Leone XIV l’ alba di un nuovo pontificato
Dopo cinque lunghi e tormentati anni, dal 2020 ad oggi, durante i quali il volto della Storia è stato macchiato da eventi pandemici multipli, rincari dei prezzi, conflitti inimmaginabili ai confini europei e dall’avanzata delle Destre nel nostro continente e oltre, l’elezione del Pontefice ha rappresentato una sorta di arcobaleno sul mondo.
La sua elezione repentina ha sorpreso e incantato chi, per lui, ha affrontato un pellegrinaggio a Roma per vederlo.
Gli occhi dei telespettatori, fedeli e non, di tutti i continenti hanno seguito in gioiosa attesa il momento in cui il successore di Papa Francesco si affacciasse alla balaustra più famosa al mondo.
Giornalisti e conduttori televisivi hanno sezionato i papabili candidati al soglio pontificio, analizzandone luci e ombre. In un tam-tam di programmi, tutti incentrati sullo stesso tema, gli occhi del mondo hanno avuto modo di conoscere i retroscena e i meccanismi che sottendono all’elezione del successore di San Pietro. Tra i favoriti, il Segretario di Stato Pietro Parolin e l’Arcivescovo di Bologna Matteo M. Zuppi, anche se poi, come spesso accade, l’esito delle votazioni ha designato tutt’altro prelato.
Dopo anni di notizie nefaste e angoscianti, come l’imperversare del COVID-19 e le scene apocalittiche di città sventrate ai confini orientali della vecchia Europa, dopo l’emergere sulla scena politica di personaggi egotici che si illudono di governare il mondo in un delirio di onnipotenza, l’elezione del Papa ha suscitato, oltre a una sana curiosità, anche e soprattutto giubilo. Lo si è visto sui volti dei pellegrini radunati nel piazzale del Bernini, realizzato proprio nel 1667 con la finalità di dare realisticamente la sensazione di un abbraccio: quello della Chiesa che accoglie i devoti.
I 133 cardinali convenuti da varie parti del globo sono stati oggetto di attenzione da parte dei giornalisti, che li hanno “tallonati” e intervistati fino al 7 maggio 2025, giorno in cui finalmente la Cappella Sistina, affrescata da Michelangelo Buonarroti tra il 1508 e il 1512, li ha isolati in un ambiente altamente ispirato dall’arte sacra del Rinascimento .
La frenesia dei giorni antecedenti l’Habemus Papam recava in sé la gioia dell’attesa di un uomo che potesse favorire la pace. Vivere questa emozione positiva ha, per qualche giorno, inondato di speranza l’umanità, indipendentemente dalle fedi professate da ciascuno.
Col fiato sospeso e lo sguardo rivolto verso il fumaiolo più famoso al mondo, i fedeli hanno atteso che il fumo diventasse bianco, per esplodere poi in un’esclamazione collettiva di gioia.
Non ci si aspettava che in poche ore fosse designato colui che dovrà traghettare la Chiesa verso un profondo rinnovamento, già iniziato da Papa Bergoglio.
Evidentemente i prelati, ispirati dalla forza e dall’amore dello Spirito Santo, hanno raccolto anche le indicazioni del predecessore argentino e hanno scelto colui che, per formazione, indole, esperienza e cultura, sarà in grado di condurre la comunità cattolica attraverso i marosi che la minacciano.
Quando Papa Leone XIV è apparso con i paramenti sacri in rosso e lo sguardo illuminato da lacrime che vibravano sopra le sue ciglia, il mondo ha tirato un sospiro di sollievo: il suo volto delicato, il sorriso appena accennato e lo sguardo bonario e fermo hanno conquistato tutti.
Robert Francis Prevost, il 267° Papa della Chiesa Cattolica, è nato a Chicago, nell’Illinois, Stati Uniti. È anche il primo pontefice dell’America del Nord, nominato cardinale da Papa Francesco il 30 settembre 2023.
Un uomo d’oltreoceano, dunque: statunitense, poliglotta, missionario, agostiniano, docente, formatore, laureato in matematica e filosofia, sportivo, dolce e fermo al contempo. Un uomo che ha speso la sua esistenza nella ricerca di Dio dentro di sé.
– Se vuoi incontrare Dio, devi partire dalla conoscenza di te stesso.
Questa la dichiarazione del nuovo Papa, che riconosce nel proprio genitore il mentore del suo percorso di fede:
– Mio padre era insegnante e spesso mi parlava della fede, con parole semplici.
Ma ciò che fa di lui un Papa vicino alla gente è la sua esperienza missionaria ventennale in Perù, dove ha lasciato una traccia indelebile del suo farsi servitore degli umili. In questo Paese, oltre al suo ruolo apostolico, Papa Leone XIV si è impegnato attivamente nella promozione sociale e nella difesa dei diritti umani.
Durante la pandemia di COVID-19 si è occupato personalmente della distribuzione di ossigeno, alimenti e beni di prima necessità a migliaia di persone bisognose.
Ha denunciato pubblicamente la violazione dei diritti durante la dittatura in Perù di Alberto Fujimori, assassino riconosciuto di decine d’innocenti, tra i quali almeno 3 giornalisti, criticando inoltre la decisione di concedergli la grazia nel 2017, sottolineando così l’importanza della giustizia e della riconciliazione.
Il 9 maggio ha celebrato la sua prima messa nella Cappella Sistina, parlando in italiano e ringraziando per le benedizioni divine.
Il 10 maggio, invece, ha effettuato una visita al santuario agostiniano della Madonna del Buon Consiglio a Genazzano, a circa 60 km da Roma, e al rientro, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, ha pregato sulla tomba di Papa Francesco, che lo aveva già in cuor suo designato quale suo prosecutore nell’azione di rinnovamento.
L’11 maggio, festa della mamma, durante l’omelia ha esclamato:
– Mai più guerre!
e ha invocato la pace nei conflitti in Ucraina e a Gaza.
Il 12 maggio ha incontrato 6.000 giornalisti da tutto il mondo e ha loro annunciato che il suo primo viaggio sarà in Turchia, per commemorare il 1700° anniversario del Concilio di Nicea. Ha fatto inoltre appello per la liberazione dei giornalisti incarcerati e ha invitato i media a “disarmare” le parole, per contrastare il fanatismo e l’odio.
Il 14 maggio ha comunicato la sua presenza sui social media, aprendo un account Instagram con il nome @pontifex, e poi nove account su Twitter/X in diverse lingue, tra cui l’italiano, l’inglese, lo spagnolo e il latino, per comunicare direttamente con i fedeli.
Il 15 maggio ha incontrato il tennista italiano Jannik Sinner e ha accolto i partecipanti al Giubileo delle Chiese Orientali, rinnovando il suo appello per la pace in Medio Oriente.
I suoi primi passi da Pontefice fanno intendere, dunque, che il suo sarà un pontificato improntato alla pace, alla comunicazione diretta con i fedeli e all’attenzione alle sfide che attendono la Chiesa Cattolica Apostolica Romana.
In un’epoca in cui i muri si alzano più facilmente dei ponti, l’elezione di Papa Leone XIV sembra voler ricordare al mondo che la fede — nella pace, nella giustizia, nella fraternità — non ha confini geografici né barriere linguistiche.