Lynch e Twin Peaks 3 : l’inscrutabilità dell’essere
Un omaggio al regista, scrittore e maestro David Linch , scomparso meno di un anno fa. Nessuno meglio di lui riesce a toccare i tasti dell’inquietudine e dell’incertezza dell’essere. Ripercorriamo la terza stagione di Twin Peaks.
Caos tra dispersione cognitiva ed emotiva
Nella serie Twin Peaks, che si caratterizza da un gioco di contrasti continui, non esiste nesso logico e l’effetto shock si percepisce in molte scene. Spesso si tenta di cercare un equilibrio per raggiungere una situazione di sollievo e di armonia finale, ma il turbamento domina su tutto, sconvolgendo ogni aspettativa.
A volte alcune situazioni complesse tendono, infatti, ad attenuarsi lentamente offrendo un momentaneo effetto placebo, che illude di aver ritrovato uno stato di equilibrio. Un esempio è rappresentato dal personaggio di Dougie Jones, il doppio protagonista dell’agente Cooper, che compare in una delle scene che orientano lo spettatore verso uno stato di armonia quando, tornato a casa , Dougie si ricongiunge con la famiglia.
La dualità e ambivalenza dei personaggi
La dimensione ironica e comica dei personaggi lynchiani, a volte quasi ridicola, è sempre presente.
Ne è un esempio il personaggio di Lucy, addetta alla reception della polizia locale di Twin Peaks, che ogni volta che passa una telefonata all’ufficio dello sceriffo gli ricorda, ingenuamente, il colore della linea telefonica giusta per individuare l’apparecchio a cui deve rispondere. Un altro esempio è rappresentato dal personaggio di Cooper e/o Dougie Jones, che lascia trasparire un’ossessione, quasi maniacale, per alcuni cibi come le torte, le ciambelle e, in modo particolare, il caffè. Nella serie di Lynch è spesso presente una bizzarra macchinetta gigante, parlante e fumante che rappresenta, simbolicamente, una sorta di oracolo guida per le indagini di Cooper. In Twin Peaks quasi sempre, da una situazione di routine e di calma apparente, si passa alla dimensione della confusione e dell’ignoto. Lynch compie questo percorso con una sequenza intensa di immagini inquietanti e scomposte di non senso, come il caos generato dall’elettricità, elemento che produce malvagità e figure altrettanto malvagie.
La manifestazione del male
Quello di Lynch è forse soltanto un modo “altro”, spinto e contorto, di leggere e interpretare la realtà, in particolare la dualità mai risolta tra il bene e il male. Una scena chiave è quella in cui viene mostrata la propagazione del male, generata da una esplosione nucleare in uno scenario apocalittico che segna la nascita di Bob, personaggio maligno e diabolico che si impossessa delle identità dei personaggi. Vi è poi loggia nera, un limbo surreale popolato da anime disperse e figure inquietanti come il Gigante o l’Uomo con un braccio solo. Tutto questo si svolge sempre in una dinamica confusa, fatta di interazioni e sequenze di immagini distorte e indecifrabili.
Un’analisi delle identità dei personaggi di Twin Peaks
Identità multiple e sdoppiate sono inserite in contesti spazio-temporali confusionari, in un ibrido continuo tra sogno e realtà. Strettamente connessa è la dimensione onirica, legata alle cornici percettive dell’agente Cooper. Nell’epilogo, tutti i personaggi chiave si ritrovano con il detective, in un momento che illude di chiarire il mistero: un attimo di apparente risoluzione, prima che il caos torni a dominare. Cooper o uno dei suoi doppi, afferma: “Noi viviamo all’interno di un sogno”.
La dimensione onirica della realtà
Un momento rilevante della serie è rappresentato dal ritorno alla lucidità dell’agente Cooper che, liberatosi dei suoi doppi, Dougie Jones o killer omicida, riacquista finalmente il suo spirito investigativo, pragmatico e determinato. Da questo momento decide di risolvere tutti i misteri del caso e lo fa partendo da dove tutto era iniziato: l’omicidio di Laura Palmer, la vera protagonista dell’intera serie. La missione ultima di Cooper sembra essere quella di provare a salvare Laura, ma il suo agire ruota all’interno di una dimensione parallela inverosimile, che lo fa sbalzare avanti e indietro nel tempo tra eventi accaduti e non, tra realtà e fantasia, ricordi viziati, costruiti, manipolati. Ed è così che la possibilità di fare chiarezza viene meno ancora una volta, forse definitivamente. Questo accade perché, anche nelle scene più ottimistiche, il male è sempre dietro l’angolo, così come lo sono i nuovi sdoppiamenti di personalità, la complessità, l’elettricità e anche la consapevolezza che certi casi non verranno mai risolti. Così si continua a percepire ancora l’ignoto, l’incertezza dell’essere e un caos elettrico che pervade l’atmosfera.
Universo lynchiano, tra indeterminatezza e inquietudine
La scena finale di Twin Peaks vede l’agente Cooper, o un suo dei doppi, in compagnia di una donna che, all’apparenza, sembra essere Laura Palmer ormai invecchiata. L’agente si interroga sull’anno in cui si trovano, quasi come se fossero rimasti intrappolati temporalmente in un sequel di ritorno al futuro e la scena si conclude con un grido di terrore di Laura che riporta, d’improvviso, al caos e all’inquietudine, tipici dell’universo lynchiano.
Quell‘universo lynchiano che, ancora una volta, riesce a scuotere con uno stile narrativo e descrittivo appassionante e sconvolgente, perché rafforza e legittima stati d’animo contrastanti in un misto di contraddizione, ambiguità e ambivalenza. Se è vera una cosa è vero anche il suo contrario: bene e male, vita e morte, passato e futuro, terreno e ultraterreno. Sembra di essere in una configurazione che travalica l’opposizione tra caratteri razionali e dimensioni irrazionali. Lynch supera il confine, trascende la classica dicotomia tra razionalità e irrazionalità; la sua grandezza si evince proprio nella sua natura indecifrabile, un’indeterminatezza che, probabilmente, costituisce l’unica chiave di lettura possibile. Come preannunciato dal detective Cooper: “Spero che ci incontreremo di nuovo…. con tutti voi”.
Per maggiori approfondimenti sul libro Twin Peaks di Mark Frost consulta il link https://www.plus-magazine.it/david-lynch-ritorno-a-twin-peaks/
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