Lentiscosa nel’500: il libro di Riccio su Bandello e i corsari
Un nuovo volume delle Edizioni dell’Ippogrifo recupera una novella rinascimentale ambientata nel borgo cilentano, teatro di drammatiche incursioni piratesche
Arriva in libreria Lentiscosa e il Mediterraneo – in una novella di Matteo Bandello, nuovo titolo della Collana Cilento curato dallo storico Raffaele Riccio per le Edizioni dell’Ippogrifo. Il volume riporta alla luce un episodio dimenticato della storia meridionale attraverso l’analisi della novella “L.” del grande scrittore lombardo del Cinquecento.
La storia di Petriello e i pirati di Tunisi
Al centro della narrazione bandelliana si trova la vicenda tragica di Petriello, giovane lentiscosano la cui sposa viene rapita dai corsari barbareschi durante gli anni Quaranta del XVI secolo. Il racconto, ambientato nell’antica Lentiscosa – oggi frazione di Camerota – testimonia le drammatiche conseguenze della pirateria mediterranea sulle popolazioni costiere del Mezzogiorno.
Bandello, considerato tra i maggiori novellieri rinascimentali, scelse sorprendentemente questo piccolo borgo cilentano come scenario per una delle sue storie più intense, inserendo la vicenda locale nel vasto panorama delle sue narrazioni europee.

Un’operazione culturale necessaria
L’opera di Riccio non si limita all’analisi letteraria, ma si configura come un vero atto di riconoscimento culturale. Il volume intreccia indagine filologica, ricostruzione storica e recupero della memoria collettiva, restituendo a Lentiscosa un ruolo da protagonista nelle dinamiche mediterranee dell’epoca moderna.
“La pirateria barbaresca, le incursioni ottomane, le dinamiche di frontiera che hanno modellato per secoli la vita sulle coste del Sud Italia vengono qui evocate con profondità e precisione, ma senza mai dimenticare la centralità dell’esperienza umana”, si legge nella presentazione del volume.
Contributi di prestigio
Il libro si arricchisce di interventi significativi. La prefazione è affidata al consigliere comunale Giangaetano Petrillo, che sottolinea il valore civico dell’operazione culturale come strumento di costruzione identitaria.
Antonella Cosentino contribuisce con “Mamma Li Turchi”, saggio che contestualizza i fatti lentiscosani nel clima di terrore quotidiano vissuto dalle popolazioni meridionali, collegando storia, antropologia e letteratura delle incursioni piratesche.
Chiude il volume la postfazione di don Gianni Citro, sacerdote di Lentiscosa e presidente della Fondazione Meeting del Mare C.R.E.A., che trasforma la vicenda di Petriello in emblema universale del dolore umano e della capacità di resistenza comunitaria.

Raffaele Riccio
Ieri e oggi
La pubblicazione assume particolare rilevanza nell’attuale contesto storico. Come sottolineano i curatori, in un’epoca in cui il Mediterraneo torna ad essere teatro di conflitti, migrazioni e tensioni, quest’opera ricorda che esso rappresenta soprattutto uno spazio di storie, incroci e relazioni da riscoprire e custodire.
Il volume si presenta quindi come un contributo fondamentale per la comprensione delle dinamiche storiche cilentane e mediterranee, unendo rigore scientifico e sensibilità narrativa in un’operazione che va oltre la semplice ricerca accademica per diventare proposta di rinascita culturale.
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