Alice nel paese delle parole

Le cellule staminali e la loro applicazione in medicina rigenerativa.

Elena Opromolla

Elena Opromolla

Ex docente di Lingua e letteratura italiana i miei interessi sono molteplici e spaziano dall'attualità, alle recensioni, dalla politica agli eventi culturali. Ho conseguito diversi premi letterari e ho partecipato a festival del libro nazionali e internazionali.

La città di Benevento è dotata di due strutture ospedaliere, l’Ospedale Civile  e lOspedale Sacro Cuore di Gesù  Fatebenefratelli  polo  sanitario di eccellenza nazionale, dove ogni giorno, in day surgery, centinaia di pazienti si sottopongono all’innesto delle cellule staminali.
I trattamenti riguardano soprattutto coloro che palesano problematiche alle articolazioni delle anche e delle ginocchia. Secondo il protocollo, tali infiltrazioni possono essere praticate solo quando è possibile bypassare o rinviare l’intervento chirurgico, ben più complesso e articolato. Gli ortopedici all’avanguardia propongono le cellule staminali solo quando le cartilagini non sono ancora completamente compromesse.

Presupposti ed evidenze scientifiche delle cellule staminali

Le cellule staminali, in particolare le mesenchimali MSC sono tuttora oggetto di ricerca scientifica per il trattamento dell’artrosi del ginocchio (gonartrosi) e di altre patologie dell’apparato osteoarticolare. Tali cellule si prelevano dal tessuto adiposo o dal midollo osseo del paziente stesso ed una volta iniettate nell’area interessata sono in grado di ridurre il dolore, migliorando la funzionalità articolare. Infatti le MSC possono ridurre il dolore  fino al 70% entro 3/6 mesi dall’iniezione nell’articolazione dolente, con benefici che permangono,  a seconda dei casi, anche fino a 5 anni.  Una revisione sistematica del 2019 ha comparato le MSC con altre terapie, come il plasma ricco di piastrine PRP e l’acido ialuronico, mettendo in evidenza la riduzione della dolenza  in malati  trattati con le staminali.

Studi canadesi hanno constatato inoltre  che le iniezioni delle cellule mesenchimali sono sicure e ben tollerate da pazienti affetti da osteoartrosi del ginocchio. Infine  il Progetto Europeo ADMAIORA, coadiuvato  dall’Istituto Ortopedico Rizzoli, ha avviato la sperimentazione dell’uso integrato di MSC con biomateriali e ultrasuoni per rigenerare la cartilagine del ginocchio, con l’obiettivo di procrastinare  o evitare del tutto l’intervento chirurgico.  I biomateriali sono realizzati al fine di interagire con i sistemi biologici per fare in modo che tessuti, organi e funzioni del corpo umano possano essere riparati. E’ chiaro che essi debbano essere biocompatibili ovvero non devono creare intolleranze o rigetti. I biomateriali attuali sono di due tipologie diverse: naturali, come il collagene, gli alginati , il chitosano e sintetici, come polimeri  biodegradabili. ceramiche, metalli (titanio).  

 

Ospedale Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli di Benevento

L’ iter dell’innesto

Presso il Fatebenefratelli del capoluogo sannita è operativo  il reparto diurno di ospedalizzazione, che implica un ricovero di breve durata. Il trattamento con cellule staminali o mesenchimali richiede appunto un ricovero dalle ore 7:00 del mattino fino alle ore 17:00 circa. Gli interventi programmati sono resi possibili non solo per elevato livello di preparazione degli ortopedici ivi operanti, ma anche dalla sinergia tra le varie figure infermieristiche, che accolgono in sala operatoria  pazienti e li conducono attraverso vari step verso il sollievo dalla malattia.

Il paziente, dopo la visita specialistica e l’scrizione in una lista d’attesa, è accolto presso il  nosocomio predetto, dove viene pre ospedalizzato preventivamente, al fine di eseguire tutte le analisi e visite specialistiche che possano garantire la buona riuscita dell’innesto. Durante la preospedalizzazione, i pazienti eseguono le analisi cliniche di rito, la visita cardiologica e anestesiologica e infine  ricevono la data dell’intervento in day surgery.

Il giorno dell’innesto si apre con l’accoglienza da parte del personale infermieristico e la sistemazione in camera, dove si resta in attesa del proprio turno. Una volta in sala operatoria, abili mani preparano il paziente a ricevere una blanda anestesia, mentre lo specialista estrae dal grasso addominale sottocutaneo le cellule staminali, che immediatamente vengono concentrate e iniettate nel ginocchio o nell’anca. Si tratta, in sintesi, di pochi istanti durante i quali il medico ortopedico estrae le mesenchimali da una zona a latere dell’ombelico, mediante un piccolo taglio, le isola e le inietta dopo  pochi secondi nell’area articolare del ginocchio interessato.  I pazienti sono circondati dal personale paramedico, che si muove in squadra intorno a loro, monitorandone lo stato di salute e di coscienza dopo l’inoculo, fino alle dimissioni, che avvengono verso il tramonto, ovvero dopo alcune ore dall’intervento.

Vari tipi di cellule staminali

Le cellule staminali o mesenchimali, sono cellule madri, ovvero cellule primordiali che compongono il nostro corpo, non ancora specializzate. Sono gli archetipi della biologia umana, matrici originarie da cui deriva la complessità dell’organismo.
Presentano due caratteristiche fondamentali: si autorinnovano, generando copie identiche di sé, e si differenziano, ovvero possono trasformarsi in altri tipi di cellule con funzioni precise (cellule muscolari, ossee, cartilaginee, ecc.).
Esse sono fondamentali nella fase di sviluppo embrionale, ma sono presenti anche nell’età adulta, per riparare i tessuti danneggiati da traumi o dall’usura.

È possibile distinguere tre tipi di cellule staminali: embrionali, staminali adulte e staminali indotte.
Sono tutte pluripotenti. Le embrionali possono dare origine a tutti i tipi di cellule.
Le staminali adulte, o somatiche, sono presenti in tutti i tessuti già sviluppati.
Le staminali indotte, come quelle della pelle, sono riprogrammate in laboratorio, quindi ottenute senza l’uso di embrioni.

Esistono cellule staminali ematopoietiche, che si ricavano dal midollo osseo e dal sangue cordonale, e cellule mesenchimali, ottenute da tessuti come il grasso o il midollo.

Quando e da chi furono identificate le cellule staminali

Negli anni Sessanta, i ricercatori canadesi James Till ed Ernest McCulloch studiarono il midollo osseo dei topi e scoprirono cellule capaci di autorinnovarsi e di generare diversi tipi di cellule del sangue. I loro studi posero le basi della medicina rigenerativa moderna.

Oggi esse trovano applicazione in medicina rigenerativa, nei trapianti di midollo osseo, nei test farmacologici e nello studio dello sviluppo umano e delle malattie genetiche. Le cellule embrionali sollevano questioni etiche, poiché il loro prelievo comporta la distruzione dell’embrione. Per ovviare quindi alla questione morale la ricerca ha condotto la propria indagine verso l’applicazione in medicina delle cellule staminali autologhe ed allogeniche.  Le prime  sono estratte dalla persona che poi le riceverà e trovano applicazione in ortopedia,  le seconde sono prelevate da un donatore compatibile e sono utilizzate in ematologia.

Specialisti di rilievo internazionale nell’uso delle cellule staminali

Tra gli specialisti del settore che  sono riconosciuti a livello internazionale per l’applicazione delle cellule staminali in ortopedia annoveriamo: il Prof. Norberto Confalonieri di Milano, pioniere in Italia nell’uso delle mesenchimali; il Prof. Alberto Gobbi, ortopedico e ricercatore di fama internazionale, Presidente dell’  International Cartilage Regeneration e Preservation Society; il Prof. Philippe Hernigou, Capo del Reparto di Chirurgia Ortopedica dell’Ospedale Henri Mondor di Parigi; il Prof. Pietro Simone Randelli di Milano, Presidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia e il Prof. Riccardo Ferracini di Torino che ha condotto ricerche sull’uso delle staminali del tessuto adiposo per il trattamento delle lesioni cartilaginee.

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