Le nuove sfide della Scuola nell’Era Digitale
Il nuovo anno scolastico: tra tradizione e innovazione
Settembre per la scuola italiana chiude alle vacanze estive ed apre agli impegni che dirigenti e docenti devono affrontare per accogliere al meglio i loro studenti, brulicanti energie in attesa di conferme.
Come ogni anno, dopo la lunga pausa estiva, migliaia di discenti tra i tre e i diciannove anni si lasciano alle spalle una frazione della loro vita, per intraprendere un nuovo percorso di formazione e di esperienze comunitarie che li porterà ad acquisire livelli di competenze più articolati e stadi di consapevolezza di sé e del mondo che li circonda progressivamente strutturati.
L’infanzia e l’adolescenza restano dunque tappe evolutive ineludibili che richiedono l’attenzione e la preparazione degli adulti che si occupano di loro, soprattutto in un mondo che cambia così vorticosamente come nel Postmoderno.
Formazione integrale nell’era del cambiamento
Infanzia e adolescenza, un binomio che anche nel mondo vegetale e animale, rappresenta la base che determinerà l’individuo adulto. Genetica e ambiente costituiscono proprio per questo due variabili influenti sul processo evolutivo e formativo, per cui la scuola rappresenterebbe l’humus universale da cui attingere i nutrienti per lo sviluppo integrale di ciascuno.
L’apprendimento e l’educazione, intesi come processi di elevazione umana, devono essere garantiti a tutti: per questo l’accoglienza e l’inclusività, la sensibilità e la professionalità devono essere tratti imprescindibili del docente, mentre la scuola deve perdere la sua funzione selettiva che l’ha caratterizzata agli albori, poiché i tempi della maturazione personale non sono richiudibili in parametri temporali fissi e la bocciatura in un’età di transizione fragile come la pubertà potrebbe innescare sentimenti autodistruttivi in chi la subisce.
La comunicazione digitale e le nuove sfide educative
Nell’Era Digitale in cui gli eventi vengono percepiti in simultanea e le decisioni politiche hanno perso la caratteristica della stabilità siamo stati tutti catapultati in pochi anni in una realtà che percepiamo fluida e senza saldi punti di riferimento. Anche la comunicazione ha subito delle alterazioni soprattutto dopo la pandemia, grazie all’uso delle nuove tecnologie che hanno permesso di abbattere le barriere delle distanze fisiche e geografiche, che per migliaia di anni hanno separato le comunità umane. Con la comunicazione a distanza però la relazione tra le persone è diventata più complicata e faticosa, a discapito dell’empatia, caratteristica imprescindibile dell’essere umano.
Anche quest’anno nuove sfide attendono tutti coloro che operano nel mondo della scuola, impegnati, oltre che nella formazione, nell’educazione delle nuove generazioni, immerse e condizionate dalle nuove tecnologie. Queste ultime favoriscono la comunicazione a distanza a discapito della relazione, che indubbiamente implica un coinvolgimento emotivo ed un impegno maggiore nell’adattare se stessi agli altri.
Quindi i ragazzi, proprio a causa di questo, rischiano un nuovo tipo di isolamento, contrastato invece dal processo di scolarizzazione che inizia con la scuola dell’infanzia.
Le novità normative per l’anno scolastico
Inoltre gli alunni di ogni ordine e grado giungono già carichi di contenuti assorbiti a volte anche acriticamente dai social e da internet, quindi i docenti devono cercare di disabituarli, almeno durante l’orario scolastico, dall’uso indiscriminato dei cellulari.
Infatti per quest’anno in ottemperanza alla Circolare Ministeriale 3392/2025, al fine di salvaguardare la salute e il benessere dei discenti, sarà imposto il divieto durante lo svolgimento delle attività didattiche di utilizzare i cellulari.
Per quanto riguarda l’Esame di Stato per la Secondaria di Secondo Grado si ritornerà alla vecchia dicitura di maturità con nuove regole non ancora specificate. Anche la valutazione del comportamento sarà revisionata per gli studenti delle Superiori alla luce della Legge 150 del 2024, al fine di ribadire l’importanza di alcune parole fondamentali quali: rispetto, autorevolezza, responsabilità, serenità e partecipazione.
Intelligenza artificiale e sostenibilità: i nuovi orizzonti educativi
Per disciplinare l’uso dell’Intelligenza Artificiale, il Ministero ha stilato alcune linee guida che sono “un quadro di riferimento strutturato per l’adozione consapevole e responsabile dei sistemi di I.A.” con riferimento a principi etici, tecnici e normativi. Nuove indicazioni nazionali sono state formulate relativamente al progetto di revisione per il primo ciclo, giunto alla sua forma definitiva.
Anche riguardo alla Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si terrà in Brasile a Belém dal 10 al 21 novembre 2025 (trentesimo evento), la scuola dovrà farsi carico di guidare le nuove generazioni, poiché senza di essa e l’educazione nessun cambiamento è possibile.
Infine gli 80 anni della Repubblica Italiana (2 giugno 2026) investono l’insegnamento dell’Educazione Civica di un ruolo importantissimo per trasmettere ai ragazzi i valori fondanti della nostra Costituzione ed il sacrificio di coloro che ne furono gli artefici. (E.I.P. Italia Scuola Strumento di Pace Messaggio di saluto e augurio Presidente Nazionale E.I.P. Anna Paola Tantucci).
Per questi motivi, la scuola resta ancora il luogo privilegiato dell’incontro in presenza e dell’inclusività, dell’opportunità e della formazione, della libertà e della democrazia.
Una riflessione personale: lettera alle nuove generazioni
È con questo spirito di rinnovata responsabilità e di attenzione verso le giovani generazioni che desidero condividere con voi, ragazzi, alcune riflessioni personali nate dalla mia lunga esperienza educativa. (Lettera ai giovani inserita nella raccolta edita Volti dal futuro Multimage La casa editrice dei diritti umani.)
Cari ragazzi,
Nella mia vita ho conosciuto moltissimi alunni, anzi “alunni di tutte le età”. Ho avuto la fortuna di poter insegnare in scuole di ogni ordine e grado ed anche ai ragazzi con abilità diverse, ai quali ho dedicato anche la mia tesi di laurea. Non era questo che avrei voluto fare, bensì il medico. Nel 1978 però non ebbi l’incoraggiamento da parte di mio padre, per poter realizzare il mio sogno. Eravamo tanti in famiglia ed era necessario fare un percorso più semplice e meno lungo di quello previsto dalla facoltà di medicina. Dovetti optare per quella in Pedagogia. Studiavo e lavoravo nel contempo, poiché per me lo studio dava senso alle mie giornate. Non potevo non laurearmi. Cominciai presto dopo la licenza superiore a frequentare le aule delle scuole elementari, poi quelle delle scuole medie ed infine quelle delle superiori.
Ho avuto per tutte quelle vite che mi sono passate davanti, nel corso degli anni, una delicatezza di approccio infinita. Avere davanti a me gli occhi degli studenti, che mi guardavano, quando facevo lezione, era per me stimolo a creare. Erano quei volti di bambini prima e di giovani poi, che innescavano in me l’inventiva pedagogica. Non vi ho mai voluto porgere una lezione copia e incolla, come si suol dire oggi. Eravate voi che mi rimandavate la voglia di insegnare, pur non avendo potuto scegliere la professione del medico, ero contenta lo stesso.
Oggi io non sono più una ragazzina e tra qualche tempo lascerò questo percorso, anche se dentro ho ancora tanta energia da spendere. Infatti io non mi sento per niente meno giovane di quando lo ero a vent’anni, quindi ho assoluta certezza che lo spirito vitale che ci anima non invecchi.
Io credo che la mania dell’uomo di classificare ogni cosa sia una sovrastruttura alle cose stesse, una dimensione che non appartiene ad esse, ma che gli viene imposta dagli uomini, nel loro delirio di conoscenza e di onnipotenza. Aver diviso la vita degli esseri umani in varie fasi, come l’infanzia, l’adolescenza, l’età adulta e la vecchiaia vuol dire aver imposto uno stereotipo sulle fasi di sviluppo della persona, imprigionandola in periodi di vita, che al massimo possono inquadrare l’evoluzione fisica e psichica dell’essere umano.
Lo spirito però, quello che nessuno potrà mai delineare, delimitare, determinare è l’essenza del nostro essere. Ecco che è proprio su questa nostra dimensione interna che si gioca tutta la nostra esistenza.
Le mie esperienze di vita mi hanno, per fortuna, attraverso dure prove, fatto entrare in contatto con la mia vera identità, il mio sentire autentico. Entrare in contatto con me stessa è stato il più bel regalo che la vita stessa mi abbia fatto.
Fare un viaggio nel mio passato, andando a rivedere cose che mi hanno fatto anche male, mi ha consentito di comprendere meglio il mio presente. La vita non è un viaggio senza mete, un viaggio inconsapevole, ma un percorso che può essere letto e orientato. Diventare consapevoli di questa capacità e possibilità di orientare e decidere della propria vita è per me un augurio destinato a voi, al fine di limitare quanto più possibile di procedere alla cieca, a tentoni, come spesso avviene, quando si è piccoli o adolescenti.
Esiste una trilogia di azioni che può determinare una sorta di felicità, ovvero la soddisfazione e la pienezza di sé: sentire, pensare ed agire, nella stessa direzione.
Ascoltarsi, riflettere e mettere in pratica ciò che si è deciso: questo movimento consente di sviluppare l’energia interna che ci pervade, canalizzandola verso l’attuazione della nostra volontà. Del resto non è una mia ideazione questa, bensì una sperimentazione di un grande umanista, Silo, discepolo ideologico di Gandhi, padre della nonviolenza.
Voi cari ragazzi siete alle soglie di un’alba nuova per l’intera umanità. Siete il seme puro di un vecchio mondo, che non vuole tramontare, ma che ancora sbatte la coda, come il drago prima della resa.
La storia è stata cattiva maestra di vita, se il modello di aggressione dell’uomo nei confronti dei suoi simili è stato portato avanti nel corso dei millenni fino ad oggi, a partire dalle prime civiltà dell’Evo Antico e celebrato nella sua apoteosi nell’Impero Romano. Voi giovani dovete invertire questa rotta, interrompere il perpetuarsi di questo modello, che ha condotto l’umanità sull’orlo della sua estinzione. Il virus nella sua inconsapevolezza di veicolo di morte, paralizzando le attività economiche, sospendendo i conflitti, le azioni terroristiche ha consentito che il mondo respirasse di nuovo e riscoprisse lo splendore del cielo.
Io non conosco i vostri pensieri, ma percepisco in voi i germi di un mondo nuovo basato sull’essenza e non sull’apparenza, sulla condivisione e non sull’individualismo, sulla solidarietà e non sull’accaparramento. Sogno questo mondo, come se fossi ancora una diciottenne e sento profondamente che con voi si realizzerà.
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