In Città

La famiglia al centro

Maria Paola Battista

Maria Paola Battista

Conoscere e capire. Amo leggere e scrivere e proporre a me stessa nuovi itinerari da percorrere.

Ascolto, relazione, comunicazione. Queste le parole chiave dell’incontro La famiglia al centro, le sane origini di una buona famiglia organizzato dall’Associazione Il Bucaneve, Insieme per Avellino e l’Irpinia, e l’APS Avellino per il Mondo, tenutosi presso il caffè solidale Hope in via Episcopio. L’incontro ha visto il giornalista Gianluca Amatucci nel ruolo di moderatore e Pasquale Luca Nacca come relatore insieme a Stefania Spina e Marianna Patricelli.

Quello di ieri sera, la famiglia al centro, è stato il primo di una serie di incontri con cui si è dato seguito a un dibattito tenuto lo scorso anno e che proseguirà nel corso del 2025 con altri appuntamenti.

Ascolto, relazione, comunicazione.

Nacca, Spina e Amatucci

Nel suo intervento Pasquale Luca Nacca sottolinea l’importanza dell’ascolto definendolo un dono che, purtroppo, oggi viene a mancare in quanto le voci tendono a prevalere le une sulle altre generando confusione e incomprensione. È necessario, invece, lavorare con attenzione sulla capacità di ascoltarsi. «Oggigiorno vi è molta difficoltà nella comunicazione soprattutto tra genitori e figli all’interno di una famiglia perché non ci si riesce più ad accorgere delle difficoltà altrui e, soprattutto, ad ascoltare le diverse generazioni. Per essere una buona famiglia è necessario andare verso un’unica direzione». Stefania Spina rappresenta l’Ufficio Pastorale per la Famiglia che dirige insieme a suo marito. Mettersi in gioco per parlare. Che cosa sono le coppie? Cosa sono le famiglie? Queste le domande che si pongono continuamente osservando il territorio dell’Irpinia. È vero, le famiglie sono in crisi ma nello stesso tempo, fortunatamente, si percepisce anche il desiderio di aiutare gli altri. Per lei la famiglia al centro, le sane origini di una famiglia significa ritrovare la bellezza di una famiglia e una famiglia è bella quando funziona oppure quando si riesce a comprendere che cosa non funziona e si cerca di migliorare. La famiglia è il luogo delle relazioni, in cui si può analizzare il vissuto e rendersi conto di quanto le situazioni siano credibili, ma è soprattutto un luogo di amore che nasce da una coppia in cui si fa dono di sé all’altro. Necessari il dialogo e una comunicazione efficace perché non deve prevalere il proprio punto di vista senza saper leggere tra le righe. Spina racconta che in Diocesi si svolge il “cammino sinodale” in cui si sviluppa una comunicazione spirituale che diventa efficace proprio perché si ascoltano gli altri senza pregiudizi e si riesce a comprendere così il loro pensiero.

Ascolto, relazione, comunicazione.

Pasquale Luca Nacca, Spina, Patricelli

L’intervento della dottoressa Marianna Patricelli, psicologa e psicoterapeuta, verte sull’approccio sistemico- relazionale ma prima di illustrare alcune nozioni che sono proprio alla base dell’istituzione della famiglia e del rapporto con i figli, anche lei ci tiene a mettere in evidenza che la famiglia è molto cambiata e ciò che manca è proprio il contatto con gli altri. Fino a un certo momento si manteneva anche un legame con la famiglia di origine che oggigiorno, invece, spesso viene lasciata da parte perché si dà più spazio al nuovo nucleo familiare. La Dottoressa evidenzia come il progresso spesso non è tale ma, soprattutto, che la nostra società si fonda sul neoliberismo esasperato, che inizialmente è stato economico, poi politico e oggi è individuale: basta acquistare e tutto si può ottenere, di conseguenza anche le relazioni si consumano rapidamente e non si vivono più. Sempre secondo quest’ottica molti genitori danno estrema libertà ai figli provocando in loro la destabilizzazione: li lasciano da soli a prendere decisioni senza che abbiano l’età giusta per farlo. Elemento fondamentale è accettare l’altro per quello che è, altrimenti quest’ultimo si sente non scelto, mentre è importante riconoscere la diversità dell’altro e accettarla. Imparare a guardare l’altro significa guardare anche se stessi.  Il consenso, la reciprocità, lo spazio emotivo, il riconoscere il senso della coppia e rivederlo nella genitorialità sono elementi fondamentali per evitare la disgregazione della famiglia.

Invitata poi dal moderatore Amatucci a prendere la parola, l’avvocato Annamaria Vittoria Vecchione, delegato provinciale per il benessere della famiglia per Fratelli d’Italia, pone un quesito: il tempo perso può far disgregare una famiglia?

L’avvocato si occupa proprio di separazioni coniugali e nella sua professione cerca sempre di far sì che esse siano indolore soprattutto se sono presenti figli minori e anche in quel caso, cioè anche quando ci si separa, l’elemento fondamentale diventa la comunicazione perché è indispensabile che i due coniugi continuino a parlare e a comunicare in maniera civile. La legislazione ha semplificato molto la separazione e il divorzio e questo ha determinato anche uno svilimento del matrimonio che, a volte, si riduce semplicemente ad un “passaggio di carte” dimenticando l’importanza dell’istituzione.

La famiglia al centro è stato un incontro di grande interesse che non solo ha messo in luce degli elementi fondamentali, analisi molto scrupolose e anche dei consigli importanti ma, soprattutto, ha riportato all’attenzione l’importanza che la famiglia deve avere soprattutto nella nostra società, in questo nostro tempo pieno di fretta, di raggiungimenti di obiettivi, di superficialità che spesso ci fanno perdere ciò che è veramente importante nella vita delle persone e cioè le relazioni umane.

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