà, alle malattie croniche legate a stili di vita poco attivi e al progressivo invecchiamento della popolazione. Parallelamente, abbiamo considerato i trend emergenti relativi a famiglie, giovani e persone che vivono in isolamento, così come le esigenze di inclusione e partecipazione delle persone con disabilità fisiche e mentali. Queste evidenze ci hanno guidato nella progettazione di un’iniziativa che coniuga attività all’aperto, gioco educativo e valorizzazione del territorio, offrendo esperienze accessibili, stimolanti e inclusive per tutti i target della comunità.

Inoltre, da sempre abbiamo il desiderio di valorizzare il Parco del Partenio in modo nuovo, coinvolgente e accessibile a tutti. Viviamo in un territorio straordinario, ma spesso poco conosciuto, soprattutto dalle nuove generazioni. Ci siamo chiesti come poter avvicinare le persone alla natura unendo ciò che oggi attira di più — la tecnologia e il gioco — con ciò che fa bene: il movimento e l’esplorazione. Da qui è nata l’intuizione di trasformare il parco in un’esperienza digitale capace di portare le persone, passo dopo passo, anche sul territorio reale.

  • Quali obiettivi vi siete posti quando avete iniziato a sviluppare questo progetto?

Fin dall’inizio ci siamo posti l’obiettivo di creare un’esperienza che stimolasse il benessere fisico e mentale, rendendo il Parco del Partenio più accessibile anche a chi normalmente non pratica trekking. Volevamo che il gioco diventasse un ponte capace di guidare le persone dal digitale al reale, e allo stesso tempo desideravamo valorizzare il territorio raccontandone la storia, le tradizioni e la bellezza. Abbiamo voluto rispondere ai trend sociali emersi dall’analisi dei bisogni: l’invecchiamento della popolazione, la solitudine dei singoli, le difficoltà delle famiglie a trovare esperienze condivise, e le esigenze di inclusione delle persone con disabilità fisiche e mentali. Per noi era fondamentale dare vita a un progetto inclusivo, educativo e capace di generare un impatto sociale concreto, offrendo opportunità di movimento, socializzazione e scoperta per tutti i segmenti della comunità.

  • Come è strutturata l’app e come funziona?

L’app funziona come un vero e proprio gioco da tavolo digitale, ispirato al classico “gioco dell’oca”, in cui l’utente avanza tirando dei dadi virtuali. Ogni casella rappresenta un luogo reale del Parco del Partenio e, man mano che si procede, si sbloccano immagini, curiosità naturalistiche, informazioni storiche, piccole sfide e quiz. In alcuni punti del percorso ci sono tappe speciali che permettono di ottenere premi virtuali ma anche ricompense reali, come inviti a trekking, attività all’aria aperta o esperienze offerte da esercizi locali. In questo modo l’app non si limita a mostrare il territorio: lo racconta, lo rende vivo e spinge a visitarlo.

  • In che modo Partenio Adventure promuove il movimento, lo sport e la vita all’aria aperta?

Partenio Adventure promuove l’attività fisica in modo naturale, senza imposizioni. Chi gioca si appassiona prima alle immagini e alle storie raccontate dall’app e poi, quasi senza accorgersene, sente il desiderio di vedere quei luoghi dal vivo. Le ricompense legate ad attività reali incentivano ulteriormente a muoversi e partecipare. I percorsi che stiamo progettando hanno diversi livelli di difficoltà, in modo da essere adatti ad anziani, famiglie, giovani, singoli e persone con disabilità. L’idea è che il gioco diventi una porta d’accesso semplice e piacevole verso la natura e la vita all’aria aperta.

  • Ci racconti la sua esperienza al contest Transport promosso da UISP, svolto alle industrie fluviali di Roma.

Partecipare al contest Tran-Sport è stato entusiasmante. Alle Industrie Fluviali abbiamo respirato un clima di innovazione sociale autentica: tante idee diverse, tutte accomunate dal desiderio di usare lo sport come strumento di inclusione e cambiamento. Presentare il progetto davanti alla giuria è stato emozionante ma anche un momento di grande crescita. Il terzo posto ci ha dato una spinta enorme, confermandoci che la nostra intuizione è valida e che stiamo camminando nella direzione giusta. È stata un’esperienza intensa, motivante e soprattutto ricca di incontri che ci hanno arricchito.

  • Chi fa parte del team e quali competenze diverse avete messo in gioco?

Il progetto nasce da noi, Felice D’Apolito e Andrea Tropeano, co-founders di Irpiniavventura, e dalla nostra volontà di unire competenze diverse per dare vita a un’idea che fosse davvero completa. Da una parte c’è la conoscenza del territorio, dell’escursionismo e della promozione outdoor; dall’altra c’è l’esperienza nella comunicazione, nell’educazione e nella progettazione sociale. Accanto a noi è presente anche un gruppo di professionisti con competenze specifiche, tra cui esperti di europrogettazione e finanza agevolata, che ci aiutano a rendere il progetto solido sia dal punto di vista tecnico sia da quello strategico. L’unione di queste professionalità differenti ci permette di costruire una visione completa, sostenibile e capace di guardare lontano.

  • Quali prospettive future ci sono in relazione al progetto e alla creazione dell’app?

Le prospettive sono molto positive. Il riconoscimento ottenuto con UISP ci permette di avviare la fase operativa dello sviluppo dell’app, partendo dalla creazione della prima versione testabile. Prevediamo di realizzare una versione beta che useremo per raccogliere feedback da gruppi pilota, mentre in parallelo costruiremo i primi trekking tematici collegati alle tappe del gioco. Stiamo, inoltre, lavorando per ampliare la rete di partner e sponsor locali, così da rendere il modello sostenibile e replicabile nel tempo. Il nostro obiettivo è trasformare il Parco del Partenio in un punto di riferimento nazionale per il turismo esperienziale e l’innovazione sociale, e siamo convinti che questo sia solo l’inizio.

Articolo di Chiara Filodemo e Ludovica De Falco

Resta aggiornato su Plus Magazine!