Museo Medievale a Summonte; una visita virtuale all’interno di due sale del Complesso Castellare, dedicate alla mostra permanente “Submontis Medievalia”

CHE COS’E’

Questa settimana il nostro appuntamento con il viaggio virtuale in irpinia prosegue a Summonte, in visita al Museo Medievale con la mostra permanente “Submontis Medievalia”.

MUSEO MEDIEVALE

Il Museo medievale di Summonte sorge all’interno di due sale che, costituenti il complesso castellare, erano anticamente riservate al corpo di guardia. Oggi le sale sono state interamente dedicate alla mostra permanente “Submontis Medievalia”.

L’area Castellare si è sviluppata in epoca assai remota, come presidio militare con funzione di avvistamento e di controllo della valle sottostante. La citazione “castellum qui dicitur Submonte”, chiaro riferimento ad un’area fortificata nel territorio di Summonte, risale al 1094.

PRIMA SALA

La prima sala mette a fuoco i giochi, le armi e le attrezzature del corpo di guardia del castello durante la crisi militare della fine del XV secolo. Nell’ampio spazio, arricchito da camino in muratura, è collocato un tavolo ligneo, su cui è inciso il gioco della “tria”. Il tavolo è apparecchiato, inoltre, con manufatti di ceramica, dadi da gioco e la celata (elmo dei fanti).

SECONDA SALA

La seconda sala del museo medievale è arricchita da una serie di riproduzioni di armamenti, generalmente utilizzati dalle guarnigioni militari tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. Appoggiata ai muri perimetrali, vi sono due rastrelliere con armature, scudi, e ronconi. Interessante è la ricostruzione di un fante con un farsetto di panno e seta, un paio di calze brache di panno rosso, scarpe alte sino alla caviglia e nelle mani un pugnale ed un roncone.

Se ti è piaciuta questa esperienza virtuale, non puoi farti sfuggire l’occasione di visitare il museo di Altavilla Irpina dedicato a Sant’Alberico Crescitelli, il Santo martire in Cina. Pio XII lo ha proclamato Beato affermando “il suo martirio fu umanamente parlando, orribile, uno forse dei più atroci che la storia ricordi“.

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