Politica

La violenza delegittima tutto

Andrea Maria Labruna

Andrea Maria Labruna

Autore di +Plus! Magazine

Cariche sulle forze dell’ordine e vetrine rotte, lo sciopero generale di lunedì 22 settembre in una marea i collettivi pacifici ha registrato tali spiacevoli all’interno della stazione centrale di Milano. Nonostante le buone intenzioni per cui l’Italia è scesa in piazza, alcuni momenti disordine hanno macchiato la giornata, caratterizzata da centinaia manifestazioni pacifiche, mettendo da parte il concetto secondo cui la violenza delegittima tutto lo sforzo per protestare in maniera degna dell’ideale per cui si scendeva in piazza.

Quella di lunedì 22 settembre, l’Italia si ferma per quella che passerà alla storia per una dei giorni più importanti della Repubblica Italiani, quello in cui gli italiano hanno scelto di manifestare non per i loro diritti, ma per sostenere la vicinanza ad un popolo, quello palestinese, sull’orlo di un genocidio reso ancora più ingiustificabile per il fatto che chi lo sta operando ha subito lo stesso trattamento nemmeno un secolo fa.

Riempire le piazze, camminare uniti sotto un’unica bandiera, invocare la cessazione delle ostilità da parte di uno Stato che di democratico non ha più nulla, può essere di ispirazione per le prossime generazioni affinché esse coltivino i valori della rivendicazione del diritto a scioperare, alla solidarietà con le alte popolazioni, ed un invito ad un maggiore impegno da parte della diplomazia internazionale, troppe volte risultata deficitaria all’adempimento della propria funzione, fondamentale per il mantenimento della giustizia e della pace.

I deprecabili anche se isolati episodi, rappresentano agli occhi di una maggioranza che solo ora valuta il riconoscimento dello Stato di Palestina, un pretesto per difendere le proprie posizioni in ottica nazionale ed internazionale, anche se esse ormai rappresentano visione sempre meno condivisa dalle altre nazioni. Chi si ispira ai valori della pace deve ricordare la violenza delegittima tutto, anche il più nobile degli intenti, e non dovrà mai trovare giustificazione.

Da notare che all’indomani della mobilitazione generale, anche la Premier Giorgia Meloni, vista anche l’orientamento sempre più condiviso dalle altre nazioni sembra aver cambiato argomento sulla posizione dell’Italia rispetto al riconoscimento dello Stato palestinese, e denunciando pubblicamente gli orrori commesso dall’esercito israeliano.

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