CONOSCIAMO LA SCRITTRICE ITALIANA CHE VIVE IN USA

Romana di nascita, dopo aver studiato lingue straniere e giornalismo in Italia, si è trasferita negli USA dove vive da oltre 27 anni ed ha ultimato i suoi studi giornalistici presso l’American College of Journalism e conseguito le lauree Bachelor, Master e Dottorato di Ricerca in Salute Olistica presso Global College of Natural Medicine, specializzandosi in Omeopatia Classica, Ayurveda e Medicina Tradizionale Cinese. Un’appassionata blogger, dal 1995 ad oggi ha collaborato con varie riviste, giornali e periodici in qualità di giornalista freelance. Scrittrice eclettica, olistica e multidisciplinare è anche autrice di numerose pubblicazioni, tra cui due romanzi. I suoi libri sono disponibili su tutti i canali di distribuzione Amazon, librerie incluse. Da circa 40 anni svolge anche attività di Coaching.

La scorsa settimana con molto piacere ho pubblicato un articolo che in qualche modo anticipasse l’intervista che ci ha cortesemente concesso.

Conosciamo la Donna e l’Artista Maria Teresa De Donato che ringraziamo!

D.: Maria Teresa, iniziamo dal suo trasferimento dall’Italia in America avvenuto 27 anni fa. Perché e con quali prospettive?

R.: Mi si è presentata l’opportunità di venire negli USA per motivi di lavoro. Dopo averci pensato bene ho ritenuto valesse la pena tentare. Sin da quando ero bambina sognavo, infatti, di visitare l’America. Ero affascinata soprattutto dal Far West. Probabilmente, senza che me ne rendessi conto, i miei sogni ad occhi aperti mentre guardavo i film e le lotte tra nativi americani e cowboys sono stati dei veri e propri “esercizi di visualizzazione” che hanno contribuito a far manifestare quella realtà anche se molti anni dopo. La realtà materiale, secondo una certa scuola di pensiero, la creiamo infatti noi stessi.

Dopo due anni che vivevo qui negli USA ho deciso di restarvi definitivamente.

D.: Riunite nel Suo curriculum vitae scopriamo la Sua formazione in Scienza Olistica, Omeopatia Classica, Ayurveda e Medicina Tradizionale Cinese. Vuole dirci quando si è approcciata a questo mondo scientifico, come e perché? 

R.: Alle terapie olistiche mi sono avvicinata da giovanissima per motivi di salute. Mi era stata fatta una diagnosi errata di una malattia mai avuta. I sintomi – io lo avevo già intuito – erano frutto di un processo di somatizzazione causato da problemi familiari. I farmaci che mi erano stati prescritti mi stavano rovinando la vita ed io capii che avevo imboccato una strada a senso unico e senza via d’uscita. Dopo due anni di terapia farmacologica decisi di cercare un percorso alternativo. Mi rivolsi, quindi, all’Omeopatia con cui una delle mie zie si curava già da oltre 20 anni. Mi si aprì un mondo! Dopo un mese di trattamento omeopatico interruppi quello farmacologico e da allora non ho avuto più problemi. Ripresi a vivere nel senso più profondo del termine.  La mia vita, nei due anni di trattamento farmacologico, mi era stata completamente distrutta.

Successivamente lavorai per molti anni al Ministero della Salute. Più tardi frequentai un corso manageriale-amministrativo in ambito medico che spianò la strada fino a farmi comprendere che la Vita mi stava indicando un percorso specifico da seguire. Approdai poco dopo al Global College of Natural Medicine. Dal primo giorno di studi fino al conseguimento del Dottorato di Ricerca fu una stupenda avventura in tutti i sensi.

D.: Quali insegnamenti trae da questi suoi studi e quali riesce a infondere attraverso la sua opera?

R.: Benché il percorso accademico mi abbia portato a conseguire varie specializzazioni, ciò che mi affascina maggiormente è il concetto di allineamento che mente, corpo e spirito devono avere affinché lo stato ottimale di salute sia mantenuto o, nel caso fosse stato compromesso, la guarigione possa avvenire. In questo quadro vari sono gli elementi in gioco tra cui un’alimentazione ed uno stile di vita sani ed equilibrati. Tuttavia, l’aspetto che più mi intriga è la componente “spirituale”, immateriale, ossia il sapere che pensieri, sentimenti e percezioni, in quanto energie, contribuiscono alla nostra salute e alla nostra guarigione o, al contrario, possono comprometterle e persino prevenirle.

Questi concetti, che a prima vista potrebbero sembrare quasi “esoterici”, hanno una base assolutamente scientifica.  Lo stesso Albert Einstein infatti, attraverso la sua formula  E = mc2   ha dimostrato che Energia e Materia si equivalgono. Tutto è Energia e tutto ciò che all’occhio umano appare come “fisico”, materiale, altro non è che Energia che vibra ad una frequenza inferiore.  Negli ultimi decenni, scienze quali le Neuroscienze, la Fisica Quantistica e la Biologia Molecolare hanno dimostrato che l’Universo materiale, ossia tutto ciò che di fisico vediamo intorno a noi, o che quantomeno percepiamo come tale, altro non è che un’Illusione Ottica.

Come Naturopata ed Omeopata avente, per quanto mi riguarda personalmente, una visione non solo olistica (mente-corpo-spirito) ma anche multidisciplinare, sono particolarmente interessata a far comprendere questi concetti al mio pubblico: mangiare sano ed avere uno stile di vita equilibrato è fondamentale, ma altrettanto cruciale è il nostro sistema di credenze, i sentimenti che proviamo verso noi stessi e verso gli altri, la nostra percezione della realtà che ci circonda. Percezioni, sentimenti e pensieri sono, per i motivi appena descritti, forme di energia. Hanno tutti un fortissimo impatto sulla nostra salute fisica, psichica e mentale.

È vero che siamo quello che mangiamo (ed anche quello che metabolizziamo), ma è altrettanto vero che siamo anche il risultato di ciò che pensiamo, di ciò che proviamo a livello di sentimenti e percezioni nei confronti di tutto e tutti. (Nota: A chi ne avesse l’opportunità, consiglio vivamente la lettura del libro Molecules of Emotions – Molecole dell’Emozione – disponibile purtroppo solo in inglese, scritto dalla Neuroscienziata Dr.ssa Candace B. Pert, Ricercatrice americana)

A prescindere, dunque, dalla tipologia di pubblicazioni che produco, cerco sempre di informare, di motivare, di promuovere l’analisi introspettiva ed una maggiore presa di coscienza nel lettore sulle tematiche che presento.

Lo scopo principale della mia attività non è quello di “vendere prodotti o servizi” – qualunque essi siano – alle persone, ma di aiutarle a conseguiere le mete che si sono prefisse ed a prendere, comunque, consapevolezza del proprio immenso potenziale per poterlo raggiungere.

Aiutare la gente a cambiare in meglio la propria vita: questo è il fine ultimo di tutte le mie attività e pubblicazioni. 

Quando la gente mi scrive ringraziandomi perché tramite i miei insegnamenti e suggerimenti, dopo averli messi in pratica, ne ha avuto un grande beneficio riuscendo a migliorare la propria vita ed uscendo spesso da situazioni difficili in cui era rimasta impatanata per anni… ecco, io ne sono felicissima.

Ciò rappresenta un grande successo anche per me.  Ho fatto, nel mio piccolo, qualcosa di utile per l’Umanità. Ho contribuito in qualche modo a migliorare questo Mondo.

D.: A coloro che intendono approcciarsi per la prima volta a questa dimensione di medicina alternativa, magari anche con un po’ di diffidenza, cosa consiglia o suggerisce?

R.: La medicina alternativa in generale non è per tutti in quanto, di fatto, consiste nell’abbracciare una vera e propria filosofia di vita, di partecipare attivamente alla propria salute e guarigione, di prendere il controllo della propria vita in mano e capire che si è responsabili delle proprie scelte e che qualsiasi scelta faremo nella vita – che si tratti di un’alimentazione sbagliata, di uno stile di vita non sano, di eccessi in un senso o nell’altro, ogni nostra azione avrà delle conseguenze.

Le persone che per ogni minimo problema ricorrono a farmaci per sopprimere i sintomi invece che chiedersi perché essi siano presenti, cosa li causi e cercare di identificare e rimuovere completamente non i sintomi ma la vera causa, raramente si rivolgeranno alle terapie olistiche perché cercano una soluzione, anzi, un paliativo immediato che li faccia sentire meglio. La vera guarigione non consiste affatto nella semplice rimozione dei sintomi, ma piuttosto nell’eliminazione completa della loro causa. Chi si rivolge alle medicine alternative/naturali desidera capire e partecipare attivamente al mantenimento o al ripristino della propria salute ottimale.

Coloro che non avessero mai optato per una terapia alternativa probabilmente lo hanno fatto per mancanza di interesse e convinzione. Le medicine olistiche/naturali possono essere utilizzate in alternativa alle terapie convenzionali o come complementari, integrandole ad esse.  Se si dovessero già seguire dei trattamenti convenzionali che richiedono l’utilizzo di farmaci, nel caso si utilizzassero anche erbe, è bene essere seguiti da un/una Naturopata certificato/a che possa verificare che non ci siano interazioni pericolose tra i due.

Bisogna comunque sentirsi a proprio agio con la terapia che si decide di seguire: se uno ha dubbi al riguardo, il mio consiglio è di sentire un secondo parere, soprattutto in caso di suggerimento di interventi chirurgici e terapie aggressive e debilitanti. Se uno preferische comunque avvalersi sempre e solo della medicina convenzionale moderna occidentale probabilmente non crede nell’efficacia di quella olistica e, quindi, secondo me, rischierebbe di non ricavarne comunque alcun beneficio.

D.: Donna, Naturopata, Artista, Coach: come fa a conciliare affetti, doveri e passioni?

R.: Ho una vita molto intensa, non lo nascondo. Cerco di far collimare al meglio tutte le mie attività, i miei interessi, i miei doveri e le mie passioni. Non è facile, ma organizzo tutto in anticipo. Lavoro molte ore al giorno. Cerco di avere una vita equilibrata e concedermi anche i miei spazi per andare a camminare, praticare Tai Chi e Meditazione Trascendentale. Quando posso vado a nuotare o a farmi delle belle passeggiate in montagna. Il tutto è di grande aiuto.

D.: Da sempre i suoi lavori editoriali intendono restituire un segnale di cambiamento. Quale? Come intende la sua mission?

R.: In parte ho già risposto a questa domanda spiegando che la mia mission di fatto consiste nel motivare ed ispirare gli altri favorendo l’analisi introspettiva, una maggiore presa di coscienza e l’azione.  Promuovere l’Arte e la Cultura sono anche aspetti che mi stanno a cuore. Credo che attraverso le mie pubblicazioni, le mie collaborazioni con testate giornalistiche e blog e tutte le attività in cui mi cimento io stia contribuendo, in un modo o nell’altro alla creazione di un Mondo migliore. Questo è almeno il mio intento.

D.: Dai suoi lavori traspare l’anima dell’artista che si dona al suo pubblico. Conferma questa visione e interpretazione dei suoi lavori?

R.: Assolutamente sì.

D.: Rispetto ai suoi esordi, quanto è cambiata e in cosa?

R.: Fondamentalmente sono sempre stata me stessa. Cambiamenti, naturalmente, ce sono stati negli anni ed hanno riguardato la mia evoluzione personale dovuta sia alla conoscenza ottenuta tramite l’esperienza di vita e gli studi sia alla maggiore consapevolezza acquisita.

D.: Da circa 40 anni svolge anche attività di Coaching. Cosa significa per lei? Come vive questo ruolo “di guida” per gli altri?

R.: Il Coachingè per me una seconda pelle. Una mia caratteristica è l’empatia, oltre alla capacità di comunicare e di rapportarmi con il prossimo. Questo, sin da giovane, mi ha portata ad essere molto attiva nel volontariato. La mia attività di coaching affonda le radici proprio lì.

D.: Che significato ha per lei la paura e quale la solitudine? Ha mai provato e/o affrontato entrambe? In che modo?

R.: L’aspetto“paura” credo sia insito nell’Essere umano. In linea generale, abbiamo paura di ciò che non riusciamo a capire o che non conosciamo bene.  Questo significa che ognuno di noi deve confrontarsi con le proprie paure. Ad esempio, altezze vertiginose e rettili… non fanno per me.

Il concetto di solitudine, a mio modesto avviso, è molto spesso frainteso. A volte al termine viene attribuito un significato errato. Cos’è la solitudine? Cosa significa ‘essere soli’?

Se uno è solo, ma sta bene con se stesso, si può ancora parlare di ‘solitudine’? Secondo me no.

Forse la solitudine non ha necessariamente a che fare con la fisicità e, quindi, la lontananza dalle persone, ma con un aspetto interiore; Il SENTIRSI soli, incompresi, alienati in una società che ha perso buona parte della sua umanità.

Io mi sento sola se sono circondata (fisicamente o anche solo virtualmente) da persone con cui non ho alcuna comunanza di interessi, con cui è impossibile avere un colloquio franco, civile, interessante – come è il caso di alcune piattaforme sociali a noi tutti ben note – che non quando sto da sola, totalmente immersa nel mio lavoro e felice di farlo.

D.: Il mondo femminile, le lotte femminili, essere Donna oggi. Come si pone di fronte a questi aspetti e a queste tematiche dibattute ormai a livello mondiale?

R.: Mi ci pongo di fronte in maniera del tutto naturale, spontanea e veritiera. Non mi vergogno affatto di essere una Donnae diessere una rappresentante dell’Universo Femminile, questo con tutto il rispetto per gli altri, nessuno escluso. 

Il discorso sarebbe naturalmente molto più complesso e, per certi aspetti, “controversial”. Temo rischierebbe di risultare ad una parte del pubblico “Politically Incorrect”… Mi fermo qui, quindi. 😊

D.: Il suo approccio alla scrittura. Sa definire quando, come e perché è successo?

R.: Ho sempre amato scrivere sin da bambina.È stata da subito una mia grande passione che, almeno nel mio caso, è sempre andata a braccetto con la lettura. Vengo da una famiglia che ha sempre attribuito grande importanza alla cultura e questo, ritengo, ha spianato la strada.  A otto anni iniziai a scrivere un romanzo sulla scia di Piccole Donne di Louisa May Alcott. Ero innamorata dei suoi libri. Poi abbandonai l’impresa. Negli anni ho scritto tantissimo, ma è stato solo molto tempo dopo che l’ho abbracciata come vera e propria carriera. Ho studiato giornalismo in Italia presso la Scuola Superiore di Giornalismo Accademia e poi negli USA presso l’American College of Journalism conseguendo la laurea. Una volta ultimato il Dottorato di Ricerca in Salute Olistica in America, ho iniziato a pubblicare vari libri, a partire proprio dalla tesi finale. Al tempo stesso, sin da quando ero in Italia, ho iniziato delle collaborazioni editoriali con riviste e giornali come giornalista freelance e blogger, attività che svolgo intensamente ancora oggi.

D.: Chi è e come si definisce oggi Maria Teresa De Donato.

R.: Una persona eclettiva, creativa in maniera esponenziale e che continua “a guardare il Mondo con gli occhi di un bambino rimanendone sempre affascinata” – come incoraggia un proverbio buddista.

Sono intellettualmente curiosa…Rimarrò una studentessa a vita. 😊

D.: Infine, lasci un buon motivo ai nostri lettori per cui acquistare e leggere i suoi libri, e il segreto per approcciarvisi nel modo migliore.

R.: Come ho spiegato sono una persona estremamente versatile e con molteplici interessi. Non sono una ‘tuttologa’ in quanto ci sono argomenti di cui so poco, anzi pochissimo, ed altri ancora che non mi interessano affatto. Io scrivo su argomenti e tematiche che conosco, che trovo affascinanti. Il mio stile è discorsivo, semplice e diretto. Le tematiche, a seconda della pubblicazione, variano dalle terapie alternative, alle dinamiche legate a salute e benessere, quindi, a sintomi, malattia e guarigione; altre trattano aspetti collegati alla spiritualità e/o religione, aventi carattere motivazionale. Tra i miei libri ho pubblicato due romanzi, uno a carattere autobiografico-storico-genealogico (Anelli MancantiCapire chi siamo attraverso la vita di coloro che ci hanno preceduti), ed un altro fiction-storico-erotico (Oceano di Sensi), ambientato parte in Italia e parte nella Libia pre-Gheddafi, di fatto una storia d’amore che, tuttavia, mi ha permesso di approfondire la storia della colonizzazione italiana della Libia. Da poco ho realizzato una raccolta intitolata Racconti di Vita e Dintorni, un Inno alla Vita quale migliore insegnante e dedicato a tutte le persone che incontriamo nel nostro percorso e che, in un modo o nell’altro, l’arricchiscono.

Le varie tipologie di pubblicazioni e le tematiche trattate in esse possono interessare, quindi, un vasto pubblico. Insomma, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le esigenze.

Alcuni termini che sono stati utilizzati nelle recensioni che sono state fatte alle mie pubblicazioni sono “Accattivante” e “Affascinante”.

Mi auguro che i lettori di questa nostra intervista che decidessero di acquistare uno dei miei libri ne rimangano altrettanto soddisfatti ed ispirati. Grazie a tutti coloro che lo faranno.

Grazie Elisabetta per questa opportunità.

Grazie di Cuore!

Elisabetta de Feo

IMPORTANTE! Il materiale discusso in questa intervista ha solo scopo informativo e non è da considerarsi parere medico.

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