Il Dinamismo Futurista
La nascita e l’evoluzione dell’Avanguardia Futurista
Gli eventi politici, sociali, economici e culturali hanno sempre esercitato un’influenza profonda sull’arte che,
di volta in volta, muta, si evolve e si trasforma in risposta ai contesti in cui vive. I vari movimenti artistici e i
diversi eventi politici sono interpretati in modi diversi, dando luogo a un susseguirsi di trasformazioni che,
su larga scala, favoriscono lo sviluppo sociale e culturale.
Con la nascita delle Avanguardie artistiche, si assiste ad una radicale trasformazione nel modo di concepire
ed esprimere l’arte. Nasce un’arte nuova, che si distacca definitivamente dalle tradizioni classiche,
abbandonando gli schemi consolidati. Gli artisti di questo nuovo periodo infrangono le regole e
interpretano l’arte in maniera del tutto personale, senza più dover rispondere alle imposizioni dei Saloni e
delle Accademie ufficiali, che per lungo tempo avevano avuto il privilegio di determinare il successo o
l’insuccesso delle opere.
Con le Avanguardie, gli artisti cominciano a esprimere il proprio tempo, sentendosi pienamente partecipi
delle proprie idee e dei propri diritti. L’arte diventa così il mezzo privilegiato di espressione, in grado di
coinvolgere un pubblico sempre più vasto e di diffondere le proprie visioni al di fuori di ogni concetto.
L’arte nasconde, l’arte rivela, l’arte si pone come propagatrice di un nuovo tempo, di una nuova era.
Emblematico ma anche significativo è il movimento Futurista, che nasce ufficialmente con Filippo
Tommaso Marinetti, letterato italiano che nel febbraio del 1909 decide di pubblicare sul quotidiano
parigino Le Figaro il Manifesto del Futurismo, in cui vennero riportati tutti i principi e gli ideali di questo
nuovo movimento. È un movimento nuovo, che si differenzia dalle altre Avanguardie, che va oltre il
passato, che decide di divenire il portavoce della modernità vissuta.
Principali caratteristiche dei Futuristi:
I Futuristi iniziano ad andare controcorrente, a voler stravolgere il presente per proiettarsi nel futuro, la
loro idea principale era quella di distruggere tutto ciò che faceva parte del passato, a iniziare dalle
biblioteche, dai musei alle accademie, dichiarandosi i nuovi rivoluzionari dell’immaginario collettivo, capaci
di abbracciare tutto ciò che si evolveva.
Il rinnovamento totale delle arti, si avverte a seguito di importanti cambiamenti sociali, come la nuova
civiltà industriale, la piena espansione urbanistica e le nuove tecnologie. I nuovi artisti, trovano come
centro di diffusione la città di Milano, da sempre aperta ai nuovi impulsi culturali, una città in pieno
sviluppo che rispecchia appieno le loro idee.
Le tematiche affrontate diventano molteplici, non si basano solo sul distruggere il ponte con il passato,
diventano irruenti, sostengono uno stile di vita aggressivo volto al movimento e all’innovazione. Artisti
insoliti che vedono nella guerra il solo metodo di pulizia del mondo.
E proprio questa è la novità: a differenza di altri artisti, che nella guerra vedevano un forte malessere, un
disagio esistenziale, i Futuristi ne diventano veri e propri sostenitori, guerrafondai e fanatici estremi.
La principale caratteristica delle loro opere è l’utilizzo dell’iterazione, ovvero la rappresentazione su tela del
movimento, la dinamicità che si sussegue in ogni cosa. Aderiscono a questo movimento artisti come
Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Gino Severini e Luigi Russolo.
In seguito a successive mostre, esposizioni, incontri, “Serate Futuriste” e molteplici pubblicazioni, il
movimento nel 1916 si sposta a Roma, dove ha inizio il secondo Futurismo, una fase meno eclettica,
caratterizzata da un forte legame con le idee cubiste e costruttiviste.
Con il tempo, si sono poi susseguite diverse interpretazioni del Futurismo, che hanno dato vita a nuove
forme d’arte e movimenti artistici che hanno contribuito al cambiamento dell’arte contemporanea.
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