La scelta della categoria di ETS: ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE E ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO

In questa pillola di Terzo Settore affrontiamo un tema già molto marcato ma spesso di scontata convinzione e conoscenza. Un gruppo di fondatori, su cosa devono riflettere durante il momento genetico dell’associazione? Un rappresentante legale può trasformare La sua organizzazione da APS o ODV e viceversa?

Non è raro trovarsi di fronte a questa scelta. E’ molto probabile riscontrare una forte confusione in merito a queste “denominazioni”. Non va assolutamente sottovalutata la scelta di questa qualifica in quanto essa non è solo una formalità ma è la direzione, nonché il colore, che l’organizzazione vuole scegliere. Innanzitutto facciamo una differenza non solo letterale o sociologica ma anche normativa.

Gli articoli del Codice di riferimento sono:

  • Il 32 e seguenti per le Organizzazioni di Volontariato (ODV) : Le organizzazioni di volontariato sono enti del Terzo settore costituiti in forma di associazione, riconosciuta o non riconosciuta, da un numero non inferiore a sette persone fisiche o a tre organizzazioni di volontariato, per lo svolgimento prevalentemente in favore di terzi di una o piu’ attivita’ di cui all’articolo 5, avvalendosi in modo prevalente dell’attivita’ di volontariato dei propri associati o delle persone aderenti agli enti associati.
  • Il 35 e seguenti per le Associazioni di Promozione Sociale (APS): Le associazioni di promozione sociale sono enti del Terzo settore costituiti in forma di associazione, riconosciuta o non riconosciuta, da un numero non inferiore a sette persone fisiche o a tre associazioni di promozione sociale per lo svolgimento in favore dei propri associati, di loro familiari o di terzi di una o piu’ attivita’ di cui all’articolo 5, avvalendosi in modo prevalente dell’attivita’ di volontariato dei propri associati o delle persone aderenti agli enti associati.

Bene una volta individuati gli articoli di legge di riferimento andiamo sviscerare meglio di cosa si tratta. In prima battuta non ci può sfuggire la composizione minima di persone fisiche (sette) o non (tre associazioni già costituite) per fondare questi tipi di organizzazioni. In sede di atto costitutivo devono scegliere a chi indirizzare le proprie attività, indipendentemente dalle modalità (commerciali o non).

Le APS svolgono attività prevalentemente verso i propri associati (tesserati) e pertanto le azioni hanno una direzione verso l’interno. Quali attività di interesse generale devono riportare all’interno dell’atto costitutivo e dello Statuto? Le APS possono trovare riscontro ad esempio nelle lettere d),e), f), j), k), l), m), o), t), v), w), z). Se andiamo a leggere queste lettere nel codice del terzo settore possiamo capire che queste attività si rivolgono prevalentemente ai soci tesserati ed al loro ambiente più prossimo. Se si volesse fare un’attività per i non tesserati nessuno può vietarlo, anzi può essere strategico.

Per quanto concerne le Organizzazioni di Volontariato il discorso, sia in senso normativo che teorico/pratico, cambia. Le ODV nascono per svolgere attività verso terzi e proprio ambiente. Ciononostante si avvalgono comunque di propri soci e volontari (anche tesserati) ma svolgono attività con direzione verso l’esterno. Facendo un esempio. Una ODV che svolge una o più delle attività delle lettere a), b), c), w), u), n), q), p), o in particolare il servizio del 118 non può certo intervenire solo nei confronti dei propri associati. Sarebbe assurdo!

Le ODV nascono per aiutare prevalentemente l’altro, le APS promuovono il territorio attraverso le attività svolte dai soci ma anche dai propri volontari per particolari attività più complesse. 

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