Lavoro e sicurezza

L’importanza della sicurezza sul lavoro: tre operai muoiono precipitando da 20 metri

Valentina Luisa Lapelazzuli

Valentina Luisa Lapelazzuli

Account Manager di Formatiora, esperti nel settore della sicurezza sul lavoro, specializzata nella gestione e fidelizzazione dei clienti attraverso soluzioni mirate. Mi occupo della comunicazione digitale, sviluppando contenuti informativi e grafiche professionali per rafforzare la presenza aziendale online. Attraverso blog tecnici e materiali divulgativi, contribuisco alla diffusione di una cultura della sicurezza. Empatica, creativa ed orientata alla soluzione, trasformo idee innovative in progetti concreti, costruendo relazioni di fiducia con un approccio pratico e proattivo.

Via Domenico Fontana, quartiere Vomero, 25 luglio 2025 – ore 9:40

Tre operai impegnati in lavori di ristrutturazione sul tetto di un edificio nel quartiere Vomero a Napoli hanno perso la vita in modo istantaneo. La cabina‑cestello di un montacarichi si è improvvisamente ribaltata, trascinando i lavoratori nel vuoto per circa 20 metri, equivalenti ai sei piani dell’edificio, causando una caduta fatale sul selciato di una chiostrina interna come riportato anche da Rai News.

Le vittime sono state identificate come Ciro Pierro, 62 anni, residente a Calvizzano; Luigi Romano, 67 anni, di Arzano; e Vincenzo Del Grosso, 54 anni, di Napoli. Erano impegnati in opere di coibentazione condominiale.

Dinamica e prime ipotesi investigative

Al momento della tragedia il cestello si era inclinato, con conseguente ribaltamento. Secondo le prime ricostruzioni, il cestello potrebbe non aver retto il peso dei tre operai e di un rotolo di bitume trasportato insieme a loro. Sono in corso accertamenti tecnici e rilievi ad opera della Polizia Scientifica e dell’Ispettorato del Lavoro.

I magistrati della Procura di Napoli, il procuratore aggiunto Antonio Ricci e la sostituta Stella Castaldo, hanno coordinato le operazioni. Sono attualmente quattro le persone iscritte nel registro degli indagati, tra cui il titolare dell’impresa edile, quello della ditta di noleggio, l’amministratore del condominio e il coordinatore della sicurezza, sull’ipotesi di omicidio colposo plurimo, (per maggiori informazioni clicca qui).

Tra le criticità emerse: perni di ancoraggio allentati, alcuni svitabili anche manualmente; un tubo spezzato in corrispondenza di una saldatura; possibili difformità tra il macchinario effettivamente utilizzato e quello previsto nel contratto di noleggio, i dettagli su Sky TG24.

 

Dispositivi di sicurezza assenti: indizi preoccupanti

Fonti investigative indicano che gli operai non indossavano imbracature o cinture di sicurezza, e che alcuni di loro lavoravano in nero, senza iscrizione aggiornata alla Cassa Edile. La mancanza di dispositivi di protezione individuale ha reso inevitabile la caduta fatale.

sicurezza sul lavoro

Reazioni istituzionali e sociali

La tragedia ha provocato un’ondata di indignazione e dolore tra le istituzioni e la società civile. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha definito la giornata “un giorno di dolore per Napoli”, ribadendo la necessità di interventi concreti per fermare la strage silenziosa sul lavoro.

Dal mondo sindacale sono arrivate richieste urgenti: Cgil, Cisl e Uil hanno esortato a rafforzare controlli nei cantieri, istituire una procura speciale sulla sicurezza sul lavoro e riconoscere l’omicidio colposo nei luoghi di lavoro come reato specifico, affinché le famiglie delle vittime possano ottenere giustizia ed evitare che simili tragedie si ripetano.

Un dramma che non ammette più ritardi

L’incidente di Napoli si inserisce in un contesto più ampio: solo nella categoria degli edili, in provincia di Napoli, le morti sul lavoro da inizio anno superano le venti unità, mentre in tutta Italia il numero delle vittime nel settore supera già quota 200.

Quanto accaduto impone una riflessione profonda: non è più accettabile che rischi mortali siano affrontati con superficialità, né che le norme di sicurezza siano disattese in nome del risparmio. Serve un cambiamento culturale radicale, interventi normativi più severi e controlli più incisivi sui cantieri.

Microincidenti

Una tragedia evitabile che interpella tutti

La sicurezza sul lavoro viene ancora vista come mera burocrazia, ma solo rispettando la normativa vigente e rendendo consapevoli i lavoratori si possono evitare tragedie come la morte di Ciro Pierro, Luigi Romano e Vincenzo Del Grosso che non sono solo una tragedia individuale, ma una ferita collettiva. Esse esigono verità e misure concrete. Non si può più tollerare che luoghi di lavoro diventino luoghi di morte. Serve una presa di responsabilità da parte delle imprese, delle istituzioni, dei sindacati, ma anche della società: la sicurezza sul lavoro non è un optional, non è un costo da tagliare, è un diritto inalienabile, sia per chi lavora sia per chi dirige.

Solo così possiamo sperare di trasformare le storie di oggi in un monito per il futuro, restituendo dignità e protezione al lavoro e alle persone che lo compiono.

Sempre connessi sul mondo del lavoro con Plus Magazine.