Le parole del nuovo Ministro della P. A. Paolo Zangrillo indicano lo smart working come argine all’emigrazione

Politica e dintorni – Il neoministro della Pubblica amministrazione apre ad uno scenario che potrebbe rivelarsi come una sorta di nuova frontiera per il lavoro agile, la rivoluzione fornita dallo smart working investirebbe un settore fondamentale dello Stato italiano, portando ad un rinnovamento totale all’interno dei servizi pubblici.

La pandemia in corso ha visto decuplicare il numero dei dipendenti, gran parte dei quali impiegati nel settore privato che per i motivi più svariati quali le misure di contenimento dei contagi ed il progressivo processo di digitalizzazione dei servizi al consumatore svolgono il loro lavoro comodamente da casa, in virtù dei risultati soddisfacenti di questo esperimento si pensa di estendere questa esperienza al settore pubblico.

“Bisogna passere dalla logica dei controlli a quella della verifica dei risultati”, risponde il Ministro ai giornalisti presenti all’incontro nel quale sono state spiegate le linee guida della nuova proposta di legge che trova d’accordo gran parte dei cittadini italiani, in particolar modo quelli del sud che vedrebbero nello smart working un argine all’emigrazione non vedendosi più costretti a trasferirsi nelle regioni settentrionali.

L’idea prima di essere messa in pratica dovrà passare per una fase di sperimentazione affinché il passaggio alla nuova modalità di lavoro eviti inconvenienti e difficoltà per le fasce più spaventate da questo spartiacque, ovvero quella degli anziani e quella delle persone che per una ragione o l’altra non hanno la possibilità di avere un accesso costante ed immediato ai servizi digitali.

Per far si che tutto ciò avvenga nel modo più soddisfacente occorre colmare le lacune infrastrutturali presenti sul territorio nazionale e contemporaneamente avvicinare alla conoscenza del digitale la fetta di cittadini che causa età o scarsa propensione al giorno d’oggi avrebbe difficoltà ad utilizzare i i portali della P. A. che ha già cominciato questo percorso attraverso strumenti digitali quali S.P.I.D. C. I. E. e C.N.S.

La riuscita o meno di questa rivoluzione passerà per le mani della classe dirigente e non possiamo che augurarci la piena realizzazione di questo obbiettivo.

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