Arte

Marina Abramović quando il Rinascimento incontra la Performance

Fortuna Addivinola

Fortuna Addivinola

Autore di +Plus! Magazine

Le Gallerie dell’Accademia di Venezia si preparano a inaugurare una mostra di eccezionale rilevanza: dal 6 maggio al 19 ottobre 2026, la celebre artista serba Marina Abramović sarà protagonista di Transforming Energy, esposizione che si inserisce nel contesto della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia e che sarà successivamente presentata anche alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Questo evento segna un momento storico: Abramović sarà la prima artista donna a realizzare una mostra personale che attraversa l’intero percorso espositivo delle Gallerie dell’Accademia, integrando la collezione permanente con installazioni temporanee.

Un dialogo tra epoche artistiche

La mostra si propone come un ponte tra la Venezia rinascimentale e l’arte performativa contemporanea. Curata da Shai Baitel in collaborazione con Abramović, Transforming Energy utilizza in modo innovativo sia gli spazi tradizionali del museo sia le sale dedicate agli allestimenti temporanei, creando un dialogo diretto tra opere storiche e installazioni performative. I visitatori non saranno semplici spettatori, ma partecipanti attivi: saranno infatti invitati a interagire con i Transitory Objects, strutture realizzate in pietra e cristalli come quarzo e ametista, che evocano le antiche tradizioni del mosaico e del vetro veneziano.

 Marina Abramović

Incontro tra capolavori e performance iconiche

Uno dei momenti più significativi della mostra sarà l’accostamento tra la Pietà (with Ulay) del 1983 e la Pietà di Tiziano, completata da Palma il Giovane nel 1576. Questo confronto stimola una riflessione profonda sui temi universali della sofferenza, della spiritualità e della relazione tra corpo e materia. Accanto a queste opere, il pubblico potrà ammirare alcune delle performance più emblematiche di Marina Abramović, tra cui Rhythm 0, Imponderabilia, Light/Dark, Carrying the Skeleton e Balkan Baroque, il lavoro che le valse il Leone d’Oro alla Biennale del 1997.

Le performance di Marina Abramović hanno sempre messo al centro il corpo come strumento di comunicazione e trasformazione. La sua pratica artistica esplora limiti fisici, resistenza mentale e intensità emotiva, creando un’esperienza che coinvolge tanto il performer quanto il pubblico. In questo senso, la mostra veneziana rappresenta un’opportunità unica di osservare come la sua arte dialoghi con la storia artistica della città.

 Marina Abramović

Una relazione lunga con Venezia

Il legame di Marina Abramović con Venezia ha radici profonde. La sua prima visita alla città risale all’adolescenza, quando viaggiò in treno da Belgrado con sua madre. L’impatto emotivo fu immediato: davanti alla laguna e ai palazzi illuminati dalla luce, l’artista provò una commozione tale da scoppiare in lacrime. Da allora, Venezia ha rappresentato un punto di riferimento costante nella sua carriera, ospitando diverse sue esposizioni e installazioni nel corso degli anni. Transforming Energy segna quindi un ritorno significativo, celebrando gli 80 anni dell’artista e la sua carriera rivoluzionaria.

Il contributo innovativo delle Gallerie dell’Accademia

L’apertura delle Gallerie dell’Accademia all’arte contemporanea rappresenta un passo importante nel ripensare il ruolo dei musei nel XXI secolo. Integrando le opere di Marina Abramović nello spazio permanente, il museo crea un dialogo stimolante tra passato e presente, invitando i visitatori a percepire l’arte non solo come oggetto da ammirare, ma come esperienza fisica e sensoriale. Giulio Manieri Elia, direttore del museo, sottolinea come questa mostra costituisca un “momento di trasformazione”, non solo per l’istituzione, ma per l’intero panorama culturale della città.

 Marina Abramović

La forza della performance

Marina Abramović è riconosciuta come una delle figure più influenti dell’arte contemporanea. La sua ricerca si caratterizza per l’uso del corpo come mezzo espressivo e per la capacità di coinvolgere il pubblico in esperienze estreme e intense. Le sue opere affrontano temi universali come la resistenza, la vulnerabilità, la memoria e la relazione tra individuo e comunità. Transforming Energy rappresenta un’occasione unica per esplorare la coesistenza tra le forme artistiche tradizionali e quelle performative, in un contesto in cui la storia e l’innovazione si intrecciano.

Transforming Energy non è solo una mostra, ma un’esperienza immersiva che invita a riflettere sul ruolo dell’arte nella vita contemporanea. Attraverso il confronto tra capolavori rinascimentali e performance iconiche, i visitatori saranno protagonisti di un percorso sensoriale e emotivo, in cui passato e presente si incontrano e si trasformano reciprocamente. Venezia, con la sua storia millenaria e la sua capacità di accogliere l’innovazione, diventa così il palcoscenico ideale per celebrare una delle artiste più rivoluzionarie del nostro tempo.

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