Turismo e Cultura

La Fontana di Trevi: il gioiello di Roma

Alessandra Avagliano

Alessandra Avagliano

Dopo aver conseguito la laurea Magistrale in Archeologia all’Università Federico II di Napoli si trasferisce a Roma dove, una volta ottenuto tesserino da Guida Turistica Nazionale, inizia a lavorare nella realizzazione di tour guidati, specializzandosi nelle visite con famiglie e bambini. Dal 2018 è presidente dell’Associazione Culturale Progetto Ligeyas.

Ecco cosa sta cambiando in questi giorni,

Tutti conoscono la Fontana di Trevi ma in questi primi giorni di Febbraio questo strepitoso monumento della Capitale è balzata ancor di più agli onori della cronaca. Cosa è successo?

Dal 2 Febbraio, infatti, tutti coloro che vorranno avvicinarsi alla vasca per lanciare la celeberrima monetina ed esprimere un “desiderio”, dovranno pagare un biglietto d’ingresso di 2€. Il pagamento e ovviamente riservato a tutti coloro che NON sono cittadini residenti a Roma ma sono stati in molti a storcere il naso per questa piccola grande novità. Ma vediamo quali sono le cause per le quali è stato necessario introdurre questo biglietto a pagamento.

Ma andiamo con ordine: la storia della fontana di Trevi è ovviamente legata alla costruzione di un acquedotto, l’acquedotto Vergine. Questo fu voluto, nel 19 d.C., da Marco Vipsanio Agrippa, genero dell’imperatore Augusto che, per alimentare il suo complesso termale costruito nei pressi del Pantheon, decise di inviare i suoi architetti e ingegneri a captare l’acqua nel bacino sorgentizio di Salone, località sull’attuale via Collatina, ovvero a più di 23 km dal centro città. L’acquedotto Vergine, così chiamato per la purezza delle sue acque e anche perché, secondo la leggenda, era stata proprio una vergine ad indicare ai romani il punto esatto in cui scavare per trovare l’acqua, è rimasto in uso, ovviamente apportando man mano vari restauri, fino al medioevo ed è giunto poi fino a noi diventando il più antico acquedotto di Roma tuttora funzionante.

La prima Fontana di Trevi di cui abbiamo notizia è quella risalente al 1410. Questa Fontana fu poi restaurata nel 1453 da Leon Battista Alberti su incarico di Papa Nicolò V.

Guardando questa immagine si può capire perché la fontana ha proprio il nome di “Trevi”: al centro di questa originaria fontana erano poste tre uscite d’acqua e a guardare ancora più nel dettaglio l’uscita principale era a sua volta suddivisa da tre più piccole “vie” d’acqua. Ecco, dunque, che la parola “tre vie” nel tempo è stata trasformata nella più semplice e contratta parola “Trevi”.

Successivamente la fontana è stata spostata dalla originaria posizione e modificata.

Papa Clemente XII infatti, nel 1731 bandì un concorso pubblico, aperto a tutti gli architetti della città, per scegliere un progetto al fine realizzare la sua nuova monumentale fontana. A vincere il concorso fu l’architetto Nicola Salvi. Curiosità: quello del Salvi fu il progetto più semplice che il Papa scelse fra altri progetti che gli erano stati presentati che furono da lui ritenuti troppo complessi e per questa sua scelta, volta dunque alla “semplicità”, il popolo romano non mancò di criticare il pontefice. Oggi però immaginare nella piazza una fontana ancora più complessa di quella che possiamo ammirare ci pare davvero incredibile!

E arriviamo dunque ai giorni nostri.

Tra il 2014 ed il 2015 si è svolto nell’ambito del progetto “Fendi for Fountains” il restauro della Fontana di Trevi, finanziato dalla maison romana Fendi con oltre 2,18 milioni di euro: grazie a questo intervento il monumento è stato riportato al suo antico splendore. Si è trattato di un intervento “massiccio” che ha parzialmente obliterato la visione della fontana: si decise dunque di installare una passerella sospesa al di sopra della vasca che ha permesso a tanti curiosi e turisti di fare l’inedita esperienza di avvicinarsi alle statue dei Tritoni.

Nel 2024, invece, è stato necessario un nuovo intervento di restauro durata di circa tre mesi e che è costato 327mila euro. In questa occasione è stata fatta una pulitura approfondita della scogliera e della zona tra il bordo della vasca e le gradinate di accesso. Dopo questo secondo intervento è stato necessario introdurre una nuova modalità di fruizione del monumento prevedendo l’accesso contingentato all’area prospiciente alla vasca inferiore in modo da consentire di ammirare il capolavoro di Salvi senza il sovraffollamento che ne ha sempre caratterizzato la fruizione.

Dal 2 febbraio è stata invece introdotto un biglietto “d’ingresso” alla fontana che resta infatti, se non completamente visitabile, ancora interamente visibile seppur a “distanza”. Si tratta di un biglietto di 2€ da pagare sul posto oppure da acquistare preventivamente on-line. Molte sono state sono state, come detto inizialmente, le critiche rivolte a questa decisione ma da parte del Comune di Roma è stato considerato come intervento necessario. Pagando il biglietto, infatti, si contribuirà al pagamento dei ragazzi e delle ragazze (regolarmente inquadrati con contratto a norma di legge N.D.R.) che ai tornelli d’ingresso si occuperanno dei flussi di turisti e controlleranno che questi facciano ingresso nel catino della vasca inferiore senza portare con sé cibo e bevande o altro che possa arrecare danno alla fontana stessa. Insomma, è questo dunque un piccolo pagamento per consentire alla fontana più celebre del mondo di poter affrontare i secoli a venire.

Articolo a cura di Alessandra Avagliano

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