Arte

Masaniello: Un Grido Attuale nel Cuore di Napoli

Luca De Lorenzo

Luca De Lorenzo

Bass/Baritone, nato a Napoli nel 1987,si è diplomato presso il Conservatorio San Pietro a Majella ed in scenografia all' ABANA. Ha debuttato come cantante in diversi ruoli in teatri italiani ed esteri, dirige Festival musicali, si occupa di scenografia e regia. Come Attore ha lavorato per il teatro e la televisione. Si occupa di divulgazione musicale in teatro e nelle scuole.

Si accendono le luci nel suggestivo Cortile d’onore di Palazzo Reale, e Napoli si ritrova, ancora una volta, a misurarsi con il proprio mito. La riedizione di Masaniello, capolavoro firmato di Elvio Porta e Armando Pugliese – entrambi autori, regista Pugliese – si configura non solo come un evento teatrale di primaria importanza, ma come una risonanza profonda nella coscienza contemporanea.

Bruno Garofalo, con mano ferma e rispettosa, ha ripreso le fila dell’originale del 1974, conferendogli nuova linfa senza tradirne l’essenza. La sua regia, attenta alle sfumature, cesella un allestimento che, pur fedele alla tradizione, si arricchisce di spunti freschi e attuali, dimostrando come un classico possa dialogare con il presente senza smarrire la propria identità.

Masaniello

Ph. Fiorella Passante

Ruben Rigillo si cala nel ruolo eponimo con un’intensità innegabile, sebbene la sua interpretazione di Masaniello, a tratti, sembri ricercare un’universalità che lo distanzia dalle radici partenopee del personaggio. Al suo fianco, Serena Pisa, nei panni di Bernardina, emerge con una forza scenica dirompente.

Il tessuto attorale è arricchito da presenze di notevole spessore. In un gran concertato di corpi, gesti e voci, Luca Saccoia dà vita all’imbelle viceré, splendidamente indeciso e vulnerabile, perfettamente aderente al ruolo. Silvia Siravo incarna una viceregina dal carattere incisivo e ben delineato, forte e nervoso, che in alcuni momenti ricorda un personaggio alla Tim Burton. Lello Serao, con la sua interpretazione di Genoino, si distingue per la precisione e l’efficacia.

Masaniello

Ph. Fiorella Passante

Massimo Masiello, nel ruolo di Vitale, è una preziosa testimonianza di come la tecnica vocale possa essere al servizio dell’espressione attoriale, arricchendo il personaggio di sfumature e profondità. A completare il quadro, Lello Giulivo (maso Carrese) Mario Zinno (Naclerio), Peppe Mastrocinque (cardinale Filomarino), e una nutrita schiera di nobili e popolani, tra cui si citano Sergio Celoro, Gennaro Monti, Danilo Rovani, Franco Castiglia, Vincenzo Astarita, Carmine Benitozzi, Marcello Borsa, Alessia Cacace, Lorenzo Simeone, Luigi Credendino, Vincenzo D’Ambrosio, Adriano Di Domenico, Salvatore Esposito, Antonio Ferraro, Mattia Ferraro, Pina Giarmanà, Ciro Scherma, Gennaro Guerra e Alfredo Mundo – che hanno sostenuto lo spettacolo con una forza e una grinta encomiabili.

La scenografia, anch’essa frutto dell’ingegno di Garofalo, si conferma un elemento capace di trasformare il cortile d’onore in un palcoscenico vivo, che non solo accoglie la narrazione, ma invita lo spettatore a immergersi nella tumultuosa atmosfera di una Napoli in fermento. Il pubblico non è più un mero osservatore, ma si trova catapultato al centro della lotta per la libertà contro le ingiustizie di un potere soverchiante.

Le musiche di Antonio Sinagra si fondono con la drammaturgia, sottolineando con sapienza i momenti di tensione e i rari squarci di gioia che permeano la performance. La scelta di un cast che saggiamente amalgama l’esperienza di attori navigati con l’energia di giovani talenti arricchisce ulteriormente l’offerta, rendendola accessibile e coinvolgente per un pubblico eterogeneo e multigenerazionale.

Masaniello

Ph. Fiorella Passante

Ma ciò che colpisce maggiormente in questa riproposta di Masaniello è la sua straordinaria, quasi disarmante, attualità. Tematiche quali la giustizia sociale, il rispetto per il lavoro e l’urgente necessità di un ambiente vivibile si intrecciano in un discorso che trascende le epoche, trasformando lo spettacolo in un potente monito alla riflessione e all’impegno civico. È un’esperienza che invita lo spettatore a guardare ben oltre la ribalta, a interrogarsi su questioni fondamentali che ci interpellano tutti.

In definitiva, questa nuova produzione di Masaniello non si limita a rievocare un pezzo di storia, ma ne cattura l’essenza per proiettarla con prepotenza nel presente. Dimostra, con innegabile forza, che il teatro, quando è autentico e ispirato, conserva intatta la sua capacità di emozionare, di provocare e, soprattutto, di far riflettere, confermandosi un faro luminoso di cultura e impegno sociale.

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