LUCIANO PETRUZZIELLO, IL MEDICO CHE ACCOMPAGNA LA NASCITA: quando la ginecologia incontra l’umanità
Dalla formazione maturata tra Roma e diverse realtà ospedaliere fino all’esperienza odierna presso il Fatebenefratelli di Benevento: il percorso di un giovane specialista che ha scelto di mettere al centro della cura la donna, la sua storia e le sue emozioni. Tra nuove tecnologie, maternità sempre più tardive e percorsi complessi di fertilità, la sfida della ginecologia moderna è unire innovazione e ascolto.

Di Diletta Campanile
“La medicina non è solo diagnosi e terapia: è presenza, ascolto e capacità di accompagnare una persona nel momento più importante della sua vita.”
A volte una professione diventa una missione. È ciò che accade quando la competenza scientifica incontra la sensibilità umana e quando il medico non è soltanto colui che cura, ma colui che cammina accanto al paziente.
Il dottor Luciano Petruzziello, specialista in ginecologia e ostetricia, classe 1984, rappresenta una nuova generazione di medici: preparati, aggiornati, profondamente legati alla ricerca e alle nuove tecnologie, ma consapevoli che nessun progresso può sostituire il valore del rapporto umano.
Oggi opera presso l’ospedale Fatebenefratelli di Benevento, dopo anni di esperienza maturata in importanti realtà sanitarie, anche a Roma, costruendo un percorso professionale fondato su un principio essenziale: ogni paziente è prima di tutto una persona con una storia da ascoltare.
La gravidanza, il parto, la ricerca di una maternità: momenti che racchiudono speranze profonde e, talvolta, paure difficili da affrontare. È proprio in quei passaggi che emerge il ruolo del medico: non solo curare, ma rassicurare, sostenere e accompagnare.
“Entrare in sala parto significa entrare nella storia di una famiglia”
- Dottor Petruzziello, cosa rappresenta per lei il momento della nascita?
“l momento della nascita non è solo il semplice passaggio dalla vita intrauterina a quella extrauterina è bensì l’inizio di una nuova avventura per una donna che diventa madre. Io come medico ho il dovere di accompagnare, sorvegliare ed intervenire, qualora sia necessario, affinché questo momento sia il più fisiologico, o laddove sia necessaria la medicalizzazione, il meno traumatico possibile. Bisogna lavorare con scienza e coscienza per portare a casa dei buoni risultati e per me la cosa più importante è tornare a casa con la consapevolezza di aver svolto un buon lavoro nel mio ruolo di medico, il cui fine è in questo caso la buona salute della donna e del suo bambino”.
- Molte donne ricordano il suo sorriso come un elemento di forza nei momenti più intensi. “Quanto conta l’aspetto emotivo nell’assistenza ostetrica?
L’aspetto emotivo nell’assistenza ostetrica conta moltissimo. Una donna in travaglio è un soggetto fragile che ha bisogno di guida e supporto per affrontare un momento così delicato. Non a caso la parola travaglio deriva dal latino tripalium, uno strumento di tortura usato nel medioevo costituito da tre pali, e sta proprio ad indicare la grande sofferenza che una donna deve affrontare per dare alla luce il suo bambino. Anche una semplice carezza o un incoraggiamento è per loro motivo di forza e coraggio”.
Una ginecologia moderna tra innovazione e personalizzazione delle cure
La medicina ginecologica negli ultimi anni ha compiuto passi enormi. Nuove tecnologie diagnostiche, percorsi terapeutici sempre più personalizzati e una maggiore attenzione alla prevenzione hanno cambiato il modo di affrontare molte problematiche.
- Quanto è importante oggi il progresso tecnologico nella sua professione?
“ Il progresso tecnologico in ginecologia e nella medicina in generale è importantissimo perché ci consente di avere diagnosi più precoci e precise e di seguito di intervenire con trattamenti meno invasivi e terapie altamente personalizzate. Vogliamo ad esempio parlare della chirurgia robotica che ci permette di intervenire con estrema precisione, riducendo eventuali complicanze e tempi di degenza, o della telemedicina che ci permette di monitorare i parametri vitali a distanza, facilitando l’assistenza continua. Questi sono solo alcuni dei progressi che si stanno facendo in medicina ma che, ahimè, sono ancora lontani dalla nostra realtà campana”.

Maternità dopo i 35 anni: nuove sfide per la ginecologia.
Negli ultimi anni è cambiato profondamente anche il modo di vivere la maternità. Sempre più donne scelgono di diventare madri in un’età più avanzata, per motivazioni personali, professionali o sociali.
- Quali sono le principali attenzioni che richiede una gravidanza oggi rispetto al passato?
“In linea generale una gravidanza non richiede attenzioni diverse rispetto al passato. La gravidanza non è cambiata, quello che è cambiato è la donna, per fortuna più emancipata ed essa stessa una professionista. È aumentata, appunto, l’età in cui si cerca una prima gravidanza con conseguenti difficoltà nel concepimento, perché sappiamo bene che l’età influenza la funzionalità e la qualità ovarica e spermatica, per cui molte più coppie rispetto al passato si ritrovano a dover affrontare il difficile percorso della procreazione medicalmente assistita. Vogliamo inoltre parlare delle patologie, come preeclampsia, diabete gestazionale, ipertensione o le anomalie cromosomiche che si possono sviluppare dopo i 35 anni di età e che richiedono quindi una medicalizzazione della gravidanza e del parto. È subentrata inoltre la medicina difensiva che costringe noi medici e professionisti sanitari, spesso, a medicalizzare e trattare come potenzialmente patologica anche una gravidanza assolutamente fisiologica. Lo stesso discorso vale per l’avanzata tecnologia, se da un lato internet e l’intelligenza artificiale sono stati un progresso, dall’altro, per noi professionisti, sono un danno, perché sempre più pazienti si affidano al parere di uno smartphone piuttosto che a quello di un medico con anni di studi alle spalle”.
Il delicato percorso della fertilità: accogliere la fragilità e costruire speranza
Tra le aree più complesse della ginecologia vi è sicuramente quella legata alla sterilità e ai percorsi di ricerca della gravidanza.
“Dietro ogni difficoltà nel concepimento non c’è solo un problema medico, ma spesso un dolore emotivo che merita rispetto e comprensione.”
- Cosa sente di dire alle coppie che affrontano questo percorso?
“Non mollate, siate forti e supportatevi l’un l’altro. La PMA è un percorso spesso lungo e difficile che solo se affrontato con serenità porta al raggiungimento di un grande obiettivo che è la gravidanza e la nascita di un figlio. Siate positivi, puntate all’obiettivo e affrontate tutto anche con la consapevolezza che potrebbe andar male al primo o al secondo tentativo “.
Il medico e l’uomo: la sensibilità nasce anche dalla vita vissuta.
Oltre al professionista c’è l’uomo, il papà, colui che conosce il valore della famiglia anche attraverso la propria esperienza personale.
Una nuova generazione di medici: competenza, tecnologia e cuore. Il percorso del dottor Luciano Petruziello racconta una ginecologia che guarda al futuro senza dimenticare il suo elemento più prezioso: la relazione umana.
“Prima ancora di accompagnare una nascita, il medico accompagna una donna nel suo viaggio verso la maternità.”
Ed è forse proprio questa la sua caratteristica più riconosciuta: la capacità di unire preparazione scientifica e vicinanza umana, trasformando un momento clinico in un’esperienza di fiducia. Perché dietro ogni nascita c’è una storia. E dietro ogni storia c’è una donna che merita di sentirsi ascoltata, protetta e accompagnata.