Rieccoci con la mini-rubrica “sorprendenteMente” per la rivista on line “plus magazine”. Oggi ho il piacere di accontentare una richiesta fattami in forma privata qualche giorno fa sullo psicologo forense, ma è doveroso premettere che, data la vastità dell’argomento, quanto segue si limiterà solo ad un accenno chiarificatore su alcuni dubbi e domande che vengono frequentemente poste in merito a ruoli e funzioni dei professionisti in causa. Questo articolo vuole anche essere puramente informativo ed aprire una finestra sulla possibilità di ricorrere a figure professionali specializzate per coloro che sono all’oscuro di tali percorsi.

Innanzitutto, lo psicologo forense, oltre ad avere un’adeguata preparazione clinica e psicoiagnostica, DEVE avere una formazione che comprenda varie aree dell’ambito giuridico in quanto materie come diritto civile, diritto penale, criminologia ecc. sono le basi per procedere in questo iter. Tali conoscenze, infatti, sono necessarie a sostenere e completare il lavoro dello psicologo forense sia in merito alla comprensione dei casi giudiziali, sia riguardo il confronto e la collaborazione con altre figure professionali del contesto quali magistrati e avvocati. In genere, i ruoli che può ricoprire lo psicologo forense in un processo penale o civile sono: il Perito, C.T.U. o il C.T.P. il Perito si occupa di perizie su nomina del giudice in ambito penale. In ambito civile, invece, il Consulente Tecnico d’Ufficio viene nominato dal Giudice o dal Magistrato e offre il proprio contributo affinchè le sue conoscenze specifiche possano coadiuvare il lavoro del giudice chiarendo delle dinamiche utili alla formulazione del giudizio. È C.T.P.M. ossia Consulente Tecnico del Pubblico Ministero se nominato appunto dal P. M.   il Consulente Tecnico di Parte, invece, viene nominato dal legale della parte al fine di avere un parere specialistico da poter utilizzare nel procedimento. Quindi, a differenza dello psicologo, lo psicologo forense non svolge un lavoro terapeutico, ma prettamente consulenziale ed anche i tipi di colloqui hanno un fine diagnostico e sono integrati dall’utilizzo di test psicodiagnostici specifici. Va da sé che, come per lo psicologo, anche per lo psicologo forense (ed in genere dovrebbe essere così per tutte le professioni!) l’etica morale e professionale, siano la conditio sine qua non per poter operare. A tal proposito, dunque, è importante tenere bene a mente le “Linee guida deontologiche per lo psicologo forense, le “linee guida per lo psicologo giuridico in ambito civile e penale”, il “Codice deontologico degli psicologi” e la “Carta di Noto”.

“Su cosa è richiesto il parere professionale dello psicologo forense?” Bisogna innanzitutto suddividere gli ambiti. In ambito civile, si chiede l’intervento della suddetta figura in merito all’affidamento dei figli nei casi di separazione conflittuale, oppure in merito alle competenze genitoriali, oppure in merito alla valutazione di un eventuale danno biologico di natura psichica ecc. In ambito penale, invece, le sue competenze sono richieste per valutare la capacità di intendere e di volere, sulla pericolosità sociale, sulla valutazione di eventuale simulazione di patologia, oppure per l’ascolto di un minore in caso di sospetto abuso ecc.

Il compito del CTU e del Perito è quello di “acquisire informazioni sulle condizioni personologiche, sulle risorse personali, familiari, sociali e ambientali del soggetto o dei soggetti in causa nel processo” e a volte anche di elaborare una progettualità o una valutazione in itinere per i soggetti esaminati. Il CTP, invece, assiste il proprio cliente durante l’iter peritale o di consulenza affiancando il CTU nell’espletamento delle operazioni di cui appura il corretto svolgimento dal punto di vista tecnico e metodologico. Egli, inoltre, formulerà osservazioni a supporto o note critiche in merito alle conclusioni a cui è giunto l’ausiliario del Giudice. Il CTU deve essere iscritto all’albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio, presta giuramento davanti al giudice ed è super partes, mentre il CTP non il vincolo dell’iscrizione all’albo, non presta giuramento e tutela il suo assistito. È ovvio che per ricoprire tale ruolo è necessario che il professionista abbia le stesse competenze indispensabili per adempiere alle funzioni di CTU nonché formazione adeguata e, soprattutto, l’etica di cui sopra.

“Perché potrebbe servire uno psicologo forense?” Per fornire consulenza in merito a questioni che riguardano diversi argomenti e tutelare gli assistiti mettendo a loro disposizione la propria professionalità, le proprie competenze ed i propri strumenti. Qualche esempio? in soldoni,  oltre il già citato affidamento dei minori, può intervenire in merito alla limitazione della potestà, l’adozione, l’affidamento etero-familiare, l’interruzione di gravidanza (per le minorenni), cambiamenti di genere, accertamento di incapacità per l’annullamento di matrimoni, donazioni, testamenti , valutazione di un danno in merito a stalking, mobbing, violenza, maltrattamento (anche di minori) aggressione anche da parte di un animale, vessazioni, danno estetico, morale, simulazione, stato di salute mentale, capacità di stare in giudizio, infortunio, pubblicità ingannevole e tanto altro.

Ciò detto, non mi stancherò mai di ribadire che, in qualsiasi ambito, è fondamentale rivolgersi a dei professionisti specializzati e tutelarsi usufruendo delle loro competenze.

Sperando di aver soddisfatto le richieste ricevute, vi invito a continuare a richiedere chiarimenti o altre specifiche su argomenti che vi interessano e mi confermo disponibile in tal senso. 

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